Finalmente ho iniziato la terapia con le monoclonali

Io che scrivo il diario dell'emicrania

“Caro” Diario, questa settimana finalmente ho iniziato la terapia con le monoclonali. Il neurologo mi ha detto che non fanno i miracoli e non devo aspettarmi risultati immediati, ma visto l’ultimo periodo davvero MARRONE io ci spero tanto. Potere degli anticorpi monoclonali vieni a me!

Lunedì: ansia

Oggi avevo un’ansia di venire a lavoro che Diario mio tu non puoi davvero capire. In questi momenti penso davvero che sei fortunato tu, che sei fatto di parole e microchip. Qui fuori, nel mondo reale, indossiamo la mascherina sperando sia uno scudo sufficiente a proteggerci dal male. Ma da come stanno andando le cose non sto proprio serenissima. Siamo in un limbo dove si cerca di far andare avanti tutto normalmente, se no la nostra economia salta, ma viviamo in un contesto che di normale non ha nulla. La mia testa, che già di suo non è la regina della resistenza, ne sta davvero risentendo parecchio. Oggi la bestia non è arrivata, nonostante lo stress, ma domani?

Martedì: le monoclonali

Finalmente è il giorno delle monoclonali! Ho smarcato in fretta le cose che dovevo fare in ufficio perché la mia mente andava in una sola direzione: la magica puntura! Ok, lo so benissimo che non è una magia miracolosa ma un trattamento che potrebbe anche non funzionare su di me. MA io ci spero tanto! Anche perché oggi è già iniziata con l’ennesimo attacco per il clima variabile.

Sono arrivata a Villa Erbosa, dove riceve il mio neurologo, munita della mia ffp2 con una buona mezz’ora di anticipo perché immaginavo che tra trafile burocratiche e controlli-covid ci avrei messo un po’. Infatti sono arrivata davanti al suo studio solo 5 minuti prima dell’appuntamento, con un fiatone per aver fatto 4 rampe di scale con la mascherina che sembrava avessi corso la maratona di NewYork! Il Dottor Bonavina, come sempre gentilissimo, mi ha fatto nuovamente un controllo per verificare che il protocollo delle monoclonali fosse davvero adatto a me e ha poi proceduto all’iniezione. Mamma mia se brucia quel liquido!!! Ti tutti i racconti che ho letto su questa profilassi nessuno aveva scritto che brucia quanto la lava! E’ tipo la puntura di Plasil, ma dura molto di più! Ma come si dice, se sana vuoi apparire un po’ devi soffrire? Per questo mese dovrò continuare anche l’altra terapia che sto seguendo, visto che comunque l’Aimovig ci mette almeno 10 giorni a mostrare i suoi effetti.. dita incrociate ai massimi livelli.

Mercoledì: ko totale

Il primo giorno post monoclonali diciamo che non è esattamente partito col piede giusto. Mi son svegliata con la tempia destra in fiamme. Auradol, ghiaccio e fascia stretta in testa hanno aiutato ma non abbastanza da consentirmi di andare a lavoro. Sono tornata ad essere un umano normale verso le 10. Ho deciso di dedicare la giornata alla scrittura, come faccio quasi sempre quando sono a casa da sola. La Bestia però non era dello stesso parere e alle 12.30 è tornata a farmi visita. Fortunatamente questa volta ero vigile e l’auradol preso in tempo ha spento sul nascere la maledetta. Quando cerca di fare il bis, e rovinarmi quel che resta del giorno, mi irrita enormemente. Per fortuna il pomeriggio è passato in serenità. Ma ancora una volta mi auguro che la nuova terapia agisca in fretta. Sarà che in questo periodo tutto ci mette alla prova, ma ogni emicrania che mi viene mi irrita più di quanto vorrei!

