Riflessioni sul Ben di Testa

Io che scrivo il diario dell'emicrania

“Caro” Diario, è stata una settimana intensa. Nei miei progetti avrei voluto scrivere di come sono contenta di scriverti e che non mi sembra vero sia passato già un anno dal tuo primo numero. Invece sono successe tante cose, cose che mi han fatto riflettere sul Ben di Testa (che non è solo evitare l’emicrania) e i suoi significati. Come spesso accade nella vita, si prende una strada e poi ci si ritrova in luoghi inaspettati.

Lunedì: effetto Panda

Questa mattina mi sono alzata nuovamente in modalità Panda. Contorno occhi rosso e screpolato, leggero gonfiore, prurito. La gioia pura. Questa forma di dermatite mi tormenta da quando ero una ragazzina ma, a onor del vero, erano tanti anni che non veniva. Mi chiedo cosa le abbia dato la brillante idea di tornarmi a trovare. 

Per lo meno oggi ho avuto una giornata piacevole a lavoro, anche perché il pomeriggio l’ho passato più a fare chiacchiere che consulenza visto che il mio cliente era un amico! 

Martedì: brutti litigi

emicrania e testa che giraSe c’è una cosa che mi manda in bestia è quando io ritengo giusta una cosa e mi si obbliga a farne un’altra senza darmi appropriate spiegazioni. O spiegazioni che non mi convincono e sanno di bruciato. Se a questo ci si aggiunge una giornata stressante e un’attacco a metà mattina la miscela esplosiva è fatta. Così oggi ho sbroccato pesantemente con la mia capa. 

Odio quando succedono episodi del genere perché il mio perdere le staffe mi fa passare immediatamente dal torto (lato del mondo che non mi piace per nulla frequentare) e vanifica le argomentazioni che porto, anche se corrette. Per quanto sacco esercizio di calma e meditazione quotidianamente ci sono cose che mi chiudono completamente la vena. Uffi Diario, quanto ancora ho da lavorare su me stessa!!!

Mercoledì: acquazzoni estivi

Ovviamente la mattinata è iniziata con le scuse alla mia capa. In realtà ieri non ci si era lasciate male ma io non ho dormito la notte pensando che la rabbia aveva prevalso sul giusto metro. Altrettanto chiaramente questa non poteva essere una bella giornata, anzi. Nel momento in cui ho riattaccato l’assicurazione della moto è partito un violento acquazzone. 

Almeno nel pome sono passati i miei e mi sono consolata con la Pet Therapy spupazzando Elio.

Giovedì: gira il mondo gira

Non so se è il tempo ballerino, con le nuvole che danzano in vortice. Oppure lo sbalzo di pressione e i continui passaggi caldo-freddo. Comunque sia, oggi mi gira la testa incredibilmente tanto che mi sembra di essere seduta su una trottola. Anche solo alzare la testa dai fogli al pc ha come conseguenza una vertigine. 

Per questo appena sono arrivata a casa mi sono schiantata sul divano, mezza morente. Ovviamente dopo un’oretta si è presentata anche la Bestia a tenermi compagnia. Vertigini e dolore alla testa. Una combinazione meravigliosa che tutti sognano di provare. Fortunatamente nel tempo che Simo è andato a correre, ha preparato la cena e si è docciato sono risorta e verso le 21.30 abbiamo cenato.

In queste occasioni c’è sempre la parte di me che si commisera e si dispiace perché tutto il carico dei lavori finisce su chi mi è accanto che prova a riemergere. Per qualche momento mi sono fatta abbracciare dalla calda e nota sensazione del senso di colpa. Poi però mi sono aggrappata alla mia parte razionale al grido di “Senso di colpa di cosa? Mica lo scegli tu di essere emicranica e finire ko!!!”. Il Ben di Testa è anche rimanere sana di mente in questa situazione difficili e non cedere allo sconforto. Cado, barcollo, ma mi rialzo sempre. 

Venerdì: chi sta bene al mondo

elioOggi niente vertigini. Primo successo della giornata. Temevo partissero quando nella sessione mattutina di yoga mi sono messa a fare il cane a testa in giù per stirarmi e invece, magicamente come sono venute se ne sono andate! 

