Rimedi per il mal di testa: come gestire e prevenire il dolore

emicrania e farmaci

Ogni mese su Google viene cercato “rimedi per il mal di testa” oltre 4400 volte. Questo ci da la dimensione di quanto il problema del dolore ricorrente alla testa sia grave ed anche di quanto le persone, spesso senza punti di riferimento medici, si affidino ad internet per trovare risposte.

La cosa preoccupante però è che la prima risposta a questa ricerca (tra quasi 4 milioni di risultati) è un elenco di rimedi improbabili che vanno dagli impacchi vegetali, al sale, al limone con le patate (googolare per credere!). Insomma, un mix di rimedi contro il mal di testa decisamente poco credibili e probabilmente poco efficaci da cui chi soffre di una patologia cronica debilitante come la nostra farebbe bene a diffidare.

Se è certamente vero che prese dallo sconforto del “nulla mi fa più effetto” saremmo pronte a provare di tutto, e che probabilmente le patate non hanno grandi controindicazioni, è altrettanto vero che quando si affronta una Cefalea Primaria la corretta informazione dovrebbe essere un punto di partenza fondamentale.

Per questo in questo articolo voglio fare un po’ il punto, nella maniera più corretta possibile, su quelli che possono essere i rimedi contro il mal di testa dal punto di vista della gestione e della prevenzione degli attacchi.

Una premessa importante

Devi ricordarti sempre che come ti ho ben spiegato in “I diversi tipi di mal di testa: quali sono e come trattarli” se quella di cui soffri è una Cefalea Primaria e non un banale mal di testa allora la situazione è un po’ più complessa di quanto una veloce ricerca su Google può far intendere.

Le Cefalee Primarie ( Emicrania, Emicrania Con Aura, Cefalea a Grappolo, Cefalea Tensiva) sono scritte nel nostro DNA, non hanno una causa esterna da ricercare ed eliminare per poter risolvere il problema. Per questo ti esorto a diffidare di chi ti propone rimedi miracolosi che eliminano completamente l’emicrania e fanno sparire per sempre il dolore. I casi sono due: o non si sta parlando di una cefalea primaria ma di una cefalea secondaria, transitoria, oppure ti stanno dicendo una bugia. E mentire quando si parla di salute è una carognata che nessuno dovrebbe fare.

Fatte le dovute e necessarie premesse ora sai che questo articolo non ti sarà nessun rimedio magico contro il dolore. Quello che posso darti però sono suggerimenti fondamentali per:

  • imparare a prevenire gli attacchi
  • scoprire come riconoscere i sintomi premonitori e i trigger
  • imparare a gestire gli attacchi 

Mica male eh?!

Rimedi contro il mal di testa: impara a gestire gli attacchi

Quando ci troviamo trafitte dal dolore, schiacciate, inermi, troppo deboli e martoriate per fare qualunque cosa, quello NON è il momento per mettersi a pensare a dove sono i farmaci, se ho il ghiaccio, se mi aiuta una fascia stretta in testa o no. Queste sono tutte cose che dobbiamo imparare a mettere in fila prima. Come prodi generali che preparano le truppe alla battaglia.. perché non si sa mai quando la Bestia potrebbe attaccare e noi dobbiamo sempre essere allerta. 

Punto 1: Riconosci i sintomi premonitori

Se la nostra testa è un campo di battaglia allora è bene sapere su quale terreno si giocherà la partita. Per questo ancor prima di scoprire i rimedi contro il mal di testa è bene imparare a riconoscere i segni che ci avvisano dell’attacco imminente. 

L’attacco emicranico è solitamente diviso in 4 fasi: prodromi, aura, attacco e posdromi. (Per un approfondimento leggi anche “Le 4 fasi dell’emicrania: come funziona un attacco” ) 

La prima fase si  caratterizza per per una serie di sintomi premonitori che anticipano il dolore anche di varie ore. Sono diversi per ognuna di noi e vanno dalla spasmodica voglia di dolce, all’improvviso malumore inspiegabile o alla sonnolenza. Spesso si palesano anche ripetuti sbadigli, aumento della sete o della frequenza di minzione e difficoltà di concentrazione. 

Notare in tempo questi segnali può essere davvero salvifico perché può permetterci di prendere davvero ai primissimi esordi i farmaci per l’attacco, impedendo così alla Bestia di aggredirci nel modo più pesante. 

Inoltre, soprattutto se i sintomi premonitori sono caratterizzati da sete o irrefrenabile voglia di zuccheri, è possibile che pere molto o mangiare qualcosa di dolce che permetta alla glicemia di stabilizzarsi riequilibri la situazione prima che scoppi l’inferno. E’ vero che è un’ipotesi abbastanza remota, ma non del tutto impossibile. Per cui vale sempre la pena tentare.

