Come avere un atteggiamento positivo nonostante l’emicrania

Quando qualcuno arriva su ATuttaTesta nota subito che nonostante tutto cerco di mantenere un atteggiamento positivo. E non perché io viva nel mondo delle fiabe o il mio dolore da quando scrivo sia improvvisamente scomparso, anzi, chi legge i miei diari della domenica sa che la Bestia “è viva e lotta con me”. Quello che credo però è che per quanto l’emicrania s’impegni a rendermi la vita un inferno, non ha senso intristirmi ulteriormente rischiando, tra l’altro, di scatenare una spirale di ansia e stress che favorisce un ulteriore aumento degli attacchi.

Essere positivi non è “gratis”

io con l'emicraniaPer diversi anni mi sono sentita abbattuta e schiacciata dal mio dolore, oppressa dal mio “non riesco” o dal freno a mano tirato in ogni situazione per la paura che l’emicrania bussasse alla mia porta. La frase ricorrente nel mondo dei cefalgici è “viviamo una vita a metà. E a lungo ho pensato non ci fosse scampo a questa condizione. Che fosse una legge scritta sulla pietra. Perchè alla fine, se un giorno si e uno no hai un attacco effettivamente per la metà del tempo hai la testa tra le mani giusto?

Poi però mi sono detta che se è sacrosanto che ognuno sente il suo di dolore e conosce il suo limite, attorno a me esistono tantissimi esempi di grandezza. Basta farsi un giro sul sito di Bebe Vio, o sulle pagine di altri atleti paralimpici, per osservare persone con problemi e disabilità anche maggiori della mia che sono riusciti a raggiungere nella vita i traguardi che volevano. O comunque che continuano a sfidarsi ogni giorno per fare quel centimetro in più per migliorarsi. 

Perché io dovrei essere da meno?

Secondo il professor Barbanti, uno dei neurologi più esperti nel settore delle cefalee,

L’emicrania appare come il prezzo pagato da un cervello troppo veloce per sopravvivere a se stesso

Così ho deciso di spostare la prospettiva d’osservazione. Se il nostro cervello è così speciale non potrà esserlo solo nelle cose negative. Alla fine, più di una volta osservando tutte noi che soffriamo di emicrania cronica mi sono stupita dei tempi di recupero dopo certi attacchi, della capacità di cadere e rialzarci ogni volta. Perchè se da fuori a volte non sembriamo malate è perchè nonostante tutto siamo diventate cintura nera nel vivere una vita a tuttotondo anche quando ci troviamo in maggior difficoltà.

Tutto questo costa fatica. Sacrificio. Impegno. E di sicuro avremmo tutte preferito goderci il viaggio in piena salute brindando al meglio. Ma tutte le cose importanti richiedono uno sforzo e nulla, soprattutto per chi parte in una posizione di svantaggio come noi, è importante come la salute e l’aumento del proprio benessere.

I passi verso il Ben di Testa

kinderLa premessa è che l’emicrania è così soggettiva che ciò che fa bene ad uno può essere inutile per un altro ma se c’è una cosa che ormai tutti abbiamo imparato è che bisogna tentare tutte le strade possibili per puntare al “ben di testa”.

E soprattutto, al di là delle “tecniche” per ridurre gli attacchi, bisogna iniziare anche a concentrarsi su quelli che sono i modi per sentirsi meno abbattute da essi. Come ti ho raccontato in “Le cause del mal di testa: scopri i trigger più frequenti” lo stress e l’ansia sono due potentissimi fattori scatenanti. E quindi si, mi spiace confermartelo così brutalmente, ma la paura di avere un attacco, l’ansia di non saperlo gestire, lo stressi di una vita nel dolore, generearanno altra emicrania. Cerando un loop davvero infernale.

Per questo è imprescindibile lavorare in parallelo su due fronti: quello medico/tecnico per ridurre il numero degli attacchi, e quello interno/emotivo per imparare a gestire con maggior positività e serenità una vita con l’emicrania.

Perchè lo scopo primario è sempre ridurre il dolore, ma se non riusciremo ad abbatterlo completamente (cosa purtroppo per noi improbabile) ciò che ci resta necessariamente da fare è imparare a gestirne i contraccolpi emotivi.

Ecco quindi alcuni suggerimenti per imparare a gestire la vita con l’emicrania con positività.

