Tenere duro non è facile (e a volte per tirarsi su serve la gru)

Io che scrivo il diario dell'emicrania

“Caro” diario, questa settimana ho tenuto botta solamente perché era corta! Lo sai che la mia filosofia ormai è essere positivi, guardare avanti e tenere duro. Basta piangersi addosso per questa situazione. Ecco, ho una confessione, questa settimana ho vacillato.

Cosa mi ha fatto riemergere dal buco nero in cui ero finita? L’idea che presto sarei stata in ferie, un moroso che mi sostiene e il pensiero che mi ha aiutato a superare gli esami più difficili all’università “il sole sorgerà anche domani”. So che sembra una banalità assoluta. Ma ho sempre trovato rincuorante il fatto che per quanta ansia, stanchezza, dolore o fatica io provassi la giornata prima o poi sarebbe finita e un nuovo sole sarebbe sorto. Certo, con la speranza che non fosse una nuova giornata color marrone ma qualcosa di meglio!

Lunedì: blue monday

Non ho nemmeno la forza di ricordare cosa è successo a lavoro per ridurmi in questo stato larvale diario. La sola cosa che so è che alle 17.15 sono arrivata a casa, alle 17.40 ho finito meditazione e da allora non sono stata più in grado di alzarmi da letto. Di norma dopo meditazione ho energia e positività che mi scorrono in corpo… oggi no, oggi sono solo uno straccio avvilito e ho solamente voglia di dormire e nascondermi tra le coperte. Improvvisamente mi sono ritrovata ad essere la Giulia di qualche tempo fa, troppo stanca per lottare, troppo avvilita per qualunque cosa, desiderosa solo di stare a letto e scomparire. Tenere duro non sembrava un’opzione. Il fatto è che non avevo l’emicrania! Era come un  lungo post-emicrania ma senza il dolore prima…Alle 21.20 Simone mi ha trascinato giù dal letto per la cena, perché lui sa che è fondamentale che io non salti i pasti anche in queste condizioni (Diario guai se pensi che è santo se no si monta la testa). Una volta nutrita sono stata un po’ meglio, ma non abbastanza da sentirmi risorta.

Martedì: e poi arriva lei

Ovviamente se in un lunedì così schifoso avevo smarcato l’arrivo della Bestia non poteva andarmi fatta altrettanto bene il giorno successivo. Anche perché essendo brutto tempo e super ventoso era praticamente impossibile evitare un attacco. Almeno sono arrivata a casa in una condizione vitale più decente. Durante la doccia rigenerante post lavoro mi sono detta “ok, sei stanca morta ma non ti ridurrai come ieri, fatti una coccola” così mi sono fatta una maschera viso e mi sono messa a cantare. Per fortuna Simone è rientrato che avevo ripreso sembianze umane. Quando tenere duro sembra impossibile a volte piccole cose come questa mi servono a ripartire. Certo non cancellano la fatica, ma a livello psicologico mi aiutano ad uscire dal buco nero.

Mercoledì: ultimo giorno

A volte il karma è dalla tua, sa che non puoi farcela e ti assiste. Oggi due clienti un po’ complessi hanno disdetto l’appuntamento e una delle mie clienti adorate, la signora M (che mi ricorda tanto la mia nonna) mi ha regalato un quadro. La cosa super divertente è stata portarlo a casa in moto… fortuna avevo il mio mega zaino. Zaino che avrebbe dovuto contenere l’interno della giacca da moto perché in questi giorni al mattino ci sono 20 gradi e al pomeriggio 32.. il risultato è stato arrivare a casa carica d’arte e fradicia di sudore! Però era l’ultimo giorno prima delle ferie lunghe per cui felicità al cubo! 