Punto 2: Prendi i giusti farmaci per l’attacco

Quando inizio a sentire il mio occhio che formicola so già che a breve si scatenerà un attacco di emicrania. Per questo nella mia mente rimbombano subito le sirene di allarme e risuona la voce del mio neurologo che dice “non aspettare, prendi subito il farmaco”.

Smorzare l’attacco sul nascere è un punto cardine della gestione dell’emicrania. 

Anche se molte volte sarai tentata di pensare “aspetto un po’, magari passa” oppure “vado letto, se dormo forse miglioro” non cascarci! So che è difficile. So che il retropensiero è “ogni attacco è un passo in più verso l’intossicazione del mio corpo coi farmaci”. Ti capisco, anche io, ancora oggi, a volte cado nell’auto-tranello di riuscire a resistere o pensare che la Bestia possa andarsene da sola. Non è così, praticamente mai.

Prendere subito il farmaco che ti ha consigliato il neurologo (di norma un triptano o un antinfiammatorio) è fondamentale per evitare che il dolore vada in escalation e si trasformi da qualcosa di gestibile ad una giornata buttata a letto. Inoltre, molti farmaci come appunto i triptani, agiscono meglio (o potrei dire anche solo) se presi ai primi accenni di attacco. Altrimenti diventano inutili o, a mio avviso, anche dannosi. Perché ti portano ad attendere ore nel dolore prima di poter prendere una dose di qualche cos’altro.

Tra i rimedi contro il mal di testa i farmaci per l’attacco sono quelli che vanno presi con maggior attenzione e informazioni. Per questo il fai da te non è mai e poi mai la scelta migliore. E se vuoi approfondire tutte le tipologie di farmaci per il trattamento degli attacchi ti consiglio di leggere anche “Farmaci per il mal di testa: come scegliere quello giusto per te”.

Punto 3: Accessori utili durante gli attacchi

Come ti ho spiegato in “Come alleviare il mal di testa: alcuni consigli pratici” una cosa da fare è avere sempre con noi gli accessori che ci possono aiutare a gestire il dolore mentre spettiamo l’azione dei farmaci. 

Questi non sono dei veri e propri rimedi contro il mal di testa ma ci possono aiutare a controllare il dolore e i sintomi associati ad esso durante tutto l’attacco.

Se mi segui sui social avrai visto ad esempio che molto spesso uso una fascia elastica (puoi comprarla su amazon qui) che comprime la testa in modo regolabile. E facendo un nodo con le estremità riesco a creare un punto di pressione sulla tempia che batta esattamente dove il dolore è maggiore. In questo modo riesco ad alleviare un po’ la mia sofferenza finché l’auradol non fa il suo dovere. Allo stesso modo spesso uso il ghiaccio, in cubetti o in formato fascia da fronte, e la mascherina nera per gli occhi per evitare anche il minimo raggio di luce. 

Creare un proprio EmiKit, con gli accessori che ci danno sostegno durante le fasi più acute dell’attacco, è utile per gestire al meglio le fasi più dolorose. Purtroppo non sempre i farmaci agiscono immediatamente ed è bene sapere che cosa aiuta la nostra testa a stare meglio in quei frangenti. 

Il mio consiglio spassionato? Sperimenta! Io ho bisogno di ghiaccio, tu potresti aver bisogno di calore. Prova la combinazione che più ti aiuta. Ma prova. Restare inerme davanti agli attacchi della Bestia non è una soluzione.

Rimedi contro il mal di testa: impara a prevenire gli attacchi

Come abbiamo visto fin qui la battaglia contro l’emicrania non è qualcosa che si può improvvisare. I rimedi miracolosi non esistono ma anzi, ogni successo e stratagemma è frutto di una meticolosa ricerca che parte da fattori soggettivi.

Per questo, anche sul fattore prevenzione, mi spiace doverti dare questa brutta notizia, non c’è ancora una via univoca da seguire. Ne, purtroppo, un trattamento miracoloso che possa eliminare completamente e con certezza assoluta ogni tuo dolore. 

Con questo non voglio assolutamente dire che ti devi rassegnare a stare male. Anzi, l’opposto!

La soggettività della Cefalea fa si che il tuo ruolo sia determinante nel capire come agire meglio per te stessa e nell’aiutare il neurologo a trovare la quadra giusta per te con le varie terapie a disposizione.

