Poco stress, poca emicrania

Io che scrivo il diario dell'emicrania

“Caro” Diario, questa settimana è stata forse una delle più rilassanti dell’anno a lavoro e visto che agosto sta andando su questa direzione posso dire “poco stress, poca emicrania”. Oltre il clima e alcuni trigger alimentari so benissimo che lo stress è una componente che su di me incide tanto, ma questo mese ne sto avendo una prova eclatante.

Lunedì: sola al “comando”

Questa mattina in ufficio al mio piano ero totalmente sola. Ed essendo il giorno dopo ferragosto praticamente non c’erano nemmeno clienti. Praticamente il paradiso.

Appurato che nessuno (o quasi) mi avrebbe disturbata ho messo su la musica e ho smaltito un sacco di lavoro arretrato. Dove si deve firmare per far si che tutti i giorni siano così?

Martedì: poco stress, poca emicrania

Già oggi la situazione si è ripopolata, di colleghi e di clienti. Fortunatamente non si va ancora a pieno ritmo perché la mia teoria attuale sul calo degli attacchi, e sulla loro leggerezza, è legata alla notevole riduzione del carico di stress. 

Giugno per me è stato un mese infernale, e i primi gironi di luglio altrettanto. Se non fossi andata presto in ferie sarei saltata alla gola a qualcuno. E se infatti riguardo il diario di inizio estate vedo che gli attacchi erano più frequenti, ed anche più tosti. Certo, la terapia topiramato+inderal era agli esordi e anche questo conta. Ma nulla al momento mi toglie dalla testa che questo rilassante agosto, nonostante il suo caldo afoso, abbia contribuito parecchio.

Mercoledì: nuovi incontri e vecchi amici

Questa sera dopo mille mila mesi abbiamo rivisto il nostro amico Leo. E ci ha presentato la nuova morosa, Chiara. La cosa che ha tenuto banco più di tutto è che lei è una professoressa del Copernico, il liceo dove io e Simo ci siamo diplomati. Scoprire il mondo del liceo con gli occhi di una prof (che conosce molte delle nostre ex prof) è stato illuminante… e a tratti sconcertante!

Sono uscita dal colloquio con l’insegnante amareggiata di non aver scelto di studiare anche latino e di non essermi applicata di più già dal liceo. A casa ho sgridato la me stessa ragazzina del passato e le ho sequestrato il cellulare per il resto della serata. Così impara.

Giovedì: prodromi

Questa mattina mi son svegliata scombussolata. Pressione bassa, brividi. Poi momenti in cui mi sentivo la febbre anche se non c’era. Stanchezza. Difficoltà a concentrarmi. So benissimo che sintomi sono. I prodromi lunghi di un attacco. Di quei simpatici attacchi che arrivano coi cambi di tempo o l’arrivo delle nuvole. Era da sabato che non me ne veniva uno e sinceramente mi stavo abituando alla vita da sana. Ma vabbè. Fortunatamente, anche se questi prodromi sono fastidiosi e durano a lungo, sono un campanello d’allarme moooolto riconoscibile e appena il dolore all’occhio ha fatto capolino l’ho smorzato subito con un auradol.

Riconoscere e spegnere un attacco sul nascere è fondamentale, anche perché così si possono continuare le proprie attività e rispettare i propri programmi. Come il mio aperitivo coi colleghi di sta sera! Che non ci si vedeva in “abiti civili” da un secolo ed era ora di fare chiacchiere in libertà davanti ad un calice di vino.

Venerdì: cocktail di gamberi

Anche se la settimana non è stata particolarmente complessa è sempre bello arrivare al venerdì e aver di fronte un bel weekend. Il menù di sta sera propone qualche coccola beauty e poi rotta verso il mare per cenare con le amiche!

Mentre Simo si riposava sul divano ho occupato militarmente il bagno per doccia, maschera per i capelli, maschera viso, maschera occhi e luce pulsata. Non so quanto davvero tutti questi trattamenti incidano sul mio aspetto ma decisamente mi rilassano e mi fanno sentire appagata e coccolata. Per cui cerco di ricavarmi almeno un’ora a settimana per “farmi bella” ascoltando musica.

Completata la ristrutturazione, e dato accesso al bagno per i restanti 15 minuti (scarsi) a Simo, mi sono preparata per andare verso Porto Garibaldi dove ci aspettava una serata a tema “cocktail di gamberi” con la Fede e la Monica e i loro mariti. L’atmosfera del locale e il menù molto anni ’80 han solo contribuito alla magia del momento. In realtà poi tutto era ottimo e per la quantità di cibo e le porzioni prese abbiamo speso anche poco! E visto che hanno sopportato le nostre risate fin quasi a mezzanotte direi che si meritavano anche di più!

Era così tanto che non ci vedevamo tutti insieme che avrei voluto la serata non finisse. Peccato dover rientrare a Bologna.

Sabato: CollyWood

Dopo una giornata spesa tra duro lavoro sul blog e durissimo ozio sul divano davanti a scuola di polizia (che belli i film vecchi del sabato pomeriggio d’estate) ci siamo visti per per una serata con la Vero e Luca a CollyWood. Ovvero uno dei tanti locali nati sui colli di Bologna nel tentativo di fuggire all’afa estiva. Il posto è davvero carino anche se mi lascia perplessa che con i prezzi che hanno nessuno si sia preso la briga di irrigare quel minimo da evitare crepe nel terreno degne di Tremors (altro film anni ’90 trovato in tv al nostro rientro a casa).

Ad ogni modo è stata davvero una bella serata anche perchè erano mesi che non riuscivamo ad incrociarci coi ragazzi! Mi erano mancati!!!

Domenica: ladri di musica

Sta mattina Simo si è svegliato presto per andare in Raticosa con Luca e io ho colto l’occasione per lavorare alle mie tante idee per il blog. Quando Simo non c’è posso lavorare a ritmo di musica, che è la cosa che preferisco. Pertanto adoro cogliere questi momenti per dare il massimo. Pare che anche mio padre la pensi così, perchè regolarmente quando provo a lanciare Spotify il mio telefono mi dice che c’è un abusivo che ne sta usufruendo. Ma non erano i figli a prendere le cose dei genitori? Dopo l’Amazon del popolo ora ho anche lo Spotify del popolo… non so Diario, vuoi aggiungerti pure tu? La password tanto la sai!

 

Insomma Diario, credo che il mio assioma “poco stress, poca emicrania” al momento si stia confermando. Ovviamente non vuol dire che la mia testa dipende solo da quello, ma certamente ci da una bella botta perchè in una settimana come questa chiudo brillantemente con Emicrania 1 Giulia 6… bel risultato vero? Mi stimo da sola. Prossimo obiettivo, cercare di replicare la prossima settimana! Anche se con i vari rientri la vedo un po’ grigia… ma non demordiamo!

 

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Questo è un progetto per non farsi abbattere nei momenti in cui la Bestia sembra non volerci lasciare andare. Nonostante l’emicrania cronica si può avere una vita piena e io cerco di mostrartelo un “Caro” Diario alla volta!

 

 

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