L’emicrania non va in vacanza: come ho applicato i miei 5 trucchi (più uno) in Abruzzo

Io che scrivo il diario dell'emicrania

“Caro” Diario, questa volta ho tanto da raccontarti perché sono stata in ferie a zonzo per l’Abruzzo con gli amici (Leo e Arianna). Andare in vacanza con un’emicranica cronica al seguito non è cosa semplice. Non si può dare per contato che starà sempre al passo o starà sempre bene, per questo avere amici che comprendono il problema è la chiave per il successo della vacanza. La cosa è stata chiara dai primi minuti, quando fuori facevano 32 gradi e ho subito esordito con “Leo abbassi l’aria condizionata che se mi arriva il freddo in testa muoio?”. Ecco, avere un amico che a questo punto non sbuffa ma con un sorriso regola temperatura e bocchette dell’aria è la vera svolta. Perché io vado in viaggio, ma l’emicrania non va in vacanza, è sempre lì in agguato.

Infatti, ad onor del vero, in questa settimana di vacanza in giro per l’Abruzzo la Bestia mi ha fatto visita quasi tutti i giorni. Vuoi per il caldo, vuoi per l’attività fisica extra, vuoi per qualche sgarro su dolci e vino, non lo so. Il risultato è che ha voluto vedere quasi tutti i luoghi che abbiamo toccato. Forse le piace fare turismo. Però, mai una sola volta è diventata veramente pesante. Sempre l’un livello 5 o 6 (gestibilissima per una allenata come me) ed è passata senza troppi patemi nel giro di un’oretta. Insomma, anche in vacanza la maledetta ci ha provato, ma io sono dura da abbattere.

Lunedì: olive e anisetta

Visto che siamo partiti con in tarda mattinata ho avuto tempo di ricontrollare la valigia almeno 30 volte e assicurarmi che vi fosse tutto. Il pregio di partire in macchina, a differenza del giro in moto della scorsa settimana, è che posso portare ben 2 porta-medicine! Così una delle mie prime regole in viaggio è ripettata! Son grandi successi!

Prima di approdare a casa di Leo, il nostro amico abruzzese (ma che d vent’anni vive a Bologna), abbiamo fatto una sosta ad Ascoli dove abbiamo fatto merenda con due coni di olive ascolane e uno spritz Meletti, storico bar in cui si è inventata l’anisetta. Ovviamente quando più tardi mi è partito il dolore alla tempia non mi sono stupita. Però era così buono… ok, mea culpa. Domani farò meglio.

Martedì: la fortezza di Civitella

Fare meglio è molto difficile se la colazione è a base di favolose crostate fatte dalla mamma di Leo. La mia dieta ipoglicemia in ferie è sempre messa a dura prova ma in questi casi le cose si complicano ulteriormente. Come uscirne? Beh dai, alla mattina la glicemia è bassa…il cervello ha bisogno di zuccheri per partire… e poi il problema sono i picchi e non gli zuccheri in se giusto?…Insomma ci siamo capiti diario. Se voglio di scuse non sono mai senza. Post colazione ci aspettava poi la salita alla fortezza di Civitella del Tronto, ultimo baluardo del Regno delle due Sicilie che si oppose all’unità d’Italia… bellissimo posto, bellissimo panorama, ma un caldo fotonico. Quindi i dolcetti me li meritavo tutti. Finito il tour guidato ( veramente istruttivo ed arricchente) abbiamo fatto una piccola sosta sotto gli alberi per un “rapido” panino con la porchetta prima di infilarci nella via più stretta d’Italia (La Rouetta) e vedere se il pranzo aveva o meno inciso sulle nostre possibilità di passaggio. Fortunatamente non aveva inciso o stretta com’era non sarei qui a scrivere.

Mercoledì: Ladyhawke e gli arrosticini

Dopo averci passato la notte, immersi nel più totale silenzio, oggi ci siamo goduti una mattinata a zonzo per le stradine labirintiche di Santo Stefano di Sessanio. Questo paesino, che incredibilmente non si trasforma in villaggio natalizio in inverno, è un gigantesco albergo diffuso. Oltre ad essere pieno di botteghe di favoloso artigianato, è poi il regno di gattoni e cagnoni morbidosi che ronfano in ogni angolo. Sembra davvero di essere immersi in una fiaba. Sentimento che è continuato arrivati a Rocca Calascio dove è stato girato Ladyhawke e dove ovviamente io volevo fare foto imbarazzanti al grido di “Sempre insieme, eternamente divisi..” e Simo mi sfuggiva.

La vera chicca della giornata però, non me ne volere diario se tu sei un cultore dell’arte e della storia, è stato l’arrivo nella piana che c’è prima di Campo Imperatore, sul Gran Sasso. Qui, dei veri GENI assoluti, hanno allestito una macelleria e delle griglie per arrosticini. Cotto e mangiato. Un applauso e lacrime di emozione. Quando alla sera siamo arrivati all’Aquila, dove abbiamo incontrato la sorella di Leo e il marito, la Bestia è zompata fuori all’improvviso mentre andavamo al ristorante. Ho ingoiato un auradol a secco mentre eravamo in auto…per fortuna si è contenuta perché ci aspettava una cena veramente ottima e temevo l’escalation. Mi è andata davvero fatta bene!