Due sono i consigli generali che mi sento di darti: 
  • non avere fretta di ottenere risultati ( per quanto difficile sia visto che parliamo di ridurre il dolore) perché di norma le terapie mostrano la loro efficacia verso i 3 mesi
  • segui la terapia e non chi ti spaventa sulla base della sua esperienza. Ognuna di noi reagisce diversamente ad ogni farmaco e ad ogni forma di prevenzione. Se tutti i tipi di mal di testa sono diversi allora anche le soluzioni devono essere adattate ai singoli. Magari dovrai provare tante combinazioni per trovare la tua “via giusta” o magari sarai fortunata che al primo tentativo fai bingo. La cosa che conta però è che non ti lasci scoraggiare, ne dalla tua vocina interiore che dice che nulla servirà mai, ne da chi ti circonda e ripete “quella roba non serve a nulla, per me acqua fresca”. 

Punto 4: Monitora ed evita i fattori scatenanti

Oltre alla soggettività nella prevenzione degli attacchi devi tenere conto anche il fatto che molto spesso la Cefalea non è provocata da un unico fattore.

I trigger che possono portare allo scatenarsi della Bestia sono molteplici: possono influire contemporaneamente fattori ormonali, alimentari, genetici, sociali ed ambientali. Dalla pioggia all cioccolato, da un concerto ad una seduta dal parrucchiere, da un pianto a dirotto davanti ad un film ad una giornata super intensa. Insomma un mix di cose che da tenere a bada non è sempre facile.

Di tutti i trigger in modo specifico ti parlo in “Le cause del mal di testa: scopri i trigger più frequenti” ma c’è una cosa che ogni fattore scatenante ha di base: la tua risposta ad esso.

Si, perché il cioccolato di per sé non è un problema per tutte le emicraniche, lo è solo per il 20% a cui scatena gli attacchi. Lo stesso vale per ogni possibile trigger che ti viene in mente. Per questo i rimedi contro il mal di testa non possono essere universali.

Una cosa vera per tutte noi però è che ascoltando il nostro corpo possiamo imparare a capire quali sono i fattori scatenanti che dominano la nostra testa.

Quelli che dobbiamo evitare come la peste ad ogni costo, quelli che possiamo permetterci di affrontare ogni tanto e quelli che per noi non sono un problema.

E l’unico modo che hai per capire quali sono (e monitorare anche quali sono i tuoi sintomi premonitori di cui parlavamo all’inizio) è scrivere tutto ciò che ti accade prima e durante gli attacchi sul diario dell’emicrania. 

Questo strumento utilissimo di cui più volte ti ho parlato non serve solo a tenere traccia degli episodi, ma anche a segnare cosa credi li abbia scatenati. Affrontando una patologia molto soggettiva è importante che tu cerchi di riconoscere cosa, per te, è più dannoso.  

Non importa se lo tieni cartaceo o digitale, se è in formato App ultramoderna o sono una serie di X sul calendario corredate da piccole note. L’importante è tenerlo. Solo così ti renderai conto di quali sono le cose che realmente ti scatenano la Bestia e come questa ama preparare i suoi attacchi. E magari scoprirai che la tanto vituperata cioccolata o il bicchiere di vino a te non causano il minimo problema, mentre è molto peggio addentare un’apparentemente innocua banana.

Punto 5: Le terapie preventive farmacologiche 

Come ti ho detto all’inizio non esistono dei veri rimedi contro il mal di testa. Non nel senso definitivo del termine almeno. Quello che però esiste, e nel tempo da sempre maggiori risultati, è un’ampia gamma di terapie preventive il cui scopo è ridurre il numero degli attacchi e la loro potenza.

Anche qui la premessa è la stessa dei punti precedenti: è tutto soggettivo. La terapia che ha aiutato me potrebbe non aiutare te e viceversa. Per questo è importante provare, tenersi monitorate e controllate e dare tutte le informazioni possibili al neurologo affinché trovi il “giusto cocktail” per noi.

Tra i farmaci usati nelle terapie preventive per i vari tipi di mal di testa abbiamo:

Betabloccanti

Regolano la pressione arteriosa riducendo la probabilità di attacchi dovuti a questi fattori. Prima di assumerli è cosa buona fare un controllo dal cardiologo, rallentano il battito cardiaco per cui meglio che il nostro cuore sia “a bolla”.

Antiepilettici

Riducono l’attività elettrica del cervello ed è per questo che possono ridurre il numero degli attacchi. Hanno più effetti avversi dei betabloccanti ma, fortunatamente, quelli più ricorrenti sono gestibili, come il formicolio agli arti che di solito sparisce appena ci si abitua al dosaggio.

Antidepressivi

Molto utili nel trattare la Cefalea Tensiva perché regolano l’assorbimento della serotonina. La loro sospensione dopo lungo tempo di utilizzo può dare effetti stile “crisi di astinenza”, ancora una volta meglio evitare il fai da te.

