Io che scrivo il diario dell'emicrania
"Caro" Diario

Come sopravvivere ad una settimana infernale

Caro diario dell’emicrania, oggi ti racconto, in modo un po’ diverso dal solito, questa infinta settimana di disastri fisici all’insegna del motto “Ad abbatterti non c’è solo l’emicrania, ricordalo!”. Da un lunedì che doveva essere soft e non lo è stato per nulla, passando per emicranie devastanti e culminando con il venerdì che non ti aspetti…insomma, una settimana infernale. E tu mi chiederai, sei emicranica, hai circa 12 attacchi al mese, può andare peggio?

Ora diario, immaginami con il sorriso storto di sbieco che ti guardo con aria un po’ contrita e un po’ ironica: si, può andare peggio. Perché come ho letto da bambina in Lupo Alberto, la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo. Ma noi emicranici siamo tosti, forgiati dal fuoco di mille battaglie come Xena (si vede che ero bambina negli anni ’90 eh), e sono sopravvissuta anche tutte le prove di questa settimana uscendone, debilitata certo, ma comunque sorridente. Perchè la mia laurea principale è in Barcollo ma non mollo!

Lunedì: chi ha detto che lo smartwork è meno lavoro???!!!

Avendo una quintalata di lavoro amministrativo da svolgere, e la possibilità di prendere saltuariamente qualche giorno di smartwork, avevo deciso di restare a casa questo lunedì e cercare di mettermi in pari con tutto ciò che non comporta avere un cliente davanti. Povera illusa. Tante sono state le chiamate che alle 11 ancora non avevo combinato una “Beata m****ia” come direbbe il mitico Cetto LaQualuque. Il mio cellulare bolliva come quello di un cardiochirurgo in Grey’s Anathomy…ma devo essermi persa il momento in cui ho preso la specializzazione con Meredith e compagni. Frustrazione atomica che, fortunatamente, non si è tradotta in un agguato della Bestia.

Martedì: paura e delirio

La settimana era però destinata a peggiorare, evidentemente. E il martedì mi ha subito messa alla prova portandomi sull’orlo del pianto in ufficio. Se si lavora col pubblico può succedere che ci siano dei disservizi. Dopo anni sono abituata a fare da parafulmine per cose che non sono colpa mia ma che, essendo il volto a cui si associa il disservizio, il pubblico in questione riversa su di me. Ci sono giorni però che la cosa è così ingiusta e così pressante che alzo bandiera bianca e mi viene solo da chiedere pietà. Davanti a una persona che dice scusa, mi dispiace, pietà, di norma la gente si placa. Oggi due persone di fila mi hanno brutalmente massacrata. La prima mi ha causato l’insorgere di un violento attacco, la seconda, nonostante avessi pure detto che stavo male, ha continuato ad inveire intercalando poi con la frase “ma comunque non ce l’ho con lei ma con l’azienda sa”…peccato che qui ci sono io, che sto dicendo mi dispiace e cerco di aiutarla mentre mi si spacca la testa a metà e ho solo voglia di piangere, da sola, al buio. A volte la Bestia non è la cosa peggiore, perché ci sono bestie più brutte in giro.

Mercoledì: salta pure il “giorno Giulia”

E poi salta pure la mia serata!!!! Non fraintendermi, non voglio sbattere il mio moroso a forza fuori casa una volta a settimana, ma come lui trova pace nello sport io la trovo nello scrivere da sola. E ci vuole un angolino per sé. Purtroppo il suo impegno è saltato e dunque anche la mia serata scrittura è stata rimodulata. Alla fine sono riuscita a ritagliarmi uno spazio creativo senza il sottofondo di tv lo stesso e poi abbiamo sfruttato il tempo insieme per finire e capire Dark… ogni tanto è vero che se si chiude una porta si apre un portone 😉 Anche nelle settimane peggiori.

Giovedì: aperitivo sui balini di fieno

Dopo l’ennesima giornata devastante a lavoro la Bestia ha deciso di farmi visita. Lei già sapeva che dovevo uscire la sera e la sua gioia più grande sarebbe stato impedirmelo, ovviamente. Per agevolare l’effetto dell’auradol mi sono messa sul letto con la fascia stretta in testa, il ghiaccio e la mia fighissima maglia I love Nutella (che non cura l’emicrania ma strappa un sorriso e in certi casi ci vuole proprio). Alla sera avevo l’aperitivo con le mie compagne di fitboxe che non vedevo da prima del lockdown e non volevo certo saltarlo causa Bestiaccia maledetta! Fortunatamente tra farmaci e rimedi naturali sono riuscita a rimettermi in piedi in tempo per recarmi a “Camporella” un posto in campagna che ti da da mangiare dentro le cassette di legno e ti fa sedere sulle balle di paglia. Veramente molto carino e suggestivo. Dopo una settimana così infernale ci voleva proprio una bellissima serata fuori con le amiche!!!

