Che legame c’è tra emicrania e problemi di stomaco?

mal di stomaco

Quante volte ti è capitato che un attacco partisse dopo una grande abbuffata? E quante altre volte invece l’emicrania ha portato a nausea o addirittura vomito? Sono sicura che se il tuo rapporto con la Bestia è di lungo corso la risposta non può che essere tante, tantissime volte. Ma perché c’è questa forte correlazione?? La base di partenza è una: stomaco e cervello sono strettamente correlati pertanto i problemi di uno si riflettono innegabilmente sull’altro.

Ovviamente questa non è una prerogativa di noi emicranici. Anche chi non soffre di cefalea cronica può notare che la cattiva digestione porta al mal di testa e che il dolore emicranico può condurre alla nausea. Semplicemente per noi, che siamo sempre molto fortunati, questa correlazione è più marcata e l’attenzione che dobbiamo fare rispetto alla nostra alimentazione deve essere maggiore. 

Perché stomaco e cervello sono collegati?

stomaco e testa son collegati A livello gastrointestinale esiste un secondo sistema nervoso denominato enterico, costituito da oltre 100 milioni di neuroni. Questi regolano tantissime funzioni tra le quali la digestione e e i movimenti intestinali. Il sistema nervoso centrale e quello periferico comunicano attraverso una serie d’impulsi trasmessi dal nervo Vago, influenzando reciprocamente i nostri “due cervelli”. 

Alla parola neuroni dovresti già aver drizzato le orecchie in quanto se hai letto “Le cause dell’emicrania: conosci il tuo nemico per batterlosai già che i nostri sono super sensibili ed eccitabili per cui occorre fare attenzione.

Alimentazione scorretta, soprattutto se tenuta a lungo, e stress emotivo accumulato sono tra le principali cause di sovraccarico del sistema che scatenano problemi allo stomaco e alla testa. Ma non c’è solo questo. Anche problemi della colonna cervicale, in particolare relativamente alle prime tre vertebre cervicali e ai loro muscoli, possono causare contemporaneamente problemi digestivi e mal di testa. 

Il problema parte dallo stomaco o dalla testa?

bignè al mascarpone
tipico esempio di sgarro rischioso…ma era tanto buono!

Avrai notato che, soprattutto nei periodi di “sgarro” rispetto ad un’alimentazione corretta, l’emicrania si fa più frequente. La colpa di tutto questo è dell’aumento della serotonina che dall’apparato gastrointestinale arriva al cervello. Se mangiamo qualcosa di gustoso verrà rilasciato l’ormone del benessere per comunicarci che l’esperienza ci è piaciuta molto. Ma se la serotonina viene prodotta in eccesso (cosa assai probabile se facciamo delle belle scorpacciate) possono comparire disturbi allo stomaco o all’intestino. Ed essendo entrambi collegati questo eccesso di stimoli negli emicranici può essere convertito in dolore molto più facilmente. Negli emicranici la relazione tra stomaco e cervello è ancora più intensa in quanto, secondo diversi studi, il tronco del nostro encefalo è più sensibile e vittima di una sorta di infiammazione latente. 

Facciamo un esempio: quando inizia la digestione il nervo Vago manda segnali al tronco dell’encefalo sollecitandolo all’azione. Essendo questo sensibilissimo il rischio che lo stimolo diventi cefalea è molto alto. Questo meccanismo evidenzia come il problema non sia nello stomaco di per sé, ma nella comunicazione tra due strutture nervose molto sensibili.

Cosa fare se il problema parte dallo stomaco

Per evitare che i tuoi problemi partano dallo stomaco bisogna agire sulla prevenzione.

La prima cosa da fare è ridurre le cattive abitudini legate all’alimentazione che possono causare l’insorgere dei due disturbi. Cosa di cui ti ho già parlato in “Emicrania e Alimentazione“.

Prima di tutto ci vuole un’alimentazione sana: come emicranici sappiamo che le diete che escludono alimenti trigger o fattori scatenanti come l’istamina sono utili già di per se per ridurre gli attacchi. Ma anche solo mantenere un buon equilibrio tra i pasti, senza eccessi e intingoli eccessivi, può essere un buon modo per evitare che lo stomaco diventi un nemico. 

Una seconda accortezza da tenere è quella di mangiare lentamente e masticare molto. Mi capita, soprattutto quando pranzo in ufficio mentre faccio altre cose, di non dedicare il tempo sufficiente al pasto e letteralmente trangugiare tutto. Questo è particolarmente sbagliato poiché può aumentare il rischio di problemi digestivi, ergo di infiammazioni che arrivano dritte dritte a solleticare il nostro cervello. 

Cosa fare se il problema parte dalla testa

stomaco doloreLa problematica stomaco-cervello è, come ti dicevo, biunivoca. Entrambi s’influenzano e il rischio che un’emicrania porti al vomito o che un’indigestione porti al mal di testa è molto elevato. Se per limitare il rischio che lo stomaco scateni l’emicrania abbiamo visto come l’alimentazione sia fondamentale, per far si che la Bestia non si scateni in modo brutale sull’apparato digestivo allora occorre prendere alcune accortezze.

Fondamentale è anche fare regolare attività fisica, che allevia la tensione e lo stress, rende più elastica la colonna e riduce la probabilità di attacchi che partono dalla zona cervicale e portano, oltre al dolore alla testa, anche alla nausea. In generale comunque è bene ridurre tutte le fonti di stress che possono accumulare tensione a livello dello stomaco o delle vertebre cervicali. Indubbiamente una cosa molto più facile da dire che da fare.

Qual’è il ruolo dei farmaci?

A incidere poi nel rapporto stomaco-cervello vi è l’utilizzo dei farmaci che noi emicranici usiamo in abbondanza. Non è superfluo sottolineare come gli antidolorifici, soprattutto se assunti in grandi quantità, sono elementi di ulteriore irritazione e sensibilizzazione dello stomaco. Pertanto associare gastroprotettori o farmaci anti-reflusso è utile ad evitare che il nostro stomaco si sacrifichi sull’altare della lotta all’emicrania. Al contempo però vi sono farmaci, come gli anti-emetici, che sono utilissimi per alleviare le nostre sofferenze quando il dolore alla testa porta con se nausea e vomito. Se ami le strade alternative un rimedio particolarmente efficace per aiutarti a digerire e ridurre i problemi di stomaco è lo zenzero. Se la sua massima efficacia la ottiene fresco mangiato a pezzettini, anche in tisana da ottimi risultati (e secondo me è migliore in termini di gusto).

Il mio neurologo mi ripete sempre: anche se hai la nausea non rimanere a stomaco vuoto durante un attacco, è peggio. La pratica, purtroppo, è molto lontana dalla teoria e ci sono volte in cui la sola idea di mangiare qualcosa mentre soffro mi annienta. Ma se si agisce per tempo è tutto più gestibile. Mai facile (siamo emicranici sarebbe chiedere troppo) ma certamente possibile. 

 

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