domande emicrania
Manuale di sopravvivenza

Le domande più frequenti sull’emicrania

A quasi un anno dalla nascita di ATuttaTesta ho deciso di raccogliere le domande che mi sono state poste più di frequente da chi mi segue e dargli una risposta.

Capita che siamo invasi di dubbi e non sappiamo come procedere e quindi a chi chiediamo?

La risposta più logica, e probabilmente anche la migliore, sarebbe “al neurologo” ma come spesso accade realtà e ideale si distanziano. Non tutti i neurologi sono reperibili facilmente, non sempre rispondono alle mail e poi c’è anche l’imbarazzo. Si, perché a volte fare quella che ci sembra una domanda “stupida” (anche se non lo è) è più difficile di quanto vorremmo. Così finisce che molti di noi si tengono i dubbi o vagano per ore su Google in cerca di risposte. Visto che il tempo è tiranno, soprattutto per noi emicranici che non sappiamo mai quanta libertà avremo tra una crisi e l’altra, ho deciso di rispondere in un unico articolo alle domande più frequenti.

Come capisco che è emicrania?

Se senti che il “mal di testa” sta diventando qualcosa di più che un episodio spiacevole ma raro nella tua vita allora è il momento di tenere un Diario. Che sia su carta o un’applicazione (dei vari tipi di diario e come usarli ne ho parlato qui) il metodo più semplice per capire se il tuo problema sta peggiorando è tenere nota degli episodi. Se superi i 5 al mese è importante correre subito ai rimedi e prenotare una visita dal neurologo. In base ai dati da te raccolti su dove, quando e quanto ti colpisce il dolore il medico (e solo lui!) potrà darti la giusta diagnosi. Ci sono diverse forme di cefalea primaria e solo il neurologo potrà aiutarti a capire quale ti affligge esattamente!

Perché mi viene l’emicrania?

L’emicrania è una cefalea primaria, ovvero non è causata da altre malattie o fattori, è parte di noi.. un po’ come gli occhi azzurri o i ricci, ma decisamente meno allettante. La sua causa scatenante è ancora sconosciuta ma l’ipotesi più accreditata è quella di un’iperattività cerebrale. Un’anomalia  che improvvisamente colpisce il nostro cervello, i suoi vasi sanguigni e tutte le sostanze e segnali che gli permettono di funzionare. Cosa la fa scattare è diverso per ogni emicranico. Esistono trigger quali ciclo mestruale, tensione, fattori climatici, rumori, odori, stanchezza, alimenti o bevande e ogni emicranico ha i propri da imparare a conoscere ed evitare.

Si può guarire?

Si può guarire dagli occhi azzurri? Attualmente non esiste una cura definitiva all’emicrania, ciò che esistono sono molte terapie preventive che possono aiutarci a ridurre a pochissimi il numero degli attacchi. Dopo la diagnosi da parte del neurologo ti verrà somministrata una terapia preventiva, considera però che per trovare quella adatta a te ci potrebbe volere del tempo. Per cui non demordere se le cure non funzionano subito, la nostra è una patologia complessa e potrebbe volerci la combinazione di più farmaci per trovare la giusta soluzione.

Perché i farmaci non funzionano?

L’emicrania colpisce diversamente ognuno di noi. Anche i trigger spesso sono diversi. Per questo stesso motivo non tutti i farmaci funzionano allo stesso modo su tutte le persone. La componente soggettiva della nostra patologia è altamente dominante. I farmaci per l’attacco, che vanno sempre presi ai primi sintomi, non sono tutti uguali e se uno (o più) su di noi non funziona è inutile crucciarsi ma chiedere subito al neurologo di cambiare trattamento. Lo stesso vale per le terapie preventive, se dopo 3/4 mesi non danno frutti, allora meglio cambiare. E infine c’è la variabile dell’abuso di farmaci. Se ho preso troppo e troppo a lungo di un determinato farmaco per l’attacco il nostro corpo può finire per assuefarsi rendendolo nel tempo per noi inutile.

