Io che scrivo il diario dell'emicrania
"Caro" Diario

Come ho gestito l’emicrania a settembre

“Caro” Diario, pensavi mi fossi scordata di te eh? E invece no, eccomi qua! Ho semplicemente deciso di aggiornarti mensilmente partendo dall’emicrania di Settembre perché da brava cefalgica a volte sono così acciaccata che non ho modo di rispettare gli impegni settimanali. Nemmeno quelli importanti a cui tengo, come quello con te e i miei aggiornamenti sulle avventure tragicomiche di un’emicranica che non vuole farsi abbattere dalle avversità… me evidentemente ogni tanto se non proprio abbattere un po’ rallentare si fa. Sig

Ad ogni modo veniamo a noi. Dove eravamo rimaste?

Attacchi da ko..che un po’ mi vado a cercare

( l’emicrania dall’1 al 5 settembre )

Agosto si è chiuso nel peggiore dei modi. con un attacco orrido che mi ha tenuta a casa da lavoro e fatto implorare che la mia testa non esplodesse. Unica gioia di questi momenti, se gioia la si può definire, è che archiviato il senso di colpa dell’aver peccato il lavoro e mandato a monte almeno la mattina hai davanti un’intera giornata per riprenderti.

Questa è una cosa che solitamente mi rasserena. Perché non ho la fretta del “riprenditi in fretta che devi fare un mucchio di cose importanti”… Ecco, in questo caso ormai il cose importanti sono andate. E non resta che reindirizzare le proprie energie residue verso la ripresa. E magari la partenza di un buon settembre.. un mese che vorrei passasse bene perché se vedrò peggioramenti dovrò nuovamente tornare dal neurologo e rivalutare un cambio di terapia. Uff…

emicrania al mare con amiciFortunatamente almeno la prima settimana di settembre è andata via abbastanza bene. L’unico attacco è stato la domenica al culmine di un intenso weekend iniziato il venerdì con una cena con le amiche e un concerto all’aperto, proseguito il sabato con una mostra e una pizza piena di ogni cosa possibile e conclusosi la domenica al mare. Quindi ecco… diciamo che non mi sono esattamente risparmiata ed ho trasgredito ad alcune delle mie sacre regole in termini di sgarri. Insomma… tutta quella pizza superfarcita e tutto quello spritz in una giornata ventosa non sono stati esattamente una bella idea. Però, mettendo tutto sulla bilancia, mi sono goduta un bellissimo weekend di fine estate con gli amici come ogni ragazza della mia età. E questa cosa conta moltissimo.

La cosa he però più conta è che quando il mio fisico ha ceduto i miei amici sapevano cosa stava succedendo e cosa e come fare con me. Accasciarsi mezza dolorante e nauseante sul divano di un amico mentre gli altri mangiano la pizza in attesa che il traffico diminuisca è qualcosa che può metterti a disagio. Ma se i tuoi amici sono amici, e ti conoscono, ti offrono sostegno, abbassamento della televisione, e il “se c’è qlc che posso fare dimmi” è reale e sai che puoi resuscitare con la dovuta calma. 

S come settembre o come sfortuna?

(l’emicrania dal 6 al 12 settembre)

Che settembre sia il mese della sfiga??? La mia moto adorata mi ha lasciato a piedi causa batteria. Credo che il vocale che ho fatto a mio babbo e mio fratello racchiudesse tutta la disperazione del mondo. So benissimo che la batteria era roba da poco, ma diamine ragazza mia, non si fanno certi scherzi! 

Soprattutto perché Giovanni, il mio robottino pulisci casa, si è appena rotto. Improvvisamente al posto di pulire casa per linee rette disegna strane margherite… Sig. Qualcuno ha detto macuba??

emicrania ad un corsoSe è il mese della sfortuna davvero non lo so, per ora purtroppo per sembra il mese dell’emicrania. Questa settimana ho avuto diversi attacchi di cui il più tosto sabato notte nel mezzo di una due giorni di corso di formazione a San Marino.

Ah, sempre weekend riposanti dirai tu… Eh, che devo stare sotto una campana di vetro? Replico io. In più lo sai che a breve vado a Lampedusa e lì son certa che mi riposerò quanto serve.

Inoltre il weekend sammarinense è stato estremamente interessante ed utile. Ho avuto un sacco di idee e suggerimenti per far progredire ATuttaTesta e la mia idea che chi soffre di emicrania non vive per forza una vita a metà. Ho parlato di emicrania davanti ad una platea di sconosciuti e ho percepito curiosità ed interesse in maniera molto maggiore rispetto a quanto potessi pensare. La confusione tra “mal di testa” ed “emicrania” è ancora tanta per la maggior parte delle persone e il timore da parte di noi emicraniche è sempre quello che quando ci apriamo dall’altro lato si minimizzi. Le brutte esperienze ci hanno spesso insegnato questo.

Fortunatamente non sempre è così!

Anzi, questa volta posso dire di aver avuto l’attenzione e il sincero interesse di quasi una cinquantina di sconosciuti. 

