Le 4 fasi dell’emicrania: come funziona un attacco

Esattamente come i cavalieri dell’apocalisse le fasi in cui si può dividere un attacco di emicrania sono 4. Prodromi, Aura, Attacco e Posdromi: esattamente come i nefasti araldi apocalittici ogni fase porta con se una serie di fardelli e difficoltà.

Chi soffre di emicrania da tempo ormai ha imparato a riconoscere l’arrivo dell’attacco molte ore prima, a volte anche giorni. Ma chi è appena incappato in questo difficile mondo come può regolarsi? La consapevolezza è, come dico sempre, un punto di partenza fondamentale per raggiungere il Ben di Testa. Pertanto conoscere bene l’anatomia di un’emicrania è importantissimo.

Fase uno: i prodromi

Hai presente nei film quando nelle prime scene si presentano i personaggi, caratterizzandoli con tratti tipici che li distingueranno per tutta la storia a venire? Ecco, nella fase di prodromo noi emicranici iniziamo a sentire qualcosa che non va e iniziano a sbucare qua e là tutte quelle sensazioni che ci accompagneranno durante l’attacco.

Gli studi dicono che

La prima parte di un attacco si verifica quando il ‘normale equilibrio’ del sistema nervoso centrale viene interrotto.

E’ proprio in questo momento che i vari prodromi, come segni premonitori, iniziano a presentarsi. Tra i personaggi più ricorrenti di questa fase abbiamo irritabilità accentuata, depressione che sembra sbucare fuori dal nulla, voglia spasmodica di dolce. Spesso si palesano anche ripetuti sbadigli, aumento della sete o della frequenza di minzione e difficoltà di concentrazione. Spesso io mi rendo conto dell’imminente attacco della Bestia proprio facendo caso a queste sensazioni che sembrano sbucare dal nulla interrompendo la mia giornata.

Notarle per tempo può aiutare a stroncare l’attacco sul nascere.

Se notiamo che la sete aumenta bere molta acqua potrebbe darci una chance di schivare l’emicrania riequilibrando per tempo la nostra idratazione. Se invece abbiamo una gran voglia di dolce potrebbe essere il segnale di un calo glicemico, che non va affrontato ingurgitando zuccheri a non finire ma mangiando qualcosa di lecito e sostanzioso. Io ad esempio mi rifugio nel PanPiuma.

Una cosa va però segnalata: non tutti passano attraverso la fase prodromica e, indubbiamente, non tutte le volte che arriva un attacco. Si stima che questi sintomi premonitori appaiano il 70% delle volte e non sempre si riesce a bloccare la Bestia sul nascere. Ma secondo alcuni studi, coloro che riconoscono i sintomi per tempo e pendono subito i farmaci hanno il 66% di possibilità in più di veder scemare l’attacco senza arrivare al dolore intenso. Credo che se riconoscerla per tempo servisse anche solo la metà delle volte penso sia già interessante abbastanza da farci tenere le orecchie dritte.

Fase 2: l’aura

E’ bene chiarirlo subito, questa è una fase che sperimentano solo coloro che soffrono di emicrania con aura, agli altri questa fase è risparmiata. Come ho affrontato in un precedente articolo (che puoi recuperare qui) l’aura è un fenomeno neurologico transitorio a carattere principalmente visivo. Questa fase normalmente può durare da 15 minuti a un’ora e raramente scompare senza essersi trasformata nel dolore alla testa vero e proprio. I segnali principali dell’aura ( che ho descritto approfonditamente qui) assumono la forma di fosfeni, ovvero flash e lampi, e scotomi, alias macchie oscure o scintillanti che offuscano la vista.

Fase 3: l’attacco

Se qui potessi mettere un audio metterei la Cavalcata delle Valchirie che arriva al suo apice. Abbiamo percepito prima gli zoccoli dei cavalieri, da lontano, poi si sono avvicinati sempre di più, corrompendo anche gli altri sensi. Questo è il momento in cui ci zompano addosso, liberando la Bestia in tutto il suo furore.

Questa fase è certamente la più debilitante, anche perché non necessariamente parte quando le prime due si sono concluse completamente. Il dolore unilaterale tipico dell’emicrania si presenta spesso cona potenza di una pugnalata alla testa, come se una spada infuocata ci venga infilata dall’occhio alla tempia senza pietà.

E’ questo il momento in cui crolliamo. Anche se abbiamo provato a resistere, a prevenirla, il dolore è il segno che la battaglia è perduta e occorre chiamare i rinforzi. Prendere immediatamente al primo accenno di dolore i nostri farmaci per l’attacco è vitale per venire fuori dall’incubo il prima possibile. Credimi, tutte le volte che ho fatto l’esperimento illusorio del “aspetto un attimo e magari passa” ne ho pagato care le conseguenze. Di media il dolore dura 4 ore, ma può arrivare fino alle 72 rendendoci di fatto un rottame per giorni. Inoltre, in questa fase, si sperimentano tutti i sintomi accompagnatori dell’attacco. Nausea, vomito, stanchezza, sensibilità a suoni, luci e odori ma anche tutti i sintomi apparsi nel prodromo ed ora accentuati dal dolore.

Fase 4: i postromi

Quando iniziamo a stare meglio e sentire che la testa si alleggerisce stiamo entrando nella fase di risoluzione. Occhio però, questa fase non è libera da pericoli, anzi. In questo frangente spesso ci ritroviamo stremati e sfiniti, come se avessimo fatto la maratona olimpica o scalato il K2. Invece siamo stati soltanto ore a letto a combattere il dolore. Alcuni reagiscono con irritabilità o ulteriore depressione per la sofferenza appena subita, altri invece si sentono pervasi da eccitazione e vitalità improvvisa. Il nostro corpo è il terreno su cui si è combattuto ed è facile intuire come non sia al massimo del suo splendore in questi frangenti. L’importante però è che almeno per ora sia finita.

Ottenere il Ben di Testa non è affatto semplice, ma credo fermamente che solo capendo bene quello che stiamo passando si possa riuscire ad arrivare ad un miglioramento stabile. Questa guida alle fasi dell’emicrania vuole essere un punto di partenza per tutti coloro che si trovano catapultati in questo mondo e si sentono disarmati nell’affrontare la Bestia. Partire dalle basi è il primo passo per risolvere il problema.

 

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