Sonno ed emicrania: un duplice legame

Una delle prima cose che il neurologo, quello bravo che mi ascolta, ha voluto sapere da me è stata com’è la qualità del mio sonno. “Lei dorme bene?”,“Ha frequenti risvegli?”, “L’emicrania la coglie spesso durante il sonno o al risveglio?”. Sul momento ero rimasta spiazzata perché ancora non annotavo tutto della mia malattia e il diario lo facevo, come si dice da me, un po’ “un tanto al chilo”. Su cosa stava indagando? Poteva davvero il sonno incidere tanto?

La risposta ovviamente è si.

Il sonno è correlato alla nostra patologia in un duplice modo. Alcune cefalee possono essere scatenate da un riposo disturbato (emicrania o cefalea tensiva), altre esordiscono solo durante il sonno (cefalea ipnica, a grappolo o parossistica). A tutto ciò vanno poi aggiunte le volte in cui l’emicrania si manifesta come sintomo secondario a causa di depressione, ansia, apnee notturne, dolori cervicali rendendo il sonno per tanti di noi una mission impossibile degna di Tom Cruise nella sua forma migliore.

Facendo un po’ di ricerche ho trovato uno studio (Curr Opin Neurol2004, 17:295-299) che spiega come gli adulti abbiano il sonno diviso in due fasi: Non-REM(Non-Rapid Eye Movement) e REM (Rapid Eye Movement). Mentre nella fase non REM vi è un generale rilassamento muscolare ed il flusso sanguigno aumenta nel cervello, nella fase REM vi è un’elevata attività cerebrale. Ed indovinate qual’è quella che prevale nelle prime ore del mattino in cui si attivano alcune strutture cerebrali che possono scatenare gli attacchi per tutti noi? Bingo!

Per tutti gli emicranici è fondamentale avere un sonno regolare.

classico esempio di individuo privo di stress

Ciò riduce lo stress e aiuta la nostra mente a rimanere equilibrata e più capace di fronteggiare gli attacchi della Bestia anche nella delicata fase REM. Non è tanto importante che siano 7 o 8 ore di sonno, non tutti abbiamo bisogno della stessa “dose”, ma che questo sia di qualità. Questo discorso vale ancora di più per le cefalee più rare: basti pensare che la cefalea a grappolo colpisce lo 0,3% della popolazione, la parossistica e la ipnica circa lo 0,07%, ma che colpiscono prevalentemente di notte e hanno le forme di dolore spesso più acute.

Le tre cefalee primarie più a rischio con il sonno

Cefalea a Grappolo

Per chi soffre di cefalea a grappolo gli attacchi arrivano puntuali come un treno svizzero. Dopo 90 minuti di bella dormita, proprio quando inizia la REM rischia di partire l’attacco. Pare che sia colpa di una ridotta secrezione di melatonina e che le cure al Litio abbiano avuto un buon successo.

Cefalea ipnica

(la cui esistenza ho scoperto studiando per questo pezzo) Questa cefalea è detta “alarm-clock headache” perché gli attacchi si manifestano durante le stesse ore della notte e sempre con gli stessi meccanismi. E’ tipo la Sheldon Cooper delle cefalee. Quando pensiamo di dormire beati, dopo qualche ora, appaiono attacchi dolorosi che si manifestano con frequenza quotidiana o a giorni alterni, da 1 a 6 per notte, spesso a orari fissi (tra l’una e le tre del mattino). Dormire diventa molto, molto difficile. Fortunatamente è davvero rara,  dalla sua scoperta nel 1988 ad oggi ne hanno documentati 120 casi, in soggetti tra i 65 e gli 85 anni anche qui carenti di melatonina.

Emicrania parossistica

Anch’essa molto rara, ha caratteristiche simili alla cefalea a grappolo ma con attacchi di durata più breve e più frequenti. Anche in questa forma gli attacchi sono associati alla fase REM quando si manifestano nelle ore notturne. Regredisce completamente con l’assunzione dell’indometacina.

Ovviamente non esiste che ci rassegniamo ad un destino fatto di sonno cattivo alla mercé della Bestia, pronta zompare fuori dai nostri incubi e invadere le nostre giornate. Oltre le terapie preventive indicate dal neurologo possiamo mettere in atto alcune cose per migliorare la nostra qualità di vita e le nostre dormite.

Che fare dunque? Ecco alcuni consigli!

  • Ritmo regolare: andando a dormire e svegliandosi sempre alla stessa ora (secondo voi perché sono in ferie e scrivo dalle 8?… si ok, perché mi piace ma anche perché non devo stare a letto più del necessario)
  • Se fate il riposino pomeridiano non più di 45 minuti o l’emicrania è assicurata!
  • Evitare gli stimolanti prima del sonno: fumo, caffeina, alcol, alimenti pesanti o dolci, adieu!
  • Non fare attività fisica prima di dormire. (O vi riducete come il mio moroso che torna da allenamento all 22 e mi va a letto alle 2..beato lui che non soffre di emicrania)
  • Se possibile mantenete la camera da letto ben ventilata e non troppo calda.
  • Evitare le attività intellettuali prima di coricarsi e utilizzare pc, smartphone e tablet una volta a letto
  • Preferire per cena pasta e riso che sono ricchi di serotonina, sostanza che induce il sonno;

La mia nonna aggiungerebbe anche un bel bicchiere di latte caldo..con il quale si garantisce sempre relax e calma. Nel mio caso va bene a patto che sia senza lattosio o l’effetto non sarebbe certo di calma 🙂

Ovviamente non è facile, come sempre per noi non c’è la magica medicina o l’interruttore spegni/accendi o riavvia il sistema che ci assicuri un sonno ristoratore libero dal rischio di un attacco notturno della Bestia. Però conoscere sempre di più la nostra patologia ci può essere utile ad affrontarla ancora meglio puntando ad ottenere una riduzione del numero di attacchi e un miglioramento della nostra qualità della vita. Dopo un buon sonno il mondo sembra un po’ più facile, anche per noi emicranici 🙂

 

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5 Replies to “Sonno ed emicrania: un duplice legame

  1. Io devo dormire possibilmente il pomeriggio perché è il sonno che più mi ristora più di quello della notte… Per il resto, si confermo tutto ciò che lei dice…, ma c’è anche altro, cosa? Non si sa… Ma è sicuro una brutta bestia.

    1. Sicuro i fattori in campo sono tanti… io mi sto impegnando a scoprirli tutti e vedere quali incidono di più. Non dubito che alla lunga, con una buona analisi e tanto impegno, ce la faremo 🙂

  2. Io soffro da 25 anni di cefalea con aura, e negli ultimi anni mi succede che l’attacco arriva appena apro gli occhi oppure mi seveglia…però io dormo, nel senso che non mi accorgo di dormire male..ma evidentemente non mi accorgo ed ho un sonno diaturbato…

    1. Mi pare sia un cambiamento “recente”, ne hai parlato con il neurologo? Ho letto che la cefalea ipnica, per quanto rara, può insorgere nel tempo. Comunque anche a me capita di avere emicrania al risveglio ma se ci penso bene in realtà alcuni prodromi li avevo già alla sera ma non li avevo ben percepiti perchè magari ero stanca…prova a analizzarti bene quando ti ricapita (anche se spero non ricapiti)

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