Il ruolo dell’istamina nell’emicrania

L’emicrania peggiora con certi alimenti ma non sembrano essere sempre gli stessi? Attenzione, il tuo problema potrebbe essere gestito attraverso l’eliminazione dei cibi ad alto contenuto di istamina! Oltre le profilassi farmacologiche dare un’occhio alla dieta è sempre utile.

Il rapporto tra emicranici e cibo è complicato, ormai è cosa nota.

Siamo quelli dell’attacco improvviso di voglia di dolce, che però nasconde un’emicrania. Siamo quelli del “questo no perché potrebbe darmi un’emicrania” o anche dell’ “ok azzardo, e speriamo non mi dia l’emicrania”. Insomma, ogni pasto può essere una roulette russa se non si sa a cosa stare attenti! Il problema è che capire cosa mangiare e cosa evitare non è semplice perché, ovviamente, non c’è una dieta risolutiva valida per tutti gli emicranici. Ancora una volta la soggettività è il cardine della faccenda e conoscersi e analizzarsi un punto cruciale.

molecoleCome ho approfondito in un precedente articolo (che puoi recuperare qui) le molecole indicate come le principali fattori scatenanti degli attacchi sono:

Caffeina = caffè, the, cioccolata

Glutammato = cibo cinese, dado da brodo, sottaceti, zuppe pronte in busta

Nitrati = carne rossa, insaccati

Tiramina = vino, formaggi stagionati, cipolle

Oltre a queste però, diversi studi clinici hanno affermato che occorre tenere monitorato anche altro: il livello degli zuccheri (infatti io seguo una dieta ipoglicemica), quello delle proteine ed anche la possibile intolleranza all’istamina.

Ma cos’è l’istamina?

L’istamina è un “mediatore chimico” ovvero una sostanza del nostro organismo che permette la comunicazione tra le varie cellule. In esplorando il corpo umano era uno di quegli omini che correva veloce da una cellula all’altra, per intenderci. Prevalentemente si trova nelle cellule atte a dare risposte risposte allergiche e immunitarie, e quindi la sua eccessiva presenza può indicare infiammazioni o reazioni allergiche.

Ma l’istamina non è solo nel nostro corpo! Essa è ben presente in tanti alimenti di uso quotidiano in particolare nei prodotti ad alta presenza di fermentazione microbica quali formaggi fermentati, carni in scatola, vino, birra. Se l’organismo è sano l’istamina presente nel cibo viene smaltita velocemente da uno degli enzimi presenti nell’intestino (la diaminossidasi o DAO per gli amici). In questo caso non si creano eccessi tra quella derivante dagli alimenti e quella autoprodotte.

Tutto cambia se l’organismo non è poi così in forma..

Nelle persone in cui vi è una carenza di DAO dopo i pasti l’istamina si alza troppo, non viene smaltita e si riversa nel sangue provocando i classici sintomi dell’intolleranza alimentare.

  • Disturbi gastroenterici
  • Mal di testa, fino ad attacchi di emicrania
  • Eruzione cutanea, prurito, orticaria
  • Asma, difficoltà respiratorie
  • Nausea, palpitazioni, vertigini
  • Irritazioni della mucosa nasale, ad esempio naso che cola o naso chiuso.

Se ti riconosci (com’è capitato a me) in queste descrizioni è importante parlarne col medico e vedere insieme una dieta appropriata. Questo perché è molto difficile capire cosa ci ha infastidito. La durata dei sintomi infatti dipende dalla dose d’istamina extra assunta e, purtroppo, la cosa varia da ogni alimento e persino rispetto allo stesso alimento! Infatti ci sono volte in cui un cibo non ci da fastidio semplicemente perché in quella porzione la dose d’istamina era più bassa. Altre dove l’assunzione ripetuta dello stesso alimento per diverso tempo può scatenare crisi acute anche se le singole dosi non hanno creato problemi.

