Attacchi di emicrania e sonnolenza cronica

Io che scrivo il diario dell'emicrania

“Caro” Diario, se la scorsa settimana era all’insegna della positività e dei buoni risultati, questa è stata all’opposto densa di attacchi e sonnolenza cronica. Non so se è stato il meteo, lo stress, i farmaci, la combo di tutte queste cose insieme. So solo che sono arrivata a venerdì sui gomiti e avrei voluto dormire tutto il weekend. Invece avevo un sacco di cose da fare… per cui si, ho riposato un po’, però alla fine non riesco mai a oziare più di tanto.

Lunedì: pesche al forno e rombo di motori

Questa mattina la mamma mi ha scritto “se passi da casa ho fatto le pesche al forno”. E come si fa a resistere al richiamo di uno dei miei dolci estivi preferiti? Tanto più he lo posso mangiare quasi senza sensi di colpa perché a parte gli amaretti sono pesche, uova e poco più! Che meraviglia! 

Così appena staccato mi sono fiondata a casa dei miei per ritirare l’ambito premio. E anche per fare tante chiacchiere coi miei. 

Alla fine oggi il clima è stato clemente, lo stesso anche e la testa era libera da pensieri e dolori, così son potuta restare a fare le chiacchiere con calma.

Certo, non troppa calma, perché alle 21 avevamo i biglietti per LA tamarrata delle tamarrate, ma che a noi piace tantissimo, l’ultimo fast and furious!!!!! Due ore di scene altamente improbabili e muscoli pompati col compressore. Ma non ci posso fare nulla, con questa saga io mi diverto un mondo e più le cose si fanno assurde (qualcuno ha detto auto nello spazio???) più io rido come una scema. E le risate portano indubbiamente al Ben di Testa.

Martedì: crescentine e rivelazioni 

Le persone possono stupirti Diario, anche in positivo. Questa è una cosa che cerco di dire a tutte coloro che si sentono scoraggiate nella gestione dei rapporti con il prossimo. Soprattutto quando chi le circonda non è emicranico. La verità è che a volte per timore del giudizio e dell’incomprensione siamo noi le prime a chiuderci a riccio ed evitare di parlare in certe occasioni della nostra condizione e delle difficoltà che ne conseguono. Così facendo però rischiamo di non scoprire che accanto a noi ci sono persone disponibili all’ascolto o che hanno problemi simili ai nostri e che quindi ci possono capire meglio di quanto potevamo pensare.

Questo è quanto mi è successo sta sera uscendo a cena con un gruppo di colleghi con cui, purtroppo, esco di rado. 

Al pomeriggio, dopo un attacco di emicrania a lavoro, mi sentivo così sfinita che sono andata a letto un’ora e mezza per riprendermi ed essere sicura di poter uscire a cena in uno stato decente. Non volevo dargli buca per l’ennesima volta, ed è stato bene così perché tra una crescenti fritta e una tigella ho scoperto un collega che ha sofferto di violenti mal di testa da bambino (fortunatamente scomparsi con la crescita) e di un’attenzione verso il mio problema da parte di alcuni colleghi che non immaginavo. Alcuni so che mi seguono nel mio blog ma resto sempre stupita quando qualcuno con cui ho minori rapporti mi dimostra che si ricorda che ho una patologia invalidante e si informa di come sto e come la vivo, in modo sinceramente interessato. Anche una chiacchiera di 10 minuti può sollevare molto lo spirito quando si pensa che il resto del mondo non possa capire.. la verità è che finché non parliamo non sappiamo nulla di chi ci circonda, e loro sanno poco di noi. 

Mercoledì: clima incerto e sonnolenza

La scorsa settimana dicevo che ero stata bene… ma perché parlo?? Ovviamente oggi, con il secondo giorno di clima incerto, ho già avuto un altro attacco. Per fortuna sempre leggeri ma sto notando che l’auradol mi da sempre più sonnolenza. O forse è il topiramato che nel tempo mi da sonno e io avrei bisogno di dormire 10 giorni per rimettermi a bolla… chissà. Tanto fino al 18 settembre non ho modo di riposare per bene per cui inutile pensarci.

E poi lo so che tanto anche in ferie io continuo a progettare cose…

Giovedì: disappunto

La scorsa settimana m’interrogavo su quanto l’assenza di stress incidesse sull’emicrania. Tant’è che avevo chiamato il capitolo di “Caro” Diario “Poco stress, poca emicrania”. Questa settimana lo stress è tornato a pompare al ritmo consueto ed indovina? L’emicrania è tornata a ballare la zumba nella mia testa. Quindi posso dire che per quanto riguarda la mia persona lo stress è un fattore altamente incisivo. E nonostante lo yoga mattutino, la meditazione e le varie tecniche per stare calma, quando mi fanno girare le scatole a livelli epici poi non c’è santo che tenga. Alla fine mi scoppia la testa. Quindi doppio male per me.. la trovo una profonda ingiustizia.

