Le cause dell’emicrania: conosci il tuo nemico per batterlo

Dopo aver affrontato le 4 fasi dell’attacco emicranico uno step importante per l’approccio alla nostra patologia è capire quali sono le cause dell’emicrania e come fare slalom tra esse. Una volta che ci si è resi conto di avere un problema, e che questo si presenta con una frequenza sempre più insistente, è ora di armarsi di santa pazienza per capire da dove nasce la Bestia.

Una premessa

Due sono le cose da chiarire immediatamente.

  1. L’emicrania è una cefalea primaria, quindi una condizione genetica che non deriva da una malattia “altra” ma è insita in noi.
  2. Ogni emicranico è diverso, perché ogni DNA è diverso, pertanto capire cosa causa l’emicrania è un lavoro che non può essere affidato soltanto alla scienza in maniera generale ma ognuno di noi ci deve mettere dell’impegno. Scoprire quale fattore ci colpisce di più non è affatto semplice e il modo migliore per arrivare alla soluzione del mistero è tenere un diario puntuale degli attacchi. Segnare cosa stavamo facendo quando è arrivata la Bestia è importantissimo per individuare i comportamenti da correggere o le cose a cui stare attenti.

Cosa dice la scienza

Secondo gli studi più recenti

“Il cervello emicranico è ipereccitabile ma paradossalmente ipometabolico”

Questo significa che è come una batteria che consuma più energia di quanta ne riesca ad incamerare. Ma non solo, il suo superpotere è quello di convertire in dolore gli stimoli non dolorosi quali lo stress, le variazioni ormonali femminili, i cambi climatici, le irregolarità del ritmo sonno-veglia, il digiuno, ecc. E’ evidente che quando distribuivano i superpoteri fighi noi eravamo nella fila sbagliata.

Vista la predisposizione genetica insita in noi a sviluppare questa forma di dolore si è indagato in tanti campi per capirne le cause più probabili. Sono stati sviluppati studi che vanno dall’analisi dei canali ionici della membrana dei neuroni fino alle dinamiche biomolecolari suscitate dagli ormoni. Tutte caratteristiche del nostro essere e derivanti da ciò che è scritto nel nostro DNA.

Il ruolo dei neuroni

Tra gli studi nel campo neurologico una delle scoperte maggiori è stata l’individuazione del cosiddetto CGRP, un peptide correlato al gene della calcitonina, un vasodilatatore coinvolto nella trasmissione del dolore neuropatico. Nel cervello emicranico il sistema nervoso è più sensibile, le cellule sono stimolate più facilmente e quindi l’attività elettrica è più intensa. Se si ha un eccesso di “energia” in circolo questa andrà a svegliare il CGRP. Che a sua volta andrà ad alterare temporaneamente le varie funzioni cerebrali creando alterazioni della vista, dell’equilibrio e persino del linguaggio. Se questi stimoli elettrici arrivano poi al trigemino il nervo irradierà impulsi dolorosi a tutta la testa, con predilezione per i vasi sanguigni celebrali e le membrane che ricoprono le meningi.

La componente ormonale

Le dinamiche biomolecolari sembrano indicare che gli estrogeni, i principali ormoni femminili, scatenino l’emicrania. Questo spiegherebbe perché le donne ne soffrono molto più degli uomini. Ma vale per tutti? In realtà il problema degli estrogeni non è la loro presenza in sé, ma la loro fluttuazione. Se il nostro corpo aumenta in modo rapido e sproporzionato gli estrogeni allora le emicranie saranno più frequenti. Per questo solitamente la Bestia si manifesta più raramente nell’ultimo trimestre di gravidanza, quando gli estrogeni sono stabili, e si riaggrava dopo la nascita, quando gli estrogeni hanno un crollo. Allo stesso modo la premenopausa, dove gli ormoni oscillano quanto un pendolo, può essere un momento di forti attacchi di emicrania. Il ruolo cardine degli ormoni è tale che spesso alle emicraniche, anche non croniche, è sconsigliata la pillola contraccettiva a base di estrogeni proprio per evitare un peggioramento della situazione.

Le cause “secondarie”

Come abbiamo già capito la causa assoluta del nostro dolore è il nostro DNA, e con quello c’è poco da fare. Ma la predisposizione genetica a scatenare la Bestia non vuol dire doverla subire passivamente. Una delle cose che si può fare è tenere a bada quelle cause “secondarie” che fanno da trigger agli attacchi liberando ciò che continuamente freme ai nastri di partenza del nostro cervello.

Le cause secondarie più comuni sono le seguenti:

Stress:

Per un emicranico stimoli diventano dolore, e cosa c’è di più stimolante di ansia e stress? Queste sollecitazioni forti, che agiscono in profondità dentro di noi, sono tra le cause scatenanti dell’emicrania più comuni. Una cosa fondamentale per noi è cercare di evitare gli sbalzi emotivi, magari facendo pratica con tecniche di meditazione o rilassamento. La calma è la virtù dei forti, ma anche una bella arma contro la Bestia.