Quando l’istamina aumenta l’emicrania

Come dicevo uno dei classici sintomi di un sovraccarico d’istamina è il mal di testa. Se non si è soggetti già predisposti alla cefalea bene, ma se lo siamo il nostro problema raddoppia poiché l’intolleranza da istamina porterà quasi inevitabilmente all’emicrania. La scarsa produzione di DAO è genetica, così come l’emicrania. Da recenti ricerche condotte dalla Facoltà di Nutrizione e Bromatologia dell’Università di Barcellona si è infatti visto che nel 49% dei pazienti emicranici l’attività DAO è molto ridotta. La nostra ipersensibilità agli eccessi d’istamina potrebbe spiegare la contraddizione insita in una delle nostre domande ricorrenti “perché sta volta quel cibo mi ha scatenato la bestia e quell’altra no?”.  Se si crea una sproporzione tra l’istamina ingerita (o quella autoprodotta dalle nostre cellule) e la capacità di metabolizzazione della stessa, si può scatenare la Bestia.

Per molti di noi però il problema raddoppia poiché sono proprio i farmaci anti emicrania a inibire l’attività del DAO e rendere noi cefalgici più soggetti a reazioni avverse rispetto all’istamina. Questo infatti potrebbe spiegare quei casi critici in cui più l’emicrania è trattata e più si hanno attacchi e si sembra finiti in un loop infernale senza scampo.

Dove troviamo l’istamina?

L’istamina è contenuta in grandi quantità all’interno di:

  • Pomodori, crauti, spinaci.
  • Conserve.
  • Ketchup e salsa di soia.
  • Pesce in scatola: conservati, marinati, salati o essiccati (sardine, tonno, sgombro, acciughe, aringhe).
  • Pesce affumicato (aringa, salmone..).
  • Crostacei e frutti di mare.
  • Salsicce, salame, carne secca, prosciutto affumicato, mortadella…
  • Formaggi fermentati e stagionati.
  • Alcolici, vino, birra.
  • Aceto di vino.
  • Lievito.
  • Cioccolato/cacao.
  • Fragola, banana, ananas, papaya, agrumi (arance, pompelmi…), kiwi, lampone, pera, avocado.
  • Molluschi e crostacei.
  • Noci, nocciole, mandorle e anacardi.
  • Albume d’uovo.
  • Carne di maiale.
  • Caffè.
Giusto due alimenti insomma…

Vista l’alta difficoltà di capire cosa ci da più fastidio è fondamentale tenere un diario dell’emicrania preciso nel quale annotare se si sono assunti cibi particolari prima dell’attacco. Solo così il possiamo aiutare il medico nutrizionista a individuare la corretta dieta per noi ed evitare di togliere tutto il cibo possibile ed immaginabile rischiando poi carenze nutrizionali.

Anche in questo caso il fai da te è ampiamente sconsigliato.

pasquaIn generale però valgono alcune regole attuabili subito come bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, preferire le carni magre e il pesce fresco, così come le verdure a foglia larga e i cereali integrali. Anche fare piccoli pasti ma più frequenti è indicato, evitando intingoli e condimenti ricchi di grassi. Evitare poi il caldo eccessivo e il fumo sono due fattori importanti da considerare. Oltre, ovviamente, a preferire uno stile di vita attivo che spinga a una corretta dose di esercizio fisico.

Insomma, la Bestia preferirebbe vederci stesi sul divano a guardare Netflix imbottendoci di panini alla mortadella quindi non farne una regola di vita è utile a evitare la nostra nemica preferita.

Una volta disintossicato il nostro corpo dagli eccessi si può poi provare a reintrodurre un nuovo alimento ogni 3/4 giorni, monitorando il tutto con il diario dell’emicrania. E’ evidente che non è facile o semplice ma può permetterci di stare meglio riducendo la continua corsa ai farmaci. Nel mio piccolo posso dire di essermi accorta che se sto tanto tempo senza cioccolata poi una dose non mi scatena la bestia. Al contrario se la assumo di frequente l’attacco è garantito.

Provare per credere, e per stare bene.

 

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