Un solo attacco in una settimana.. cosa mi ha aiutato?

caro diario

“Caro” Diario, non ti nego che questa settimana sta tornando a farsi viva ed intensa la paura che mi attanagliava nei mesi del lockdown. Uscire o non uscire? Questo è il dilemma. Ovviamente, pur io prendendo da sempre ogni precauzione possibile e immaginabile non è facile stare sereni di questi tempi. E tensione, ansia, agitazione mal si coniugano con la vita di un emicranica. Per noi tensione vuol dire attacco! Infatti per sopravvivere ho fatto appello a tutte le tecniche che conosco! E ci sono riuscita…ma sarà stato quello?

Lunedì: fare progetti

Uno dei metodi migliori per eludere l’ansia è quello di convogliare la propria mente su altro. Magari un bel progetto. Negli ultimi mesi mi sto concentrando insieme ad un gruppo di emicranici tostissimi su un progetto editoriale (ma non solo) che porti avanti quello che è uno dei miei pallini: diffondere consapevolezza riguardo la nostra patologia. Sta sera abbiamo fatto una bellissima riunione organizzativa e questo mi ha permesso di tenere il cervello concentrato su qualcosa di fantastico per qualche ora. Così ho sconfitto l’ansia serale e sventato i possibili attacchi della Bestia.

Martedì: buon compleanno mamma!

Finalmente è arrivato il giorno del compleanno della mamma. Così io e Simo abbiamo potuto sfoggiare la super rivisitazione della Pavlova che avevamo fatto per lei! E si, lo ammetto, io ho potuto sfoggiare anche i miei stivaletti nuovi perché tanto dal sacchetto del regalo aveva già intuito le mie gite della settimana passata e non c’era più nulla da nascondere 😉 Tra i cocktail favolosi preparati da mio fratello e la nostra torta ho sforato ogni bonus glicemico possibile e immaginabile, ma ne valeva la pena. L’avrà pensato anche la Bestia visto che non si è palesata?

Mercoledì: arriva l’attacco

Oggi a lavoro era come un venerdì perché poi avrò due giorni di ferie. Sentivo il profumo di gioia infinita nell’aria. Purtroppo però, come ogni gioia che si rispetti, è stata solo momentanea. Accettare che non sempre le cose vanno come vuoi e che le persone, non si comportano come ti aspettavi mi lascia sempre l’amaro in bocca. E dire che passati i trent’anni bisognerebbe averle imparate certe cose. E invece… Niente probabilmente l’emicrania è il mio modo di manifestare fisicamente le cose che mi stanno sulle scatole. Ecco perché ce l’ho sempre! Perché ci sono un mucchio di cose che mi danno fastidio. E dire che sono una personcina così amabile.. Ad ogni modo oggi la maledetta ha colpito. Dopo un auradol alle 18, che sembrava averla placata si è ripresentata alle 22. L’attacco mi ha costretta ad andare a letto con un difmetre e la fascia stretta in testa. Sig!

Giovedì: pioggia e jazz

La mattina si apre all 7 con Simone in ritardo per andare a lavoro e io che dopo il saluto decido di rimettermi sotto le coperte fino ad ora da destinarsi. Fuori piove e il mio programma di oggi è coccolarmi. Quando sono le 10 e la mia quota sonno arretrato è stata colmata mi sono alzata per dedicarmi ad una mattina di scrittura e sottofondi di musica Jazz. Piove e fa freddo ma, stranamente, la mia testa non cede alle lusinghe del maltempo. Nessun attacco in vista. Sono convinta che la riduzione dello stress e l’alimentazione, anche nelle giornate in cui il resto è a sfavore, possano davvero fare tanto. Peccato solo non si possa vivere sempre in ferie.

Venerdì: ancora scarpe

Diario ho peccato ancora. Nel secondo giorno di ferie sono andata a fare una gita al mare con mamma, papà ed Elio e abbiamo fatto tappa in vari negozi di scarpe. E come si dice, l’occasione fa la donna estremamente debole perché l’anfibio sui toni tra viola e bordeaux io proprio non lo avevo. Ed era ad un prezzo così bazza. Ed era così morbido. E mi sta così bene. Insomma lasciarlo lì era uno spreco! Giuro!

Per continuare le coccole siamo poi andati a mangiare pesce da La Saluma a Cesenatico. Che dire… una meraviglia! Credo che queste giornate rubate alla routine siano una mano santa per il buonumore e per la mia testa. E infatti, nonostante il vento che sferzava la battigia, nessun attacco della Bestia. 

Sabato: a caccia di vestiti da sposa

Oggi io e Simo abbiamo accompagnato una coppia di nostri amici in cerca degli abiti da sposi per l’anno prossimo. A quanto pare per i matrimoni, per quanto si parta in anticipo, si è sempre in ritardo. Per un matrimonio a giugno ora è il limite massimo accettabile per scegliere tutto e organizzare le varie prove. Nella mia testa il tutto si traduce in ANSIA. Ma viverlo da fuori accanto ai propri amici è sempre molto bello! Soprattutto perché mentre la Giulia (anche la mia amica si chiama così) guardava abiti dai tagli puliti, sobri e lineari io volevo convincerla a osare con una tiara scintillante! Chissà perché non ci sono riuscita…ma ho ancora tempo. Ad ogni modo, l’allegria della giornata ha tenuto lontana l’emicrania. O almeno io oggi me la racconto così.

Domenica: giro in moto coi ragazzi

Dopo un’intera estate in cui non riuscivo io o non riuscivano loro oggi, alla soglia del “metto la moto in garage perché fa un freddo boia e io m’ammalo” sono andata a fare un giro con Simo e i nostri amici! A essere onesta, parte delle miei reticenze vengono dal fatto che sono stata per tanto tempo molto lenta. Ora lo sono meno, così non mi sento la zavorra del gruppo 🙂 E’ stato un bel giretto alla Raticosa. Un classico, certo, ma in compagnia ha sempre tutto un altro sapore. Al rientro, complice la concentrazione o la scarsa idratazione (per due ore di giro non avevo il camelback) mi è sembrato mi stesse partendo un attacco. L’attacco in moto è una delle cose che odio di più. Se capita un attacco brutto i riflessi rallentano ed io devo andare al passo della tartaruga per sentirmi sicura. Per questo preferisco girare sempre accompagnata da un membro della mia famiglia. Fortunatamente questa volta è stato solo un falso allarme e sono arrivata a casa, un po’ infreddolita, ma in ottima forma per dedicarmi alle pizze gourmet per la serata! Come ha detto Iezzo i giri in moto sono rimedi alternativi all’Emicrania 😉

Beh Diario, questa settimana un solo attacco. Quasi da non crederci. Ok, ad onor del vero è stato doppio, ma faceva sempre parte della prima emicrania per cui mi azzardo a dire Emicrania 1 Giulia 6. Ho ironizzato molto su come buonumore, coccole, giornate positive o dedicate a me stessa mi aiutano a tenere lontana la Bestia. Sono convinta che uno stile di vita corretto ed un atteggiamento positivo contino quanto l’approccio farmacologico. Ma i risultati di questa settimana mi fanno ancora una volta sperare che la nuova terapia abbia davvero imbroccato una strada positiva e che ci sia luce alla fine del tunnel.

 

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