Giovedì: ristrutturazione

I miei capelli vengono tagliati si e no una volta l’anno, finendo per essere Barbie raperonzolo per metà del tempo. Questo un po’ per pigrizia e un po’ perché il parrucchiere è uno dei posti dove quasi sempre mi parte un attacco. Non ho mai capito se è la posizione della testa al lavello, il phon oppure il fatto che la mia cute sia strattonata qua e là per dare una posa diversa a quelli che normalmente son lunghi spaghetti biondi. Oggi ovviamente non è andata diversamente. Anche se la mia parrucchiera (Barbara se mi leggi grazie ancora) non aveva acceso l’aria condizionata, dopo 30 minuti uscita da lì è partito l’attacco. Era leggero per fortuna, e io ero strepitosamente bella con i capelli mossi per cui la Bestia è stata incenerita con uno sguardo da diva (e un auradol). Il resto del pomeriggio è stato dedicato a sperimentare dalla mia amica Vero ( dottore commercialista, emicranica e vera regina del mondo beauty) la luce pulsata. Insomma, chiacchiere e ristrutturazioni estetiche per tutto il giorno. Questo si che è cominciare le ferie con il piede giusto!

Venerdì: il piacere dello studio

Mentre simone si godeva un giro in Raticosa (il passo meta di tutti noi motociclisti della zona) io mi sono dedicata alla scrittura e a imparare cose nuove per ATuttaTesta. Certo un po’ mi perdo dietro gli algoritmi di Google…ma va bene così, d’altronde sono laureata in Relazioni Internazionali e non in informatica o tutte quelle nuove lauree superfighe che forse mi servirebbero per far diventare il mio blog il “The Blond Salad” dell’emicrania. Ma va bene così, piccoli passi.

Sabato: preparativi

Prepararsi per un giro di tre giorni in moto non è semplice. Soprattutto se non hai una moto con le borse da viaggio, ne un bauletto capiente. Così mi sono fatta prestare da mio fratello una sacca da viaggio da legare dietro (dove ci sono i passanti appositi) e ho passato la tarda mattinata con mio padre a cercare di capire come montarla. Ecco… io sono tanto brava con le parole quanto schiappa nelle cose manuali. In famiglia da me c’è mia madre che crea collane strepitose, mio padre che fa/restaura mobili top e mio fratello che è addirittura laureato in design industriale (ricordati “Caro” Diario che se si bello lo devi a lui). E poi ci sono io, che posso stordire gli eserciti con le parole, ma se mi dai da montare la sedia appendiabiti dell’ikea (3 passaggi 4 legni) ci metto 1 ora e 35 e finisco anche per mettere un pezzo al contrario… però alla fine ce la faccio sempre eh 😉

Domenica: maltempo, ma scherziamo???

Ti pare che è bello da una vita, un caldo assurdo e proprio un attimo prima che io parta in moto deve virare al maltempo?? Così ora, oltre il pericolo dato dall’emicrania quando c’è maltempo, ho anche l’ansia da “giro bagnato”… Mi sento molto Fantozzi con la nuvola che lo segue. Ho dedicato la giornata a fare la valigia. O meglio, a ridurre le poche cose che porterò con me al minuscolo spazio vitale che hanno nella sacca da moto. Indovina cos’è la cosa che occupa più spazio alla fine? Il beauty con le medicine!! Farmaci per gli attacchi per ogni livello, farmaci per la prevenzione, farmaci per vari ed eventuali effetti indesiderati…insomma tutto quello che può servire se un essere umano normale andasse nella deserto del Sahara per un mese o un’emicranica in trentino tre giorni! Almeno così sono sicura di poter affrontare ogni evenienza! Spero…

Questa settimana si chiude con Emicrania 2 Giulia 5. Un piccolo successo visto che di norma incasso almeno 3 goal. Sono soddisfatta del risultato soprattutto perché conseguito in una settimana in cui emotivamente ero letteralmente finita sotto un treno e ho dovuto davvero attingere alle mie riserve di buona volontà per rialzarmi. Adesso spero davvero che la Bestia durante il giro mi lasci stare, è lecito sognare che ogni tanto vada in ferie pure lei giusto? Io ce la metterò tutta comunque.

 

 

Se ti piacciono i miei diari condividili, essere da soli a lottare contro la Bestia è dura ma insieme possiamo farcela ad ottenere il Ben di Testa!

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