E’ vero che le terapie di profilassi fanno ingrassare?

Questa è indubbiamente una delle domande più frequenti. Non tutti i farmaci e non su tutti gli emicranici. Come dicevo prima il fattore soggettivo è importantissimo. E’ vero che alcuni farmaci per la prevenzione (come antidepressivi, antiepilettici e calcio-antagonisti) possono avere come effetto indesiderato un aumento di peso, ma non per tutti. E soprattutto l’entità dell’aumento, se c’è, varia su ogni individuo. Tant’è che girando su internet la cosa più probabile che si può trovare alla domanda “Il farmaco X fa ingrassare?” è una miriade di risposte diverse. L’unica via è provare. E ovviamente tenere informato il neurologo, se l’aumento di peso è troppo e le diete non funzionano è solo con lui che va organizzata l’interruzione del trattamento. Niente fai da te!

I farmaci danno sonnolenza?

Anche in questo caso la risposta è si, possono, ma dipende da persona a persona. Alcuni farmaci per l’attacco lasciano storditi e inermi per ore alcuni di noi, mentre non hanno quasi effetti collaterali su molti altri. Lo stesso vale per le profilassi, che trasformano alcuni emicranici in semi zombie mentre ad altri quasi non fanno effetto. Se la cura preventiva o i farmaci per l’attacco ti fanno questi effetti parlane col medico. Ad oggi esistono numerose terapie preventive e antiemicranici ( solo dei triptani ne abbiamo 6 tipi diversi!) per cui se qualcosa è troppo gravoso da sopportare val sempre la pena contattare il medico e cambiare strada.

Quando devo rivolgermi al medico?

Se i farmaci da banco che usi normalmente non fanno più effetto e il mal di testa si presenta 5 o più volte al mese, per più mesi, allora è il caso di consultare il medico e prenotare una visita neurologica. Quando il dolore si cronicizza i semplici antidolorifici risultano inutili (e alla lunga dannosi) per cui occorre intervenire seriamente. E’ importante non aspettare troppo a lungo per intraprendere un percorso con un medico competente perché più si attende e più c’è la possibilità che la situazione peggiori in modo esponenziale ed incontrollato.

Quali farmaci si possono assumere in gravidanza e allattamento?

Durante la gravidanza e l’allattamento prendere farmaci è sconsigliato. La cosa da fare dovrebbe essere evitare il più possibile i trigger e utilizzare rimedi naturali. Ma ogni emicranica sa che questa è pura utopia. Se alcune hanno tregua durante la gravidanza altre soffrono dolori indicibili. Pertanto è sempre meglio chiedere al medico cosa si può assumere e in che quantità. Fortunatamente negli ultimi anni gli studi hanno mostrato come i triptani (farmaco fondamentale contro gli attacchi) si possano utilizzare anche in questi frangenti.

La domanda delle domande: Non sono depressa ma mi hanno prescritto un antidepressivo! Perchè?

Anche io mi sono posta la stessa domanda quando mi hanno prescritto il Laroxyl (un antidepressivo, come terapia preventiva. Al grido di “se mai è l’emicrania che mi rende depressa e non il contrario” non volevo assumerlo. In realtà alcuni antidepressivi, che agiscono sui livelli di serotonina e noradrenalina, possono ridurre la frequenza dell’emicrania pur non avendo nessuna relazione con una possibile depressione. Per questo non occorre preoccuparsi se ce li prescrivono, alla fine il grosso delle terapie preventive è nato per risolvere altre patologie e solo successivamente si è capito che erano utili anche per noi!

Le domande che spesso ci frullano per la testa sono tante e diverse e dare risposte a tutte non è facile. Una cosa va però tenuta a mente come grande filo conduttore di tutto: la nostra è una patologia altamente soggettiva per cui sotto ogni aspetto si procede per tentativi. Trovare il cocktail giusto di terapie e farmaci per l’attacco non è facile, ma nemmeno impossibile! Per questo bisogna continuare a provare, provare e riprovare. Il Ben di Testa è là fuori che ci attende.

 

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