Atteggiamento positivo in 4 mosse:

1. interrompi il ciclo di lamentela

Il mio moroso mi ha fatto notare che quando parto in quarta con la lamentela su un argomento, sia esso lavoro o qualunque cosa mi ha irritato, ho la capacità di stare sull’argomento ore e ore per dire la stessa cosa alterandomi sempre di più. Il risultato finale? Sono sfinita (e spesso ancora incollerita), con l’emicrania che spunta a farmi un saluto. Ho deciso che rimuginare su queste cose non ha senso, anche se a me per carattere piace molto farlo e mi faccio violenza a smettere.

Quando ci troviamo in una situazione simile la cosa migliore da fare è sviscerare il concetto una volta, chiaramente e definitivamente, ed archiviarlo. Poi distrarsi e fare altro. Obbligarsi a non tornare su quella cosa. Evitando così un aumento di stress, e un possibile attacco.

Lo stesso vale per le riflessioni sulla nostra condizione. E’ giusto e umano sentirsi sconfitte ed amareggiate a volte. Ma il ciclo della lamentela fine a se stessa non deve prendere il sopravvento. Anche perchè diciamocelo chiaramente, ha mai risolto qualcosa?

2. dacci sotto con la Gratificazione positiva

gelato di crema alla stevia fatto dal mio papà 

Quando stai vivendo momenti negativi che possono incorrere in carichi di stress rischiosi interrompili con una gratificazione positiva. Sia che si tratti d’interrompere il ciclo di lamentela o che sia l’uscire dal buco nero di una brutta giornata, prova a spezzare il mood negativo e farmi una coccola extra. Questo break aiuta a ridurre il carico di stress e di conseguenza a minimizzare la possibilità che la Bestia si scateni per questo fattore. Ovviamente per gratificarti non usare un altro possibile tuo trigger… punta a qualche piccolo piacere, che sai che non ti fa male ma che ti dona gioia. 

Nel mio caso funzionano: giretti in moto, pranzi nel giardino di casa, una fetta di pane fresco con la marmellata, indossare mutande natalizie. Insomma, gioie piccine, ma al momento giusto.

3. Festeggia i risultati positivi

Spesso sono stata così concentrata sulle giornate negative, su quante emicrania ho avuto, quante ore ho passato a letto al buio, quante cene con gli amici mi sono persa, da dimenticarmi di essere fiera e grata per ciò che ottengo di positivo.

Questo è un errore che non devi fare! Prima di tutto perchè ti prosciuga le energie. Che, diciamocelo, non sono così abbondanti. E in seconda battuta perchè non serve a migliorare la situazione. Smetti di paragonare la tua vita a quella degli altri. Ognuno ha il proprio metro e per forza il nostro ci costringe ogni tanto a pescare la carta “stai ferma un turno”. Con questo dobbiamo farci i conti. Ma non per questo deprimerci. Anzi. Ogni volta che raggiungi un risultato positivo festeggialo!

Non importa se il traguardo raggiunto è per il resto del mondo qualcosa di banale, scontato, facile. Se ne sei felice, se ti ha dato gioia, aumenta la contentezza al cubo festeggiando. Perchè il buonumore alla Bestia non piace ma al Ben di Testa si!

4.non dimenticare le “Terapie” complementari

Durante le conferenze della giornata nazionale del mal di testa i neurologi hanno sottolineato che ci sono diverse terapie complementari nel trattamento della nostra patologia. Tra le tante possibilità, per esempio, a me piacciono i massaggi, la cui efficacia non ha evidenza scientifica, ma come è stato detto da uno dei medici del convegno “se ci fanno piacere e ci fanno stare meglio perché non farle?”. Ecco, la logica che devi sempre tenere a mente quando cerchi una terapia complementare è che se una cosa ti fa stare bene può agire a livello psicologico su di te e quindi fare leva su quei meccanismi caccia-stress che tengono lontana la Bestia. Che siano le passeggiate, la meditazione, lo yoga, un bagno caldo, i massaggi, la musicoterapia o guardare gattini coccolosi su internet non fa differenza. Se ti piace e ti rilassa il risultato è che abbassando i livelli di stress starai meglio, ti sentirai più positiva e ridurrai l’emicrania.

Cercare di avere un atteggiamento positivo quando si lotta con il dolore cronico non è facile. Ma nemmeno impossibile. Ognuna di noi può trovare il suo trucco, lo stratagemma perfetto per risollevarsi anche dopo l’ennesima tempesta. L’importante è non darla mai e poi mai vinta alla Bestia. 

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