donna emicranica che soffre d'ansia
Manuale di sopravvivenza

Come convivere con l’emicrania e smettere di avere sempre paura

C’è una cosa che spesso accompagna la vita di di chi soffre di emicrania: la paura. Paura degli effetti collaterali dei farmaci. Di un attacco in un momento inopportuno o di attacchi inarrestabili. Paura di non ricevere il sostegno di chi ci circonda o il giusto supporto dei medici. Paura che il nostro dolore, continuo e cronico, sia banalizzato.

Essendo esperte mondiali di pillole e farmaci di ogni forma e natura se esistesse qualcosa in grado di far sparire questa terribile sensazione noi la conosceremmo. Probabilmente ne avremmo un armadio pieno e scorte nascoste in ogni dove. Purtroppo però questa magica medicina, al pari di una cura per l’emicrania, non esiste. Pertanto la sola cosa che possiamo fare è armarci di tutte le nostre risorse interne, e qualche trucco di sostegno, per cavarcela al meglio possibile.

Emicrania e paura dei farmaci

emicrania rimedio immediatoUna delle paure più grosse che devi affrontare quando soffri di emicrania è quella dei farmaci che ti toccherà ingurgitare presumibilmente per il resto della tua vita. (Per un approfondimento sui farmaci per l’emicrania leggi qui)

La tentazione di leggere il bugiardino dei farmaci è sempre forte e a volte è quasi impossibile non esclamare “ma siamo matti?!?!”.

Nati per lo più per curare altre patologie, i farmaci con cui si affronta l’emicrania hanno spesso una lista di contro indicazioni più lunga di quella della spesa per il pranzo di Natale. Pertanto è normale sentirsi spaventate davanti alla possibilità che si verifichino. Soprattutto perché internet è pieno di racconti negativi e brutte esperienze che lampeggiano rosse come un gigantesco cartello di avvertimento.

Farsi bloccare dalla paura (comprensibilissima e concreta) in questo passaggio è un rischio però molto elevato. Rifiutare di provare terapie preventive per paura vuol dire accettare che la Bestia abbia campo libero per scorrazzare. E questo spesso comporta un aumento degli attacchi, la perdita di efficacia dei farmaci per l’attacco e lo scatenarsi della cefalea da rimbalzo.

Come si esce da questo loop?

Per non farsi scoraggiare posso suggerirti due mosse: affidarti ai numeri e al neurologo giusto.

Per la prima cosa devi ricordare sempre che gli effetti collaterali ci sono, vanno saputi e va fatta attenzione. Ma non devono essere un freno perché la statistica è dalla nostra. E se siamo proprio quell’1 su 10.000 che ha avuto l’effetto avverso allora non vuol dire che il farmaco è l’incarnazione del demonio. Non è il farmaco per noi.

Per la questione neurologo, che a mio avviso è spesso il cuore del problema, bisogna averne uno di cui ci si fida. Avere il neurologo giusto ( e se non ce l’hai ti invito a dare un occhiata alla lista che trovi su SoS Neurologo) vuol dire avere instaurato un rapporto di fiducia con lo specialista che ci da i farmaci. Che non vuol dire avere accanto qualcuno d’infallibile, sia chiaro. Ma qualcuno che  ha ben riflettuto su di noi e la nostra emicrania, ci conosce e sa in caso di reazioni avverse come procedere.

Emicrania e paura degli attacchi

emicrania ad un corsoLa giornata tipo dell’emicranica inizia con il check-up del risveglio, durante il quale controlliamo se ci sono segni della presenza o dell’arrivo di un attacco e termina più o meno nello stesso modo per capire se prima di addormentarsi ci serve prendere qualcosa.

Vivere costantemente attente, monitorare ogni sintomo, ogni avvertimento, ogni minimo segnale, è snervante. E a volte rischia di portare ad attacchi generati dall’ansia e dallo stress di avere un attacco.

Lo stress può portare ad un inconsapevole irrigidimento dei muscoli del collo, del cranio, delle spalle. Magari persino a serrare i denti e i pugni, e ovviamente questo contribuisce ad innalzare il rischio di un attacco. Ma non è sempre facile accorgersi dell’ansia da attacco che sta montando in noi, che prende il controllo e che ci domina. 

