Manuale di sopravvivenza

In viaggio con l’emicrania: 5 trucchi (più uno) per affrontarlo al meglio

Quando ci si prepara per un viaggio la preoccupazione comune è: avrò preso tutto? Se sei emicranico questa semplice frase si traduce in “avrò preso tutti i farmaci di questo mondo???”. Si, perché viaggiare con l’emicrania non è esattamente una cosa semplice che si può orchestrare in quattro e quattr’otto! Occorre essere previdenti, organizzati, metodici e pronti a gestire l’emergenza…e a volte nemmeno questo ci salverà.

In queste ultime vacanze ho capito cosa è veramente fondamentale portare in viaggio con me. E non parlo solo di accessori e farmaci. Perché possiamo anche portarci dietro una clinica della cefalea intera, ma se poi siamo circondati da chi non ci capisce…chi ci aiuta in caso di vera emergenza?

Cosa ci serve in viaggio?

doppia scorta di farmaci
la doppia scorta!
  • Farmaci per gli attacchi = Un’emicranica cronica che si rispetti sa che non può uscire di casa senza i farmaci per l’attacco. Sia quelli per gli attacchi più leggeri che quelli per gli attacchi più pesanti. Io senza non vado nemmeno a prendere il gelato a piedi nella gelateria a 3km da casa, figuriamoci se vado a zonzo per l’Italia o il mondo!
  • Terapie preventive = Dentro i loro blister o dentro un simpatico portapillole, siamo costretti a portarci dietro valanghe di farmaci e integratori per le terapie preventive.. e poi ci chiedono perché i nostri beauty sembrano esplodere!!!
  • Accessori vari ed eventuali = fascia per la testa, mascherina, tappi per le orecchie… se c’è spazio in valigia perché lasciare a casa qualcosa temendo poi che mi serva?
  • Dividi et impera = mai mettere tutti i farmaci in una sola bustina. Una sta con noi nella borsa e una va nella valigia. Se ti rubano l’una o l’altra non sarai mai sguarnita!
  • Mappa il territorio = controlla farmacie e guardia medica dove si trovano. Non ti serviranno. Ma saperlo fa bene, riduce l’ansia da “oddio e se ho un attacco grosso che faccio” e ti farà affrontare la vacanza più serenamente.

Cosa non può davvero mancare

Vacanza vuol dire libertà, divertimento, benessere. Pertanto immancabile quando scelgo di andare in vacanza con qualcuno (oltre il mio moroso) è che quel qualcuno sia un amico vero. Ossia qualcuno che capisce che i limiti che ho sono dati non da una mia precisa volontà di rompere le scatole perché mi diverte, ma da un problema di salute. In viaggio dunque è fondamentale essere circondati da persone di supporto. Perché la Bestia potrebbe colpire in momenti in cui non ce l’aspettiamo e ci coglie impreparati ed essere circondati da persone che ci danno una mano è vitale.

Non per forza avremo delle crisi, non per forza dovremo stare a letto. Magari, come mi è successo in Abruzzo con gli amici, le emicrania che avremo saranno leggere e i nostri amici quasi non le noteranno. Ma sapere che si è in viaggio con persone comprensive aiuta a gestire meglio la situazione e a tranquillizzarci perché sappiamo che, in caso che la Bestia si scateni davvero, non saremo visti come un peso o un problema, ma qualcuno ci tenderà la mano.

Parlare è la chiave (o quantomeno aiuta)

viaggiatrici soddisfatte a zonzo nei boschi

La mia opinione, che già esprimevo in merito in uno dei miei primi articoli qui , è che parlare del nostro problema con chi ci circonda è fondamentale. Solo provando e riprovando a far comprendere la nostra condizione si può raggiungere il traguardo della comprensione. Purtroppo non in tutti è innata, in qualcuno va instillata goccia a goccia. E con gli altri? Patti chiari e amicizia lunga. Purtroppo non con tutti i miei amici riuscirei a fare delle vacanze. Alcuni di loro, che adoro tantissimo, hanno ritmi di vita per me troppo intensi e io, lo so, finirei per stare male pur di stargli a ruota. E loro, anche se comprendono la situazione in cui verso, finirebbero per sentirsi limitati e non godersela. Anche in questo l’emicrania è un banco di prova e ci spinge ad andare per tentativi e fare prove. Oggi so fin dove posso spingermi e con chi, ma ogni volta cerco di fare un passetto in più per vedere fin dove posso arrivare. Se sbaglio correggerò il tiro, ma avrò imparato qualcosa di utile per la volta successiva. E con me anche i miei amici… e la cosa bella, è che come io e te sappiamo, non sono l’unica emicranica sulla terra per cui ciò che imparano con me gli sarà utile nei rapporti con molti altri di noi.

Per un emicranico non è facile nemmeno programmare le vacanze. Ci deve fermare questo?

Nemmeno per sogno! Armati dei farmaci fondamentali e accessori d’emergenza siamo pronti a sfidare qualunque percorso. Se poi abbiamo i compagni giusti al nostro fianco nulla davvero ci può spaventare. Negli ultimi anni io e Simo (a volte soli a volte in compagnia) abbiamo viaggiato per il Marocco, girato in moto, sciato a 3000 metri, ascoltato David Guetta ad Ibiza, fatto trekking in Abruzzo, scorpacciate di pesce in Sicilia e macinato km tra Berlino e Praga… io ho avuto un sacco di emicranie in tutto questo. A volte da KO, a volte più leggere. Ma si va vanti.

La Bestia non può impedirci di programmare il nostro prossimo viaggio, perché la vita è una e non è una prova. E diciamocelo: e questi cibi no, quello sport ni, quell’altra cosa boh… insomma non possiamo mica rinunciare a tutto no? 😉 

 

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