La giornata a lavoro è stata intensa ma non stressante, l’unico problema era la voglia di uscire. Fuori la giornata era calda e profumava di primavera, mentre io ero confinata tra quattro mura asfissianti. E a mo di beffa mi sono pure arrivate le foto dell’essere che meglio sta nell’universo. Se torno a nascere voglio essere il mio cane! 

Sabato: riflessioni sul Ben di Testa

A pranzo siamo andati a casa di amici per una grigliata in giardino. Chiacchiere, risate, una giornata calda, buon vino, buon cibo. Una specie di coccola per l’anima. 

Mi sono così rilassata e goduta il momento che ho finito per bere quel cocktail di troppo che, certamente, mi ha fregato. Per una persona normale un bicchiere di vino e due cocktail non scatenano il pandemonio. Soprattutto se diluiti in 7 ore con tanto cibo nel mezzo. O almeno così credo guardando chi mi circonda. Io invece, che sono una bimba speciale, mi sono ritrovata alle 18.30 con un dolore acuto al lato destro che mi ha costretto a chiedere a Simo di tornare a casa. Fotosensibilità, fonofobia e impossibilità di parlare. Il tutto condito dalla nausea. Appena arrivata a casa mi sono fiondata a letto con la fascia ben stretta e in ghiaccio. E sai diario cosa pensavo ossessivamente? Sei una scema e te la sei andata a cercare. Non importa se mi stavo divertendo, se era una giornata spensierata, non mi posso permettere sbagli così. 

giornata bellaPoi però ho fatto un lungo respiro e ho cercato di calmare la mia testa, che oltre essere dolorante si divertiva a flagellarmi l’animo. Posto che non ho fatto chissà che cosa esagerata, perché devo pentirmi così? Ho passato una splendida giornata, tante ore di spensieratezza e divertimento con gli amici. Ho assaggiato un ottimo vino e i cocktail di Iezzo (che cavolo è davvero bravo!) e me la sono goduta al sole. Di cosa esattamente dovrei pentirmi? Certo, magari potevo rinunciare ad un quadratino di tenerina al cioccolato. E poi? Probabilmente la Bestia sarebbe arrivata lo stesso. Oppure non sarebbe arrivata a patto di trattenermi su tutto, come più volte mi capita di fare.

Il Ben di Testa non vuol dire solo puntare a tutto ciò che mi fa stare bene e a ciò che riduce o evita gli attacchi. Ben di Testa vuol anche dire godersi gli attimi in cui si sta bene, in cui si è felici. Molte volte ho pagato un prezzo salato per lo sgarro di un biscotto o un film commovente. Certo, so di non poter fare festa tutti i giorni e sgarrare continuamente. Ma non posso e non voglio nemmeno crocifiggermi moralmente perché ho ceduto al divertimento per qualche ora e poi son stata cappottata a letto per qualche altra. Della giornata di oggi, ricorderò le risate e il primo sole caldo, no di sicuro il finale scontato e già visto in tante puntate precedenti.

Domenica: relax

Questa mattina avrei voluto andare a prendere la moto dal garage di mio fratello e fare un giretto… purtroppo però mio fratello è in giro per il compleanno della sua morosa ed io devo rassegnarmi a iniziare il cambio dell’armadio. La vita è ingiusta. Finiti i doveri vari ho portato una mini tenerina (quella di ieri che però oggi non ho toccato) ai miei genitori per merenda. Le nonne sono in gran forma, tanto che ieri quella di 99 anni ha provato a stirare. Che nel Pfizer ci sia l’elisir dell’eterna giovinezza? Comunque sia è stato un bel pomeriggio in totale relax. E alla fine, come ogni domenica sera che si rispetti, pizza. E’ ormai un rito irrinunciabile. 

 

Insomma Diario, questa settimana si è conclusa con un Emicrania 3 Giulia 4. Abbastanza bene infondo. Si, lo so, potevo fare di meglio, ma potevo anche rinunciare a divertirmi in compagnia per una giornata. Ben di Testa per me significa anche imparare a godersi i bei momenti. Senza quelli è inutile ogni sforzo per stare bene. Se sto bene chiusa in casa sotto una campana di vetro che senso ha? Ci vuole equilibrio, certo, ma evitare sempre ogni tentazione non credo valga la pena, non ogni volta.

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