Cefalea da rimbalzo: facciamo molta attenzione

Per tutti, o quasi, gli emicranici cronici arriva un momento in cui la continua assunzione di farmaci per gli attacchi porta ad un effetto boomerang per cui più farmaci si prendono e più l’emicrania aumenta. In gergo clinico si chiama cefalea da rimbalzo che in parole povere diventa: quando non funziona più nulla e i farmaci stessi ci danno l’emicrania. Arrivati a questo punto che si fa?

 

A me è successo anni fa, quando l’incontro infausto con un neurologo che non mi aveva per nulla fatto una buona impressione (e mi aveva liquidato con il Laroxyl e una pacca sulla spalla dopo 7 minuti di visita) mi aveva indotta ad abbandonare le terapie preventive e andare avanti di soli farmaci per l’attacco. Dopo quasi sei mesi così avevo l’emicrania quasi continuamente ma, soprattutto, i farmaci che di solito me la placavano, sembravano non servire più a nulla. E’ stato in quel frangente, o meglio, quando poi sono approdata al mio attuale neurologo, che ho scoperto che quella che stavo sperimentando era cefalea da rimbalzo. 

 

Lo so cosa stai pensando. Piove sul bagnato.

Insomma, non solo soffri di emicrania cronica, ma potresti sviluppare anche quella da rimbalzo che ti auto-provochi con l’abuso di farmaci. Appartieni ad una categoria fortunata, questo lo sapevi già! Ovviamente non è una cosa volontaria, ma un circolo vizioso nel quale si cade quando la difficile gestione degli attacchi finisce per inasprirli in modo esponenziale.

La frequenza con cui questo tipo di cefalea si manifesta dipende dal tipo di farmaco, dalla dose e dalla durata dell’assunzione. Vari studi hanno dimostrato che l’uso di antidolorifici per più di due volte a settimana aumenta la possibilità del riacutizzarsi delle crisi.

Cosa possiamo fare quindi?

 

Assolutamente fondamentale è insistere con le terapie preventive.

Il loro scopo è ridurre il numero degli attacchi e quindi la possibilità di ingurgitare quintali di pastiglie che possano poi portarci verso l’escalation. Certo, anche le cure preventive hanno i loro effetti collaterali, e non sempre questi sono una passeggiata da gestire. Però se riuscirai a trovare quella giusta per te (qui una guida alle più usate) non solo avrai meno attacchi ma anche una minor possibilità di incorrere in sovradosaggi di farmaci con il rischio poi di veder scoppiare delle emicrania di origine puramente farmacologica.

Evitare di prendere sempre lo stesso farmaco può essere una tattica “spezza circo vizioso”.

Quando sono approdata al mio attuale neurologo temeva fossi dipendente da difmetre e che questo ormai non mi facesse più nulla tanto ne prendevo. Effettivamente ci ero vicina. Ma il dottore mi ha aiutato a capire quando usare i triptani (che prima non conoscevo) e quando usare il difmetre, creando una sorta di alternanza che, dopo anni, fa si che queste medicine siano per me efficaci e non abbiano più scatenato effetti boomerang preoccupanti.

Chiedere agli esperti.

Banale? Forse non quanto sembra. Purtroppo molto spesso anche per cose serie come quali e quanti farmaci prendere si tende a non rivolgersi al neurologo e nemmeno al medico di famiglia. Certo, a volte questi sono latitanti e ricevere risposte da Marte sarebbe più semplice. Indubbiamente avere conoscenti più esperti aiuta nel momento di emergenza, quando il dubbio va risolto subitissimo. Però credo che affidarsi solo ai consigli degli amici o della rete (e te lo dico contro tutti i miei sogni grandiosissimissimi di diventare la Ferragni dell’emicrania eh) non è il massimo. Nel campo della salute occorre fare qualcosa di più, con tutti gli sforzi che fai per stare bene te lo devi.

Altrimenti?

L’alternativa è quella di accettare il rischio di emicranie sempre più frequenti. Un progressivo diminuire dell’effetto dei farmaci per l’attacco. Un escalation nella potenza dei farmaci. E la molto probabile cefalea da rimbalzo che ci attende a braccia aperte per aumentare ulteriormente la quantità di attacchi, dolore, farmaci. In un circolo che può diventare veramente insopportabile e, a volte, può essere interrotto soltanto da una vera e propria disintossicazione.

Purtroppo non posso dire che le cure preventive aiutino in tutti i casi, che sia facile trovare quella giusta per te e che ti possano evitare al 100% la caduta nella spirale dell’abuso da farmaci per l’attacco. Come sempre per noi trovare l’equilibrio sarà un mix di stile di vita corretto e terapie da calibrare passo passo… si, è difficile. Si, ci vuole pazienza. Tanta. Ma per tutte le cose belle ci vuole. E il Ben di testa credo sia una delle cose più belle in assoluto.

 

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