Giovedì: Trekking con gli orsi

trekking tra i boschi pre attacco

Arrivati a Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, abbiamo raggiunto la nostra guida per il trekking nei boschi. Purtroppo non si poteva arrivare fino al rifugio come previsto in partenza (covid maledetto!) ma l’escursione è stata comunque stupenda. In più ci eravamo fatti preparare dei panini super dal posto degli arrosticini del pranzo di ieri…e quindi…diario, che te lo dico a fare! Abbiamo imparato un sacco di cose: dal fatto che i lupi fanno la cacca pelosa (davvero carina da vedere), a dove si grattano la schiena gli orsi, a come crescono i licheni e perché sono indice di aria pura. 

Purtroppo però all’ora di pranzo, forse per la fatica o per il 

caldo, mi è partito un attacco.

attacco arrivato…

Simo se n’è accorto perché ho iniziato a rallentare e non zampettavo più in giro a caccia di tracce di animaletti. Fortunatamente la sosta è durata l’oretta che mi serviva per riprendermi e stesa al fresco sotto gli alberi sono riuscita a riprendermi. Ovviamente nella seconda parte del giro ero meno pimpante ma sono arrivata comunque alla meta. E alla sera ero di nuovo pronta per sentire un altro piatto tipico a base di Orapi, l’unica verdura che ci è stata concessa 😀

Venerdì: al lago in bicicletta

Sta mattina ci siamo svegliati tutti con i polpacci di legno, così, al posto di fare un secondo trekking tra gli eremi abbiamo optato per muoverci verso Villetta Barrea e il suo lago e noleggiare le e-bike. Uno spettacolo. Il lago è meraviglioso e muoversi rapidi con la pedalata assistita è impagabile! Avevo già provato questa cosa l’anno scorso nella vacanza a Favignana ma ogni volta riscopro quanto è divertente la bici se non sei tu a fare una fatica del porco! Anche perché io, il caldo e la fatica non andiamo esattamente d’accordo (il caldo è tra i fattori scatenanti peggiori per me). Infatti anche sta volta, per fortuna quasi a fine giro, nel pomeriggio ha iniziato a pulsarmi l’occhio segnalando un imminente attacco. Ho provato a sedarlo con un caffè (magari era un calo di pressione) ma nulla, ci voleva l’auradol. Per fortuna la pedalata era assistita perché la fiacca post triptano a sto giro era notevole. Mi sono ripresa solamente alla vista dei cervi liberi che giravano per il paese! Uno spettacolo unico!

Sabato: per la prima volta al mare

Quest’anno non avevo ancora visto il mare. Lo avevo odorato lo scorso weekend della mia amica, da lontano, forse intravisto, ma non ero ancora stata in spiaggia. Anche se il mare rappresenta per me uno dei luoghi a più alto rischio di emicrania lo sai diario che da sempre mi piace andarci e storicamente il primo dito sulla sabbia lo piazzo a Pasqua. Quest’anno arrivarci a fine luglio mi è sembrato da un lato assurdo e dall’altro “ma sei sicura di volerlo fare?”. Di tutte le ansie da covid-period che mi sto cercando di lasciare alle spalle questa è quella che più difficilmente mi abbandona. Per questo mi sono sentita felicissima quando il nostro unico giorno di mare si è svolto in una giornata ventosa e mezza nuvola che ha scoraggiato fino a metà giornata la gran parte dei turisti. Per la mia emicrania ovviamente il vento è stato dannoso, ma ero comunque rilassata dal fatto che eravamo in un luogo magnifico ( Punta Aderci, Vasto) e c’era poco fitto. Ma la ciliegina sulla torta dell’esperienza a Vasto è stata scoprire il vero confort food marino, il brodetto alla vastese. Un piatto sublime. Lo abbiamo mangiato in un ristorante di quelli lungo un incrocio che dall’aspetto non gli daresti le famose “2 lire” ma se chiedi agli autoctoni ti diranno che di meglio non c’è… e infatti non c’era. Un applauso.

Domenica: vacanza finita

la colazione del nostro b&b

Lasciare Vasto, il brodetto, e il b&b con pasticceria annessa, è stato un forte trauma. Lenito in gran parte dalla calorosissima accoglienza della famiglia di Leo che, per la seconda volta ci ha accolto e nutrito. E anche rimpinguato di arrosticini, pecorino, vino e verdure dell’orto da portare a casa. Che dire, se non fosse che l’A14 dal Teramano a Bologna è stata un viaggio della speranza sarebbe da fare tutti i mesi! Ovviamente le fatiche domenicali e il caldo umido che ci attendeva a casa mi hanno sfiancato del tutto. Per la prima volta mi è venuto un attacco che non passava, con tanto di nausea e vertigini. Solo per la santa gloria del ritrovato difmetre effervescente sono riuscita a stare bene prima che alle 21 arrivasse la pizza!

Insomma diario, avrei voluto narrarti di una settimana di vacanza spettacolare in cui anche la Bestia è stata a cuccia. Purtroppo però non è andata così. La vacanza è stata si magnifica, ma l’emicrania è stata sempre con me, per fortuna sotto controllo. Il trucco? Grande attenzione ai segnali premonitori e auradol ai primissimi segni dell’attacco. Se no le mie vacanze sarebbero andate in modo ben diverso, ne sono certa. Il vero trucco? La giusta compagnia. Perché se le cose fossero andate male, ma male davvero, so che sarei stata con le persone giuste, e questo a volte conta più di un triptano.

 

Se ti piacciono i miei diari condividili, essere da soli a lottare contro la Bestia è dura ma insieme possiamo farcela ad ottenere il Ben di Testa!