 

Come gestire la paura di un attacco

Controllo dei farmaci

Se hai ben chiaro che farmaci usare, le tempistiche con cui prenderli e i tempi i cui fanno (solitamente) effetto non devi temere di rimanere senza difese quando esci di casa. Certo, non tutto funziona come un’orologio svizzero. Ma se analizzando i tuoi sintomi premonitori ( mi raccomando monitorati con il diario dell’emicrania) hai ormai capito che dal dolore all’occhio si passa inevitabilmente all’attacco è inutile tentennare: prendi subito il tuo farmaco di riferimento.

Quale? Quello che ti ha suggerito il neurologo. Mai andare di fai da te. Il rischio è ingoiare mezza farmacia e ritrovarsi ancora stremata e dolorante dopo ore. 

Inoltre, tieni i farmaci sempre con te e controlla di averne a sufficienza. A volte può succedere che in farmacia finiscano le scorte, pertanto è bene averne qualche scatola in più in casa per non restare “orfana”. E ovviamente tenere le pastiglie salvavita sempre a portata di mano. 

Sentirti pronta in caso di attacco ti farà sentire più sicura e ridurrà la tua paura di incorrere nella Bestia e non saper gestirla. 

Prepara un piano B

Da piccola guardavo l’A-Team e Hannibal, il loro capo, finiva sempre l’episodio con “adoro i piani ben riusciti”. Ecco, io adoro quando riesco a fare tutto ciò che voglio (ovvero vivere giornate normali) senza che la Bestia me le rovini. 

Questo non vuol dire che vivo bene solo nel pieno Ben di Testa, ma che cerco, grazie a “piani B ben riusciti” a districarmi anche nei momenti in cui gli attacchi fanno capolino.

Cardine di un buon piano B, vedi sopra, è ovviamente il controllo dei farmaci in caso di attacco. In seconda battuta però c’è anche la condivisione con chi mi circonda della mia condizione, così da ricevere supporto in caso di bisogno ma soprattutto non stupire nessuno se improvvisamente mi spengo e abbandono una festa, un giro, una cena. 

Sapere che chi ci circonda è informato dei fatti, a prescindere da quanto profondamente li capisca, allevia lo stress di dover giustificare un nostro comportamento apparentemente “strano”. E a volte questo basta per allentare la tensione e goderci al meglio la giornata.

E se chi ci circonda vuole dare una mano, ecco la mia mini guida:”Come aiutare chi soffre di emicrania: una guida pratica

Medita, Respira, Prenditi del tempo

cefalea o emicraniaA volte l’emicrania toglie il respiro. Se ti osservi bene, mentre soffri e attendi che i farmaci facciano effetto, potrai vedere che ci sono attimi in cui trattieni letteralmente il respiro. Come se ci stessimo così concentrando sul dolore e il modo di farlo scomparire che ci dimentichiamo di respirare.

Questo tenere la mente ancorata sul dolore, sulla paura di un attacco di emicrania, sull’ansia di stare male ci manda in un loop negativo difficile da sciogliere. In questi momenti mandare la mente altrove, farla concentrare sul respiro, distrarla dal dolore o dalla sua possibilità è molto importante. Ed un buon trucco è proprio quella di legare i pensieri al ritmo del respiro, di un mantra (che può anche semplicemente essere una parola che ci piace) o di un pensiero che ci rilassa e stabilizza. 

Ovviamente non è semplice, ma è un esercizio che diventa più facile man mano che si prova a farlo.

Per concludere

Vivere con la paura non fa che aumentare le probabilità di un attacco di emicrania. Che sia la paura per i farmaci o per gli attacchi, ci spinge in un loop che aggrava la nostra condizione. Ci costringe a stare allerta e ci sovraccarica di stress.

Non è facile dire alla propria mente di stare serena quando si è abituati a lottare con il dolore tutti i santi giorni. Però vale sempre la pena fare un tentativo. Il premio è il Ben di Testa e lo sforzo richiesto è sicuro inferiore a quello che compiamo ogni giorno (spesso inconsapevolmente) per torturarci con la paura di un attacco.

In fine ricorda sempre

Spero di averti dato delle informazioni che possano aiutarti a stare meglio. E se hai trovato utile questo condividilo o invia il link ad un’amica che potrebbe averne bisogno.

Se hai difficoltà ad affrontare tutto questo da sola, se non sai come partire nell’individuazione dei tuoi sintomi premonitori e nella loro gestione o semplicemente desideri un supporto, ti aspetto in Coaching per il Ben di Testa.

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