La cosa che più mi ha colpito però è che il racconto della mia condizione e del mio progetto abbia spinto una ragazza, che soffre di tutt’altro ma sente anche lei il peso dell’isolamento e dell’incomprensione, ad aprirsi con me. Weekend memorabile.

Un dolore che non provavo da molto

Settimana 3 ( l’emicrania dal 13 al 19 settembre )

Qual’è una delle mie regole auree alle quali non devo trasgredire mai e poi mai? Dopo un weekend impegnativo prendi il lunedì di ferie! Per questo dopo ogni weekend di corso il lunedì sono a casa. E per fortuna vista l’emicrania che mi ha cappottato per mezza domenica e le tre ore di traffico per il rientro!

Questa è una regola al pari della gita in farmacia prima di un viaggio. Gita che a proposito ho fatto in questi giorni visto che sabato si decolla per Lampedusa.

Prima del viaggio l’emicrania stava andando abbastanza bene, con soli due attacchi abbastanza leggeri e gestibili. Purtroppo però è arrivata la giornataccia.

emicranica in viaggioCausa spostamento del volo da Bologna a Milano ci è toccato partire con il transfer del pullman all 7.30 di mattina da Bologna per un aereo che decollava alle 14 da Malpensa. 

Avendo già messo in conto alzataccia, disagio, aria condizionata a palla e scomodità ero pronta con tutto il necessario per affrontare la traversata. Medicine a portata di mano, acqua, felpa col cappuccio grosso, sciarpa. Ed ovviamente la sera ero andata a letto preso per dormire le ore necessarie a gestire l’ennesima alzata alle 6.

Alle 14, mentre sfidavo il caos di Malpensa e il panico da aereo (si, io odio volare, mi terrorizza, ma lo faccio comunque perché “chi sta a casa ha sempre torto”) mi ero quasi illusa di poterne uscire vincitrice poi è arrivata lei. La folata d’afa e umido dopo ore di secca e glaciale aria condizionata. 

Eccola lì, una di quelle cose che nemmeno seguendo i miei 5 trucchi per affrontare l’emicrania in viaggio riesco a gestire: lo sbalzo climatico

Al primo respiro avevo già capito cosa sarebbe successo. Ed infatti il tempo di arrivare al nastro trasportatore delle valige e stavo già scavando nella borsa in cerca di un auradol. Una volta in camera, dopo aver disfatto la valigia e fatto una doccia mi sono stesa sul letto con l’idea che mi sarei ripresa a breve. Alle 18, consapevole ormai che il triptano non aveva fatto effetto, stavo prendendo un difmetrè. Alle 19 ero pronta a piangere disperata e buttarmi dal balcone del B&b. Era da quella terribile emicrania di giugno, durata quasi due giorni di fila, che non stavo così male.

Ogni volta che il dolore sembrava rallentare qualcosa lo riaccendeva. L’aria condizionata? La sua assenza quando dicevo a Simo di spegnerla e iniziavamo a sudare per i 30°? Il click-click incessante del condizionatore che mir rimbombava in testa come un martello? Alle 20.30 avevo provato tutto. Fascia elastica, mascherina per la luce, stare seduta, stare in piedi, stare sdraiata, da un lato, dall’altro, bottiglia d’acqua fredda in testa. Tutto il mio Emikit dispiegato modello taskforce… Disperata ho preso un secondo difmetrè. 

Quando il dolore è tale da farti pensare “mi spacco la testa contro il muro” non stai tanto a chiederti agli effetti dei farmaci su tutto il resto.

Li prendi. Punto.

E speri che passi il male il prima possibile. Al resto ci penseremo. 

Ed in tutto ciò il mio sguardo andava ripetutamente verso Simone, a cui avevo detto almeno dieci volte “adesso mi riprendo eh”, nella speranza di goderci la nostra prima sera di vacanza, che ormai si era addormentato. Vestito.

Alle 22.15 la mia testa ha smesso di ruggire forte elle 23 ero quasi un essere umano normale. 7 ore di dolore che mi sono sembrate 60.

Simo dormiva, non so in quale momento si era svestito e messo comodo. Ho bevuto, mi sono sistemata il pigiama e ho dichiarato conclusa la mia prima fallimentare giornata lampedusana.

La domenica mattina non ero esattamente in forma al 100%, così abbiamo deciso di coccolarci con due lettini e un ombrellone in uno degli stabilimenti dell’isola. Quello di Portu ‘Ntoni. Non avevo le energie per cercare spazi liberi, punti per piantare l’ombrellone, scogli più comodi da trovare.  Ovviamente la Bestia non se n’era andata del tutto. Come spesso accade dopo nottate come quella appena passata, ha fatto ritorno a metà giornata. Fortunatamente però il peggio era passato e nonostante l’intontimento i farmaci han fatto subito il loro dovere permettendomi di godermi quasi a pieno la prima, vera, giornata di ferie.