Venerdì: un altro nemico oltre l’emicrania

Ovviamente però il “bello” doveva ancora venire. Perché se ti dico che la settimana è stata infernale non sono certo state due emicrania a renderla tale, ormai sono cintura nera di gestione della Bestia, figurati te! Eh no, per non farmi mancare nulla venerdì pomeriggio, poco dopo aver congedato l’ultimo cliente, sento un leggero fastidio allo stomaco.. nemmeno il tempo di dire beo e mi ritrovo piegata a mezzo nel bagno dell’ufficio. Non so se è stato lo sbalzo tra il caldo all’esterno dove avevo pranzato e i 3 gradi dei corridoi degli uffici (nel mio l’aria condizionata è ovviamente spenta). Fatto sta che da lì è partito un film dell’orrore in cui spengo al volo il pc, raccatto le mie cose, benedico il maltempo per non essere in moto, ringrazio un collega che aveva un sacchetto di plastica senza buchi e scappo verso la macchina. Descriverei il mio rientro a casa come “viaggio della speranza” in cui ho scoperto nuovi usi per le mascherine e anche a cosa servono davvero le corsie d’emergenza quando la tangenziale è murata. Insomma, grandi emozioni! La cosa che fa più ridere è che dopo un po’ ho chiesto a Simone di dire hai miei che mi stavo riprendendo e riposavo, così non si preoccupavano… “è viva” è stato il suo messaggio… la sintesi comunicativa degli ingegneri è sempre meravigliosa 😀

Sabato: sui gomiti ma si griglia

Dopo un venerdì così glorioso ho ho raccolto le energie per partecipare al recupero della grigliata del primo maggio. Ricordi quella che facciamo tutti gli anni con gli amici e che quest’anno si è svolta su skype causa lockdown? Beh, abbiamo deciso di recuperarla questo weekend e, manco a dirlo, io sono reduce dal devasto. In realtà lo stomaco si è riavviato completamente ma tutto sto scombussolamento mi ha procurato (insieme ad una giornata di nuvole sparse) un’emicrania dai-e-vai. Chiamo così quelle emicranie che non diventano mai devastanti, sembrano sparire per qualche ora, poi tornano fuori a rompere le scatole. Creando un fastidio costante durante la giornata che ti costringe a “drogarti” di continuo, evitare anche solo un brindisi, e non ti permette di essere l’anima della festa. Se a ciò aggiungiamo che il tavolo accanto al nostro si era portato una cassa per la musica degna di un rave e che l’ha sparata altissima per tutto il pomeriggio ecco, tu immagina se potevo uscire dallo stato di emicrania/rincoglionimento in cui mi trovavo… Ma in una settimana così di cacca non poteva mica andare diversamente!

Però, anche nelle mie tristi condizioni, ho conosciuto un ragazzo che soffre di cefalea tensiva e abbiamo potuto confrontarci a lungo sul tema e un mio amico mi ha detto di aver consigliato ATuttaTesta a suo cugino, che soffre di emicrania. Quindi dai, la giornata, ha avuto anche picchi decisamente positivi.

Domenica: il pranzo con la nonna

Oggi diario sono tornata a fare il pranzo con la nonna. Anche perché lei ne stava facendo una questione personale del tipo “avete approfittato del coronavirus per non mangiare più a casa la domenica”… Ecco, da noi il pranzo della domenica è sacro. E anche quando siamo usciti di casa abbiamo cercato di presenziare se non entrambi almeno a turno, praticamente sempre. Non perché dobbiamo ma perché ci teniamo. E non vogliamo che la nonna pensi diversamente. Per cui, in barba ai 32 gradi odierni: penne alla vodka e pollo alla cacciatora. Ma soprattutto la nonna si è nuovamente esibita con i selfie al grido di “Chi è quella vecchia” 😀

Insomma, giugno si era chiuso con 11 emicrania, una meno del solito quindi bene. La settimana si chiude con un Emicrania 3 Giulia 4 ma con un tasso di debilitazione elevatissimo visto il contorno… insomma luglio è partito subito di traverso… speriamo migliori, io confido tantissimo nelle ferie!

 

Se ti piacciono i miei diari condividili, essere da soli a lottare contro la Bestia è dura ma insieme possiamo farcela ad ottenere il Ben di Testa!