Cambiamenti climatici:

Un emicranico è un barometro umano. Se la pressione atmosferica si muove a ribasso la Bestia si scatena. La bassa pressione, con la sua aria pesante, umida e carica di pioggia che forma i nuvoloni sopra le nostre teste, è spesso presagio di dolore e sofferenza. Lo stesso vale per l’arrivo del vento e del caldo afoso. Fattori altamente incisivi che però, purtroppo possiamo controllare ben poco.

Attività fisica e sforzi:

Fondamentale nella profilassi contro l’emicrania è fare un po’ di sport. Attività aerobica e attività a supporto dell’apparato muscolo-scheletrico sono utili per ridurre gli attacchi ( e vivere una vita sana ). Il problema è però che l’eccesso di attività e di sforzi fisici può condurre ad un incremento dell’emicrania. Per questo, prima di lanciarsi a capofitto in un percorso sportivo, è bene provarlo e vedere che impatto ha su di noi. Se fa più danno che beneficio meglio passare a qualcos’altro!

Sonno irregolare:

Il ritmo sonno-veglia è un pilastro della vita sana, ed anche del Ben di Testa. Se si dedica al riposo un numero insufficiente di ore (meno di sette per la maggior parte di noi) si incorre in un rischio di attacchi superiore. Anche l’eccesso di sonno però può portare allo stesso problema. Così come i pisolini pomeridiani che vanno oltre i 30/45 minuti. Il segreto? Equilibrio e conoscenza di sé stessi!

Alimentazione scorretta:

L’alimentazione è additata da molti come una delle cause regine dell’emicrania. In parte è vero perché la predisposizione a soffrire di disturbi a causa del cibo è scritta nel DNA esattamente come la residenza della Bestia nel nostro cervello. Per evitare che il cibo diventi un nemico occorre capire (sotto controllo di neurologo e nutrizionista) qual’è la dieta più adatta a noi. Chetogenica, ipoglicemica, a basso contenuto di istamina, ecc. Sono tante le opzioni in campo perché sono tanti i cibi che possono scatenare un attacco. Ancora una volta però la soggettività è importantissima, basti pensare che il tanto criticato cioccolato è un trigger per meno del 30% di noi.

Fattori sensoriali:

Avere un cervello che trasforma gli stimoli in dolore ci rende ipersensibili a un sacco di cose. Rumori, odori forti e lampi di luce sono nostri acerrimi nemici. Per il 70% degli emicranici il rumore acuto e ripetitivo è una delle cause principali di emicrania. Un terzo di noi invece soffre a causa di stimoli visivi aggressivi. Esempi classici sono i neon dei centri commerciali e le luci ritmate e accecanti dei concerti. Più rari, ma comunque presenti, coloro che indicano negli odori intensi il nemico numero uno. A dar fastidio non sono tanto gli odori sgradevoli quanto i profumi. Personalmente posso dire che il mio tempo di permanenza in profumeria non è mai superiore ai 7 minuti e 3 cartoncini di profumo annusati. In pratica se cambio il profumo mi serve un mese di preparazione!

Cosa succede se le varie cause si mescolano insieme?

Ovviamente la cosa peggiore che può accadere ad un emicranico è che i vari trigger si presentino in contemporanea mettendoci con le spalle al muro immediatamente. Questa condizione si verifica principalmente in quelli che io chiamo “Luoghi Rischiosi”, quelli in cui ci dovrebbe essere un simbolo all’ingresso che ci metta in guardia: “Gli emicranici entrano a loro rischio e pericolo”. Stadi, concerti, cinema e teatri sono di diritto nella blacklist qui rumori e luci forti la fanno da padroni. Lo stesso vale per il parrucchiere e il dentista, vuoi per il caldo in cui spesso si trova immerso il primo e lo stress che causa il secondo, certamente non sono ambienti a noi favorevoli. Questo però non vuol dire che dobbiamo evitare di fare l’igiene orale o vedere un bel film, giusto dobbiamo essere preparati, avere dietro i nostri farmaci per l’attacco e magari non aver dato atri appigli alla Bestia nel corso della giornata.

In conclusione, la domanda “qual’è la causa dell’emicrania” non ha una sola e definitiva risposta. La propensione genetica è la base, ma poi ci sono tante cause secondarie che possono fare da trigger per un attacco. Questo non deve però scoraggiarci a vivere una vita normale e ricca di possibilità. Come dico sempre conoscere il nemico, analizzarlo e studiarlo è il primo passo fondamentale per combatterlo in modo efficace. Il dolore non va subito passivamente, per quanto sia difficile. Anche questo è parte del cammino verso il Ben di Testa.

 

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