Antistaminici

Di solito ti vengono proposti quando hai fallito diverse terapie perché dagli studi risultano efficaci quanto i betabloccanti, ma a differenza loro sono a carico del paziente e non del SSN.

Se vuoi approfondire il tema delle terapie preventive farmacologiche ti suggerisco di leggere anche “Prevenire l’emicrania: quali terapie esistono?

La maggior parte dei farmaci usati per ridurre il numero degli attacchi non è nato per curare l’emicrania ma altre patologie. Nel tempo però si è scoperto che questi aiutavano anche per la cefalea. Un po’ com’è successo per il Viagra, che se non lo sai era nato come farmaco per il cuore ed è invece diventato famoso per prestazioni elevate in tutt’altro campo. Il primo farmaco nato specificatamente per noi cefalgici cronici è rappresentato invece dagli Anticorpi Monoclonali.

Anticorpi monoclonali

Agiscono come cecchini che entrano nel corpo e impallinano il CGRP, la proteina che è alla base dell’innesco del dolore. Il loro tasso di successo è alto, così come il loro costo. Per ora, per potervi accedere, bisogna prima aver fallito almeno altre 3 terapie preventive ed essere seguiti da un Centro Cefalee. Oppure, sempre a patto di aver fallito le altre terapie, vi si può accedere privatamente pagando il farmaco circa 290€ a iniezione ( Il farmaco dovrebbe già essere in fascia A, quindi a carico del SSN da Settembre 2020, ma ritardi causati dalla pandemia hanno fatto slittare le cose).

Se vuoi approfondire la terapia con gli anticorpi monoclonali leggi aghi “Emicrania: come combatterla con gli anticorpi monoclonali”.

Punto 6: Le terapie preventive alternative

Per prevenire i vari tipi di mal di testa non ci sono solo i farmaci. E nonostante all’inizio dell’articolo ho parlato di rimedi contro il mal di testa fin troppo alternativi e bizzarri, bisogna tener conto che oltre i farmaci vi sono diversi trattamenti seri da tenere in considerazione.

A mio avviso non possono essere l’unica forma di prevenzione quando si parla di cefalee primarie croniche, ma possono essere una buona spalla alle terapie farmacologiche che stai seguendo. In particolare modo per quanto riguarda la riduzione dell’intensità degli attacchi.

Agopuntura

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista JAMA International Medicine l’agopuntura è efficace nella riduzione degli attacchi di Cefalea Tensiva e, in modo minore, di Emicrania. Purtroppo questi trattamenti vanno portati avanti a lungo per vederne il perdurare dei risultati, e il loro costo non è irrisorio. 

Integratori

Alcuni nutraceutici possono essere utilissimi nella riduzione degli attacchi e non avendo controindicazioni se non il costo molto spesso gli integratori vengono suggeriti in accoppiata alle terapie farmacologiche. Tra i più utilizzati vi sono magnesio, coenzimaQ10, riboflavina e partenio. (Per mia esperienza tra tutti ho trovato utili Kuzik e Clevia, che il neurologo mi ha suggerito in affiancamento alle terapie che stavo svolgendo) 

Uno stile di vita sano

Messa così sembra una banalità, lo so benissimo, ma condurre uno stile di vita sano (quindi corretta alimentazione, movimento adeguato, alta idratazione) è la forma di terapia preventiva che tutte noi dovremmo fare. Che senso ha imbottirsi di medicine se poi si corre incontro a braccia aperte a trigger comunissimi quali disidratazione, postura scorretta o cibo spazzatura? Ovviamente questo non vuol dire togliersi tutti i piaceri della vita, sono la prima che ogni tanto si gode un bel bicchiere di vino e un dolce, ma non deve essere la regola, il Ben di Testa lo esige.

Per concludere…

Se sei arrivata sin qui ormai lo hai capito rimedi contro il mal di testa magici ed immediati stile bacchetta di Harry Potter non ci sono. Ma non vuol dire nemmeno che non c’è nulla che non possiamo fare per stare meglio e affrontare la vita da emicraniche con positività e slancio, puntando a quanti più giorni di Ben di Testa possibili. 

Sapere da dove partono gli attacchi, come iniziano a manifestarsi, come spegnerli e prevenirli con gli strumenti giusti è fondamentale per affrontare una patologia che se non gestita correttamente può diventare molto debilitante. Forse un giorno troveranno anche una super miracolosa medicina, intanto però noi dobbiamo fare la nostra parte. Un passo alla volta, verso il Ben di Testa.

 

AIUTAMI A DIFFONDERE CONSAPEVOLEZZA E INFORMAZIONE SULL’EMICRANIA, CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO. IL BEN DI TESTA È UN NOSTRO DIRITTO.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *