Pranzo nel bunker: aiutare il potere delle monoclonali col buonumore

caro diario

“Caro” Diario, questa prima settimana dell’anno è stata a tratti devastante. Ma la prospettiva di un gran finale con il famoso pranzo nel bunker e l’ultima dose di monoclonali mi ha aiutato a tenere duro.

Lunedì: una giornata da dimenticare

Il rientro a lavoro dopo le ferie natalizie è sempre un dramma, questo è scontato. Oggi però è stato addirittura traumatico portando l’esaurimento della mia carica positiva già alle 8.30. Sono arrivata a casa in uno stato pietoso tra pianti da stress e sconforto. Se non fosse stato per simone, che riesce sempre a tranquillizzarmi e riportarmi alla giusta prospettiva sarei andata a letto senza cena abbracciata al mio orsetto Paddington. Invece ho ripreso un po’ di spirito e ho divorato lo squisito filetto di maiale e lenticchie che mi aveva preparato. La cosa strana è stata che, nonostante i nervi e il pianto non ho avuto il minimo accenno di emicrania. A breve devo fare la terza iniezione di monoclonali ed è abbastanza evidente che queste mi preservano dai trigger più malevoli.

Martedì: aperitivo pre-befana

Oggi a lavoro è andata meglio, soprattutto perché sono riuscita a buttare fuori ciò che non va e ad ottenere lo spiraglio di qualche miglioramento. Non penso avverrà in un batter d’occhio ma anche solo aver riacceso la speranza mi fa bene. O forse è stato lo shottino di SanSimone che ci siamo fatti in pausa pranzo? Mmmmhhhh… con la scusa di festeggiare la Befana imminente ci siamo alleggeriti l’animo con un dito di amaro dopo il caffè. Alle 18 poi abbiamo fatto una corsa da Fede e la Giulia per un aperitivo pre-befana. Nel 2020 non siamo riusciti ancora a fare la tradizionale “cena nel bunker” prenatale e stiamo cercando di recuperare con ogni spiraglio sfruttabile possibile. Piccole coccole per l’anima che aiutano a vivere meglio ed essere un po’ più rilassati.

Mercoledì: calze

Nel momento in cui ho aperto gli occhi ho subito pensato alla calza della Befana. E se stai per dire “sei troppo grande per la calza” sappi Diario che non c’è un’età per la calza! L’unico metro è l’essere buoni, oppure arriva il carbone. Prova ne è che sta mattina ho aperto ben 2 calze! La prima con Simo, ripiena di dolcetti e cioccolatini (che mangerà lui al 90%) e la seconda dai miei, ricalibrata amorevolmente per le mie esigenze da emicranica. Simone appena aperta la sua calza si è fatto una scorpacciata di 7 cioccolatini, la colazione dei campioni! Pensavo che mio babbo avrebbe fatto lo stesso con la calza che gli abbiamo portato io e mio fratello e invece ha resistito…infondo in casa c’era già profumo di pranzo e forse non era il caso. Conto comunque che entro la fine della giornata un bel po’ di cose sian sparite.

Giovedì: un turbinio di caramelle

Come ti dicevo ieri Diario, la casa è stata invasa di caramelle e cioccolatini. Io che sono una brava bambina ne mangio con estrema parsimonia. Anche perché oggi a lavoro ho avuto un attacco nel dopo pranzo e onestamente non mi va di mandare al diavolo i miei progressi per lo zucchero. Simo invece, che ha mollato ogni freno inibitore, ha già fatto fuori un sacchetto e mezzo di Haribo e non so quanti cioccolatini. Fortuna che ho scoperto il Geffer come farmaco per lo stomaco perché mi aspetto faccia una vera e propria indigestione di caramelle!

Venerdì: novità sul fronte monoclonali

Oggi sono andata a fare la terza iniezione di monoclonali. Il mio neurologo ha detto che sto avendo degli ottimi risultati e che questa sarà per un po’ l’ultima dose. La cosa mi ha sconvolta perché ho letto di persone che fanno questa cura anche per una anno di fila. Così ho chiesto spiegazioni. Il mio neurologo mi ha detto che le monoclonali funzionano come un vaccino per cui fatte le dosi necessarie a stabilire un buon risultato s’interrompe e dovrebbe avere copertura per 12/15 mesi. Un po’ come il vaccino del pneumococco che resta attivo per 5 anni dopo una sola dose. Facendo poche iniezioni poi si evita che il cervello si abitui al farmaco, rendendolo alla lunga inefficace come le altre terapie, mi ha detto. Speriamo sia davvero così e che queste tre iniezioni durino con il loro potere a lungo! Ho il terrore di trovarmi tra pochi mesi sprovvista di coperture con la bestia che mi aggredisce come ai vecchi tempi..

Sabato: pranzo nel bunker

Rispettare la tradizione della cena prenatale non è stato possibile nel 2020, così oggi abbiamo fatto un mega recuperare iniziando il pranzo nel bunker (la taverna del Millo) alle 12.30 e finendolo alle 19. Tanto cibo, risate e giochi di carte. Quest’anno oltre ai premi per i vincitori, abbiamo fatto anche l’Umarell trofeo. Un simbolo ambitissimo di chi ha perso a bestia e dovrà ospitare la prossima cena. Avevo bisogno di un pranzo spensierato all’insegna della caciara più totale. E’ stato un toccasana per l’anima.

Domenica: nevica

Questa mattina mi sono svegliata con la cervicale. Ero nel letto e già sapevo che fuori nevicava perché non c’è nulla che mi fa venire il dolore al collo e alla testa in questo modo come la neve che fiocca. Io amo la neve, l’ho sempre adorata. Purtroppo però le giornate nevose sono indice di dolore da diversi anni. Non so se è una questione di pressione atmosferica o umidità ma mi manda ko come poche cose. Fortuna però che (forse grazie alle monoclonali) il dolore non è stato forte e continuo come al solito. Così ho potuto provare una nuova cosa…cuocere il pane nella mia nuova le creuset! Adoro, adoro, adoro! Grandi soddisfazioni per piccole emicraniche!

Questa settimana si conclude con un Emicrania 2 Giulia 5. Spero proprio che si fermi qui la Bestia coi suoi attacchi perchè, inutile dirlo, mi sono abituata mooolto in fretta a fare anche 10 giorni filati senza attacchi! Indubbiamente riprendere a fare la brava sul fronte cibo e allenamento contribuirà, ne son sicura.

 

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