Certo, questa settimana è anche cambiato il clima. Improvvisamente siamo finiti in autunno, con cielo nuvoloso e pioggia a tratti. Esattamente il meteo che la mia testa odia di più. Per cui forse possiamo dare la colpa al 60-40 a questi fattori. 

Comunque sia con oggi son tre attacchi di fila.. ribadisco il mio disappunto.

Venerdì: sos torta

Oggi è stata l’ennesima giornata di clima uggioso, rotture di scatole ed emicrania a lavoro. Già dal mattino avevo capito come sarebbe andata la giornata così ero andata a lavoro in auto e non in moto. Che se scattava l’emergenza attacco peso non volevo rimanere bloccata in ufficio per paura di guidare la moto da devastata.

Fortunatamente l’attacco è stato controllabile ma ancora una volta sono arrivata a casa cotta. Così, al posto di andare io dai miei, son passati loro da me. E la mamma mi ha portato una tarte tatin alle pesche (con pochissimo zucchero) per tirarmi su. Quando è arrivata era ancora calda… e io alle torte calde non so resistere per cui mi ci sono fiondata subito sopra. Recuperando un po’ delle energie perdute. 

Fortunatamente poi la sera non avevamo nulla da fare perché Simo ha iniziato preparazione e ogni sera va ad allenamento e arriva a casa alle 22 disfatto. Sembra me durante un attacco: divano e ghiaccio! Fortuna che in casa siamo attrezzatissimi per queste evenienze!

Sabato: santo riposo

Finalmente questa mattina ho dormito. Nonostante un tentativo di sveglia all’alba da parte della mia sveglia automatica interna. Avevo davvero bisogno di restare a letto fino alle 9.30 per recuperare un po’ di energie perché ultimamente mi sento sfinita.

Ho anche spento la vocina dentro di me che mi diceva che avevo già buttato via un’ora e mezza abbondante che potevo passare sul blog perché proprio dovevo riposare.

Il che è stato ottimo perché una volta alzata ho messo il turbo ed ho fatto un sacco di cose. 

Certo, dopo pranzo un mini pisolo l’ho fatto comunque. Ma quello è stato colpa di Simo che mi ha fatto un piatto di pasta enorme e ha così scatenato il carbo-coma!

Invece c’era bisogno di prepararsi perché dalle 17.30 siamo andati da Paolo a festeggiare il suo compleanno. Tra bruschette al guanciale, saccottini ripieni di salame e formaggio, torta e hamburger di mezzanotte la serata è andata avanti piacevolmente. E la sonnolenza è tornata fuori solo tardi, quando era lecito avere la voglia di spalmarsi sul divano e chiedere di dormire lì come avevo visto fare un attimo prima a Gabri, il bimbo di Paolo e Sara.

Domenica: ok ridatemi l’estate

Chi è che ha deciso che il 29 agosto andavano bene 22 gradi??? Ma stiamo scherzando? Abbiamo davanti a noi l’autunno e l’inverno, se iniziamo ora col freddo io non resisto mica. Mi sento già depressa. E con questa situazione la mia sonnolenza aumenta. Mi serve il caldo. Ok, non quello soffocante che mi manda la pressione sotto la suola delle scarpe. Ma qui si esagera!!! Non sono pronta per i giubbotti imbottiti e le maniche lunghe, anche perché io devo ancora andare al mare!!

Ah, e poi mi servirebbe anche non dover lottare contro gli scorpioni in casa mia! Mamma santa che paura! Mamma santa che schifo! Ovviamente il tutto quando Simo era uscito! Sig.

Tre settimane…tre settimane… lo ripeto come un mantra. Tre settimane alle vacanze..

Insomma Diario, come sempre se una settimana mi lodo per i miei successi quella dopo me ne pento. Finisco con un misurassimo Emicrania 4 Giulia 3. Roba orrida. Ok non erano pesanti, però 4 in 4 giorni è davvero un brutto risultato. E soprattutto mi porta a chiudere il mese peggio di quanto volessi. Con questo recupero repentino della Bestia andiamo ad 11 emicrania, e non siamo ancora alla fine di Agosto. Uffa… per una volta che mi ero illusa di fare un buon punteggio. Vabbè, sarà per la prossima. Intanto devo cercare di scoprire se tutta sta sonnolenza sono i farmaci, il cambio di stagione o cosa.. perché davvero avere le batterie perennemente scariche non è bello per nulla. 

 

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Questo è un progetto per non farsi abbattere nei momenti in cui la Bestia sembra non volerci lasciare andare. Nonostante l’emicrania cronica si può avere una vita piena e io cerco di mostrartelo un “Caro” Diario alla volta!

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