Giovedì: cene da asporto

Oggi, nonostante il rincoglionimento post giornata di emicrania continua sono andata a lavoro. Non ero certo un fiore ma stare a casa non era un’opzione. Anche perché già sapevo che per un solo giorno e mezzo di assenza avrei trovato a mille mila email e chiamate, figuriamoci se diventavano due! Sono arrivata a sera strisciando come un marines al passo del giaguaro sotto il filo spinato del campo di addestramento. Per fortuna non dovevo cucinare perché avevamo deciso di vederci con tre selezionatissimi amici per una cena da asporto dell’Osteria del Melo (dire che il cibo era super è riduttivo!). Al momento intrattengo rapporti “live” solo con persone che hanno il mio stesso livello di paranoia verso il virus. Così spero di correre un rischio limitato pur avendo rare volte un contatto. Anche perché solo lavoro, casa e letto a ripetizione per giorni e giorni e giorni non ce la posso proprio fare!

Venerdì: pilates online

Alla fine di una settimana sfibrante sono arrivata a casa ancora una volta distrutta. Nonostante questo però alle 19 mi sono connessa su Meet per la nuova versione delle lezioni di pilates del venerdì. Se Maometto non va alla palestra la palestra si presenta sul pc! Ovviamente il mio mac, poco abituato all’attività fisica ha deciso di mostrare il suo dissenso avviando a metà lezione un aggiornamento senza avvisarmi. Che non abbia gradito l’eccesso di addominali? Per fortuna sono riuscita a completare la lezione dal telefono. Anche se un po’ disagiata è sempre meglio di nulla e, come mi ha detto il neurologo martedì “le monoclonali non fanno i miracoli e Lei non deve smetterla con le buone abitudini”. Quindi cerco di fare la brava, e speriamo serva.

Sabato: San Luca

Finalmente oggi mi sono incontrata con la mia amica Martina per festeggiare l’acquisto della sua nuova casa e vederci prima che ci ritappino in casa. Lei è di Modena, cosa che normalmente non comporterebbe nulla di che nell’organizzazione di un incontro, ma di sti tempi cogliamo l’attimo per vederci ora, che non si sa mai. Visto che non ci era mai stata abbiamo fatto la salita verso San Luca a piedi dal portico del Meloncello. Un vero must have per ogni bolognese. Infatti il portico era abbastanza pieno di gente che saliva o scendeva più o meno di corsa, complice anche la giornata calda e assolata. Un’anomalia per un ottobre emiliano. Per gratificarci dopo le fatiche del percorso ci siamo dirette da Ca’Shin per un pranzo top. Ho sgarrato con tanto di vino e dolce al grido di “tanto tra un po’ non mi capita più” ma per fortuna la Bestia non si è palesata. Chissà se anche lei è già in lockdown.

Domenica: gita in Toscana

Visto che in questo pazzo 2020 abbiamo spostato di continuo l’incontro con Giulia e Andrea, i nostri amici di Arezzo, oggi abbiamo deciso di incontrarci al confine! Il timore è che se richiudono tutto si passa all’anno nuovo. Per cui ci siamo organizzati per un trekking al passo della Calla. Peccato che il tempo, buono sul versante romagnolo, non lo era altrettanto dal lato toscano e ci ha costretto ad abbandonare l’ipotesi di scarpinare nei boschi. A nostro malincuore (enormissimissimo proprio) abbiamo dovuto ripiegare su una scorpacciata di schiacciata, salumi e formaggi locali. E poi gnocchi di con la zucca e la pancetta croccante. Una vera sofferenza! Al pomeriggio per smaltire abbiamo fatto un po’ di turismo tra castelli e pievi antiche, così da non dire che poi usciamo di casa solo per mangiare. E’ stata davvero una giornata stupenda, nonostante il tempo. E spero davvero non sia l’ultima. Inoltre, nonostante il maltempo, nemmeno oggi la Bestia si è fatta viva. Almeno sto weekend è stato salvo! Oh yeah!

La settimana è stata densa di avvenimenti che solo a rimettere le cose in fila mi sembra ne siano passate due. La cosa importante però è che il turbinio di attacchi della scorsa settimana si sia placato e che chiudo questa con un Emicrania 1 Giulia 6. Certo, quell’uno è durato tutto il giorno a più riprese, ma dobbiamo davvero guardare a questi dettagliucci proprio adesso? Intanto speriamo che questo mini successo sia un preludio all’effetto delle monoclonali. Dita incrociate, sempre!

 

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