Io che scrivo il diario dell'emicrania
"Caro" Diario

La vita oltre l’emicrania

“Caro” Diario, stare in ferie fa bene, questo lo si sapeva dalla notte dei tempi non servivo certo io a dirlo oggi. Quello che vorrei sottolinearti però è che durante questa prima settimana sono stata così bene con la mia testa da aver voglia di gridare al mondo che esiste una vita oltre l’emicrania. Spesso me ne dimentico immersa nella sofferenza o concentrata su come riemergere da essa ma quando riesco finalmente a stare bene per tanti giorni di fila è come una valangata di ossigeno che improvvisamente mi inonda i polmoni. Inebriante.

L’emicrania è una trappola poiché ci porta a pensare che tutti i santi giorni siano per forza dolore. Molto spesso è così e tu, mio diario, ne sei la prova. Ma ogni tanto, complici la nostra perseveranza nelle terapie, lo stile di vita corretto e momenti di relax meritato, arriviamo a quello stato di benessere assoluto che gli altri chiamano normalità. Ed è una figata.

Lunedì: pronti partenza via

Borsa delle medicine per emicraniche motocicliste

Organizzare un viaggio quando sei emicranica vuol dire lanciare una monetina. Se starai bene tutto filerà liscio, se starai male spera che il tuo piano B sia buono. Ecco, quando guidi la moto il piano B è fermarsi e aspettare che passi l’attacco perché stare su due ruote sballata di medicine o di dolore non è la scelta più saggia. Ma fermare la vita davanti all’incognita del dolore è un compromesso al quale non voglio cedere. Per questo sta mattina, come da programma, alle 8.30 le moto erano cariche e pronte alla partenza per le Dolomiti. Raggiunto Asiago abbiamo fatto la prima sosta lunga per un caffè, un pezzo di pizza e la mia dose mattutina di topiramato. Qualche nuvola all’orizzonte mi ha preoccupato, un po’ per la testa e un po’ per l’idea di prendere l’acqua in montagna. Ma in vacanza si sopporta tutto meglio. Così ci siamo direzionati verso il Passo Manghen e poi via verso Cavalese. Siamo stati così bravi che siamo arrivati in hotel ancora prima del previsto e alle 15.30 eravamo già pronti per rilassarci in camera. Ovviamente avevo scelto un super hotel adoratore dei motociclisti e dotato di spa… i motociclisti li amavano davvero e l’assistenza è stata impeccabile, purtroppo la spa era ancora chiusa per le norme anti-covid. Maledizione. Per consolarmi a cena mi sono coccolata con canederli, costolette di cervo e una fetta di strudel (perchè ok che sono in ferie ma non esageriamo con gli sgarri alla dieta!).

Martedì: i 4 passi

Oggi mi sono svegliata con il cielo nuvolo e la testa che NON pulsava. Ho temuto potesse cambiare idea così non ho gridato al miracolo. Ho deciso di fare come i bimbi, se io mi nascondo dietro le manine non vedo l’emicrania e quindi la Bestia non può vedere me! Non fa una piega. Forte di questa convinzione mi sono goduta una spettacolare colazione a base di marmellate fatte in casa (di cui non ho osato ipotizzare l’indice glicemico) e miele staccato direttamente dall’arnia. Tutta la giornata l’abbiamo passata su e giù per i passi di montagna, tra curve e tornanti. Il topiramato in cima al Passo Pordoi ha tutto un altro sapore! La cosa che mi ha stupito è che nonostante la concentrazione (e anche un po’ la tensione) che mi serve per migliorarmi in moto e il clima variabile la mia testa ha retto benissimo. Mi sono potuta godere la strada, la vista e persino un pranzo improvvisato al Passo Falzarego con gli amici! E quando alle 16.30 siamo arrivati al Rifugio in cima al Cibiana, la nostra tappa finale della giornata, non ero nemmeno stanca. E’ davvero bello riscoprire quante energie si anno quando si sta bene e quante cose si possono fare.

Mercoledì: rientro accaldato

Ieri sera mi sono concessa un altro mezzo strudel e un bicchiere di vino. E tu diario mi dirai, avevi davvero voglia di rischiare grosso. Non è tanto rischiare, è che quando ti senti viva e normale vuoi fare cose da persona viva e normale. Come un dolce e un bicchiere di vino. E sai che c’è? Nonostante la pioggia serale (che tanto eravamo già al coperto) e l’umido mattutino, nessun attacco nemmeno oggi. Mentre salivamo per la bellissima strada che porta alla diga del Vajont ho anche chiesto a Simone tramite il nostro interfono che cosa può avermi messo in un tale stato di grazia. Le ferie non sono mai state così magiche. L’unico rischio si è presentato da Bassano del Grappa in poi, quando il caldo si è fatto insistente e ci ha costretti ad una sosta per toglierci ogni residuo di strato imbottito che ancora avevamo indosso. Inoltre dovevo assolutamente ricaricare il mio camelback, ovvero il sacchetto porta acqua che tengo nella schiena e che mi permette di bere mentre sono in moto. Se non avessi quello (santo subito mio fratello che me lo ha regalato) la disidratazione mi avrebbe certamente portato ad un rischio emicrania continuo e costante.

