Io che scrivo il diario dell'emicrania
"Caro" Diario

E se Bottura curasse l’emicrania?

“Caro” Diario, questa settimana è successa una cosa abbastanza straordinaria, domenica sera mi sono concessa una sera di vizio puro con tutti gli sgarri del mondo eppure non solo quella sera nessun attacco, ma nemmeno nei giorni seguenti!!! Quindi mi chiedo, ovviamente in modo provocatorio, e se fosse una cena da Bottura il vero segreto per curare l’emicrania???

Lunedì: zero emicrania dopo Bottura

Sta mattina temevo il disastro. Sono onesta. Ieri sera con Simo e le mie amiche Martina e Valentina ho cenato a Casa Maria Luigia all’evento estivo di Bottura chiamato Tòla Dòlza (prendila con calma tradotto dal dialetto modenese). All’ingresso la signora Gilmore-Bottura ci ha accolto come fossimo entrati in casa sua, con il sorriso ampio e caloroso che ha mia mamma quando porto gli amici a casa e ha preparato tutto al meglio. Dopo qualche chiacchiera di benvenuto ci ha lasciato all’angolo dei cocktail dove un barman strepitoso (e molto gentile) ci ha spiegato la selezione di drink. Il mio, di cui non ricordavo mezzo ingrediente un attimo dopo averlo scelto, era favoloso..ma anche bello forte. La mia soglia di allerta emicrania era già elevata.

Dopo un giro per il giardino fiabesco e l’orto (che fa vergognare chiunque di noi si sia mai cimentato nel far crescere anche solo una piantina di pomodoro), ci siamo avvicinati ai tavoli per la cena mentre cominciava la musica dal vivo. Tra l’eleganza sobria della villa, il benessere visivo dato da un parco del genere e la musica perfetta, ancor prima della cena “Caro” diario avevo già decretato che quello era il mio posto nel mondo. Potevano lasciarmi lì, a nutrirmi di stupore e meraviglia.

Invece mi sono pure nutrita di cibo vicino alla perfezione assoluta: 12 portate che sono state un viaggio idilliaco tra le nostre tradizioni, ovviamente rielaborate, il tutto accompagnato da un rosè strepitoso. Se ripenso a quei piatti mi commuovo ancora.

Ma la cosa che più mi ha lasciato sconvolta in questa esperienza favolosa è stata arrivare completamente sana a casa e svegliarmi sanissima il giorno dopo. Zero emicrania. E di vino e cibi extra, soprattutto il dolce finale che conteneva gli zuccheri che non assumevo da un anno, ne avevo mangiati tanti! Il che mi ha portato ad una riflessione: quanto la qualità del cibo che mangio incide sulla mia emicrania? Indubbiamente certi cibi sono trigger in sé, ma credo che la loro qualità sia un fattore molto importante…o non mi spiego l’essere sopravvissuta agli stravizi di ieri sera.

Martedì: momenti commoventi

Oggi Diario una mia cliente nel ringraziarmi si è commossa. Ma commossa sul serio. In realtà non avevo fatto nulla di speciale, semplicemente sono gentile e cerco di fare del mio meglio. Forse sta diventando merce rara la cortesia. Intanto ha generato buon karma perché anche oggi niente emicrania… non so se è davvero quello, ma quando innesco i circoli positivi mi viene più facie credere che siano scudi naturali contro la Bestia. Ora mi sto immaginando tipo Power Ranger con lo scudo gigante… tu Diario non lo sai, ma mentre ti scrivo a Bologna ci sono 35° costanti e si, il caldo può fare vaneggiare 😉

Mercoledì: c’è nessuno???

La giornata si è svolta come le ultime nella solitudine lavorativa totale. Al mio piano ad un certo punto c’ero io, io, e una mosca entrata per sbaglio…per cui vale sempre e solo l’io. Se penso che siamo uno stabile da 14 e al pomeriggio eravamo in 3 mi scappa da ridere. E poi mi domando perché quando arrivo a casa collasso sul letto e mi addormento come fanno i bimbi. Continuo solo ad essere meravigliata che la Bestia stia a cuccia. Ma come si dice, non svegliare il can che dorme!

Giovedì: No pizza No party

Dopo l’ultima giornata di lavoro prima del weekend di ferragosto ( domani ferieeee!!!) sono passata dalla mia amica Vero per 4 chiacchiere rigeneranti. Una volta a casa mi aspettava la preparazione della mia parte di torta di compleanno per la mia nonna che domani fa 96 anni. Simone aveva già fatto il pan di spagna e il croccante e io dovevo preparare le creme. Morale della favola, alle 20.30 non c’era ancora nulla di pronto per la cena. Oggi ci sono ancora 35° minimo così ci siamo detti “è il momento per una pizza”…e lì si è scatenato il dramma… il nostro pizzaiolo di riferimento, compagno di tanti momenti di “non riesco a cucinare, è tardi, è caldo” è chiuso per ferie. Tu quoque, Brute, fili mi!