Settimana Lampedusana: mare, vento e tanto cibo

Settimana 4 ( l’emicrania dal 20 al 26 settembre)

Dopo i primi tre giorni di vacanza l’emicrania è sembrata essersi dimenticata di me. Lunedì aveva provato a fare un minimo accenno di attacco, ma se n’è andata via rapidamente e da lì non si è più fatta vedere per tutta la mia permanenza a Lampedusa.

Questo nonostante la bella isola mi abbia seriamente messo alla prova con repentini cambi di meteo e un sacco di vento. E sicuramente io ci ho messo del mio con l’assaggio di qualche dolce in più del solito… ma come si fa a resistere ai cannoli? Alla granita con la brioches? Alle torte che ogni giorno la ragazza del B&b preparava fresche e diverse? Siamo serie… non si può resistere.

Anche le camminate intense, al sole, sue giù dalle coste per arrivare alle calette migliori sono stati potenziali trigger… eppure la Bestia è stata a cuccia.

Come a voler dire “ho fatto il mio ingresso trionfale sabato, che vuoi di più?!”. Ecco, io in effetti non volevo nulla di più, anzi non avrei voluto nemmeno quell’ingresso trionfale a dirla tutta. Ma mi accontento e mi son goduta ogni istante di Ben di Testa che questa vacanza mi ha regalato. 

Un ultimo colpo di coda me lo ha “regalato” il sabato della partenza, quando mi è toccato asciugare i capelli al vento perché avevamo già consegnato le chiavi della camera e avevamo fatto una doccia al volo dopo l’ultimo tuffo alla Spiaggia dei conigli. Per fortuna un attacco leggero e stroncato sul nascere perché in aereo c’era un’aria condizionata modello polo nord che altrimenti mi avrebbe uccisa replicando il sabato sera d’andata.

io e simoE non era il caso di replicare questo sabato perché mi aspettava una sorpresa a casa. Il 21 settembre io e Simo abbiamo festeggiato i 15 anni che stiamo insieme e tu Diario sai che ormai da un bel po’ abbiamo smesso di farci regali seri e ci concediamo questa vacanza settembrina extra come regalo. Ebbene a casa mi aspettava una super scatola che si apriva stile “petali di fiore” in cui ogni petalo conteneva una foto per ogni anno della nostra storia. E mentre stavo ancora lacrimando per la commozione (e perché mamma mia quanto eravamo cinni in alcune foto oh mamma mia) sono arrivata al cuore del fiore.. dove c’era una dichiarazione d’amore (cosa estremamente rara per Simo) e una fedina con 15 brillanti. Avrò l’emicrania, ma sono dannatamente fortunata.

Dannati rientri

Settimana 5 ( l’emicrania dal 27 al 30 settembre ) 

Se non bastasse il tiraculo che uno ha già normalmente quando rientra dalle ferie, domenica è anche venuta una tempesta pazzesca che ci ha fatto precipitare improvvisamente nel buio inverno.

Fortunatamente lunedì lo avevo preso di ferie (postilla alla regola aurea dei post weekend intensi, anche post ferie il lunedì dev’essere di ferie.. che poi il rientro è più sopportabile) perchè l’umore non avrebbe retto alla doppia combo inverno-rientro a lavoro!

Ma per quanti lunedì di ferie una prenda, il primo giorno di rientro sarà sempre una debacle degna del peggiore blue monday. 124 mail, innumerevoli chiamate senza risposta e 8 appuntamenti. E nel lavoro che mi paga le bollette non salvo mica vite…mah…

Almeno la Bestia se n’è stata buona. Nonostante i repentini cambi di clima di questo fine settembre sono riuscita a chiudere il mese senza altri attacchi pesanti!

Giulia Vs Emicrania: i risultati di settembre

La partita di questo mese ha visto l’emicrania segnare 11 goal, mantenendosi quindi leggermente al di sotto della solita media mensile da quando prendo il mio cocktail inderal+topiramato come terapia preventiva.

Certo, l’attacco orrendo della prima notte a Lampedusa varrebbe doppio o triplo per la sua ferocia… ma non sottilizziamo.

Ma il vero risultato è che al di là degli attacchi questo mese ho ottenuto brillanti successi per il mio blog e stimoli incoraggianti per il futuro, sono riuscita ad uscire più volte come una normale trentenne e ho fatto una bellissima vacanza a Lampedusa. Il Ben di Testa è anche festeggiare i risultati positivi e questo mese sicuramente ne ho avuti parecchi!

 

SE TI PIACCIONO I MIEI DIARI E I MIEI ARTICOLI ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI ATUTTATESTA.

Questo è un progetto per non farsi abbattere nei momenti in cui la Bestia sembra non volerci lasciare andare. Nonostante l’emicrania cronica si può avere una vita piena e io cerco di mostrartelo un “Caro” Diario alla volta!

 

2 commenti

  • Marta Alberti

    Leggerti mi fa sentire meno sola! Io ho 2/3 attacchi al mese ma durano tutto il giorno mannaggia a loro. Sto iniziando a rassegnarmi, sarà così per sempre, inutile ogni volta arrabbiarmi e lamentarmi che poi sto peggio 😂. Un abbraccio!

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.