Giovedì: e alla fine arriva l’emicrania

Il rientro a casa vuol dire sempre una e soltanto una cosa: lavatrici. Smarcate quelle il resto della giornata è stato dedicato alla scrittura e al recupero delle cose che dovevo fare prima di ripartire lunedì prossimo. Complice la giornata passata sul pc e, forse, il prevedere il peggioramento del clima con largo anticipo, nel tardo pomeriggio la Bestia è venuta a farmi visita. Lenta e strisciante si è aggrappata al mio occhio destro e ha iniziato a pungolarlo per qualche ora. Niente di tragico, un attacco di quelli definibili leggeri passato in due ore, però erano 7 giorni che non mi faceva visita e se stava buona ancora un po’ facevo il record!

Venerdì: fortuna abbiamo prenotato il gazebo

Una delle frasi che adoro di più in V per Vendetta è “Io, come Dio, non gioco ai dadi e non credo alle coincidenze”… infatti oggi, venerdì 17, è venuto un freddo cane e il diluvio. Ovviamente in una delle rare sere in cui ho organizzato un aperitivo con gli amici in mezzo ad un vigneto. Una di quelle cose fighissime che va tanto di moda d’estate. Peccato sia novembre. L’unica nostra fortuna è che uno di noi ha dichiarato che non sa stare in terra con le gambe incrociate e quindi abbiamo prenotato un gazebo… se all’inizio questa scelta è stata derisa oggi probabilmente ci ha salvato da un picnic nel pantano! E comunque il posto era stupendo e la compagnia super 😉

Sabato: perché non mi taccio???

Ieri sera con gli amici raccontavo di quanto fossi felice di questa settimana senza dolore e di come mi sentissi viva. Ovviamente la Bestia questi discorsi li fiuta lontano chilometri e al mio rientro a casa mi attendeva. Non so se è stato quell’unico calice di vino (che di solito non mi da problemi ma ogni vino è a sè) o il diluvio che si è scatenato alle 2.30 o un po’ d’agitazione per il 1000km in moto in 2 giorni che va a fare Simo con gli amici. Fatto sta che alle 3, dichiarato inefficace l’auradol delle 11.30, ho dovuto ricorrere al difmetre, al ghiaccio e alla fascia che comprime la testa. Purtroppo dolore forte. Ovviamente di dormire non se ne è parlato e ho potuto affrontare il resto della giornata, pieno zeppo di cose da fare, solo grazie alla meditazione che in questi casi mi aiuta a recuperare le energie. Comunque vale sempre la solita storia, devo smetterla di bullarmi dei miei risultati che poi la maledetta emicrania se ne rende e mi aggredisce.

Domenica: grandi reunion

Dopo mesi e mesi oggi finalmente ho rivisto una mia amica che durante il lockdown ha avuto la sua seconda bimba. L’occasione è stata quella di un pranzetto al mare tutte insieme. E’ stato davvero bello ritrovarci tutte e tre dopo tanto. E anche se non l’ho visto, non annusavo l’aria di mare da settembre dell’anno scorso e ho capito che mi manca. In tutto ciò, meno bello è stato il traffico del rientro! Anche se era pomeriggio c’era il mondo… fortuna che conosco le cosiddette “strade basse” se no ero ancora là e il diario oggi non lo avrei scritto. 

 

Ecco diario, sventura del sabato mattina a parte, che per fortuna non ha inciso sulla giornata in modo pesante, anche questa settimana è andata davvero bene Emicrania 2 Giulia 5. E se ci aggiungo che nella scorsa l’ultima emicrania era venuta il giovedì vuol dire che ho passato un lungo periodo senza attacchi. Io voglio puntare a vivere così la maggioranza dei miei giorni. Se ci sono riuscita ad Aprile, con solo 7 emicrania, e questo mese ho ridotto di un terzo gli episodi settimanali, allora vuol dire che posso farcela. Devo solo trovare la chiave giusta!

 

Se ti piacciono i miei diari condividili, essere da soli a lottare contro la Bestia è dura ma insieme possiamo farcela ad ottenere il Ben di Testa!