Credo che poche cose al mondo mi rendano triste e nervosa come l’idea di una pizza che si disintegra davanti ai miei occhi. Tra un po’ diventavo scorbutica da mangiarmi Simone per traverso solo se spostava il telecomando o muoveva un cuscino… sig. Vabbè, mi rifarò domani con il pranzo per il compleanno della nonna e sabato con la mega grigliata di ferragosto!

Venerdì: auguri nonna!

Il pranzo di compleanno della nonna è stato ottimo e, soprattutto, lei è stata felicissima di torta, regali e compagnia. La nonna ha sempre fatto la dura ma con gli anni è diventata una gran sentimentale e oggi reclama persino baci e abbracci da tutti. Solo al vedere l’impegno che avevamo messo nella torta era già commossa. 96 candeline “spente” con slancio!

Il resto della giornata è stato passato tra supermercato e contadino per i preparativi della grigliata, e sarebbe andato tutto bene, nonostante caldo e stanchezza, se verso le 17.30 non si fosse alzato un gran vento. Ottimo per rinfrescare l’aria afosa bolognese…pessimo per la mia testa, che ovviamente ha iniziato a pulsare e mi ha mandato ko fino a dopo le 20. Fortuna l’unico piano della serata era preparare i vari spiedini per domani, perché di energie per uscire non ne avrei avute!!

Sabato: grigliatone ferragostane

La grigliata di ferragosto è un must a casa di Simone da che ho memoria. Quando non siamo in vacanza in questo periodo (cosa sempre più rara nel tempo perché potendo scegliere evitiamo la centrale di agosto) tutti sanno che a casa sua si griglierà. E non solo griglia visto che sua mamma ad ogni cena ci prepara mille e una leccornia nuova! E a proposito di cibi paradisiaci questa sera mi sono incrociata con una delle poche cose al mondo a cui davvero non so resister pur sapendo che mi causerà l’emicrania: il salame di cioccolato di mia suocera. Non è un semplice salame di cioccolato, è un’esperienza mistica! In tanti anni di rinunce, soprattutto nel settore dolciario visto la mia dieta ipoglicemica e il forte trigger sulla cioccolata, ho imparato a resistere praticamente a tutto. Tranne alla sacher torte di mia mamma (fatta rigorosamente al compleanno mio e di mio fratello) e al salame di cioccolato di Carlotta. Questa sera ho provato a fingere che assaggiarne una briciola sarebbe bastato… ahahahahahah… un secondo dopo ero nuovamente davanti al tavolo dei dolci ad azzannare una fetta intera. E solo l’istinto di sopravvivenza mi ha impedito di finire tutto il vassoio. Ovviamente mezz’ora dopo la Bestia ha bussato (forse anche perchè al qualità del vino, benchè buono, non era esattamente quella di Bottura). Ma ero pronta e l’ho stesa immediatamente per cui non ha inciso nemmeno sul resto della serata. Yuppy!

Domenica: lazy sunday

Oggi mi sono concessa di stare a letto fino a tardi (ovvero le 9.44) perché ieri sera abbiamo fatto le ore molto piccole. E’ raro che io vada a dormire alle 3.30 perché il sonno regolare è un mio punto cardine..ma la serata di ferragosto e le chiacchiere notturne con gli amici non capitano tutto l’anno. Così oggi ho fatto una cosa che non faccio praticamente mai: ho oziato a letto. Anche se ero sveglia da un po’. Tanto a fare i lavori ci pensava Giovanni, il mio robottino aspiratutto nuovo di pacca che mi da tante di quelle soddisfazioni che tu diario (che non hai una casa da pulire e non odi farlo) non puoi nemmeno immaginare. Mentre lui roteava allegramente per casa io mi sono rilassata. Se fosse stato vivo gli avrei lanciato un croccantino per premiarlo! Ogni tanto una domenica di relax totale ci vuole.

Questa settimana sono particolarmente contenta perché, nonostante i tanti sgarri e gli eventi impegnativi si è conclusa con Emicrania 2 Giulia 5. E fondamentalmente un solo ko perché al secondo ero preparatissima e ho gestito l’attacco al primissimo segnale ( cosa che dovrei sempre fare ma non tutte le volte purtroppo mi riesce ). Ancora una volta, nonostante la possibilità che la Bestia presentasse un conto salato non mi sono fatta fermare, a volte è andata bene, altre meno, ma vale sempre la pena tentare. Mi resta comunque il dubbio se una cena da Bottura cura o meno l’emicrania…un giorno dovrò trovare il modo di fare un secondo test 🙂

 

Se ti piacciono i miei diari e i miei articoli iscriviti alla newsletter di ATuttaTesta. Rimarrai sempre aggiornato e saprai tutte le novità della lotta alla Bestia in anteprima. Insieme so che raggiungere il Ben di Testa sarà più facile!

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.