Contro l’emicrania serve mantenere un atteggiamento positivo?

Quando qualcuno arriva su ATuttaTesta nota subito che il mio approccio alla mia condizione è, nonostante tutto, positivo. E non perché io viva nel mondo delle fiabe o il mio dolore da quando scrivo sia improvvisamente scomparso, anzi, chi legge i miei diari della domenica sa che la Bestia “è viva e lotta con me”. Quello che credo però è che per quanto l’emicrania s’impegni a rendermi la vita un inferno, non ha senso intristirmi ulteriormente rischiando, tra l’altro, di scatenare una spirale di ansia e stress che favorisce un ulteriore aumento degli attacchi.

Non è per nulla facile

Io per prima per diversi anni mi sono sentita abbattuta e schiacciata dal mio dolore, oppressa dal mio “non riesco” o dal freno a mano tirato in ogni situazione per la paura che l’emicrania bussasse alla mia porta. Poi però mi sono detta che se è sacrosanto che ognuno sente il suo di dolore e conosce il suo limite, attorno a me esistono tantissimi esempi di grandezza, persone con problemi e disabilità anche maggiori della mia che sono riusciti a raggiungere nella vita i traguardi che volevano o comunque che continuano a sfidarsi ogni giorno per fare quel centimetro in più per migliorarsi.

Perché io dovrei essere da meno?

Se il nostro cervello è così speciale non potrà esserlo solo nelle cose negative. Alla soglia delle grandi riaperture regionali, delle ripartenza a 360°, di un’estate di rilancio (in sicurezza) per tutti, ho deciso di scrivere un pezzo che faccia il palio con quanto detto a inizio quarantena. A marzo, compressa in un senso di smarrimento e angoscia vi ho detto che ho temuto di non farcela a mettere giù nemmeno due righe perché l’ansia mi bloccava anche nelle cose più semplici. Alla fine però sono riuscita a farmi forza e creare una mini guida per emicranici in lockdown.

Oggi sento la necessità di raccontarvi cosa sto facendo per spronarmi alla ripartenza

Ancora una volta sottolineo che chi ha letto i miei diari sa che per me non è stato facile uscire di casa, ma ho la speranza che se questi piccoli gesti stanno aiutando me possano aiutare anche voi. Come sempre l’emicrania è così soggettiva che ciò che fa bene ad uno può essere inutile per un altro ma se c’è una cosa che ormai tutti abbiamo imparato è che bisogna tentare tutte le strade possibili per puntare al “ben di testa”.

Sogno per tutti noi una ripartenza sicura e che sia il più possibile serena e così da avere il minor rischio possibile d’innescare emicrania da ansia e stress.

Ripartenza con atteggiamento positivo in 4 mosse:

1.Interrompere il ciclo di lamentela

Il mio moroso mi ha fatto notare che quando parto in quarta con la lamentela su un argomento, sia esso lavoro o qualunque cosa mi ha infastidito, ho la capacità di stare sull’argomento ore e ore per dire la stessa cosa alterandomi sempre di più. Il risultato finale? Sono sfinita (e spesso ancora incollerita), con l’emicrania che spunta a farmi un saluto. Ho deciso che rimuginare su queste cose non ha senso, anche se a me per carattere piace molto farlo e mi faccio violenza a smettere. Dico il concetto che volevo una volta, chiaramente, e lo archivio. Poi cerco di distrarmi facendo altro.

2.Gratificazione positiva
gelato di crema alla stevia fatto dal mio papà

Una ragazza su facebook mi ha detto che quando sta vivendo cicli negativi che possono incorrere in carichi di stress rischiosi li interrompe con una gratificazione positiva. Ho deciso di provare anche io e, vi dirò, per me sta funzionando. Sia che si tratti d’interrompere il ciclo di lamentela a cui sono affezionata, o che sia l’uscire dal buco nero di una brutta giornata, quando riesco a farmi una coccola extra e spezzare sul nascere lo stress impedisco che questo liberi la Bestia. Non importa che sia una cosa grossa, a me in quest’ultima settima è bastato qualche km in moto, un pranzo in giardino o una fetta di pane fresco con la marmellata che mi piace di più. Gioie piccine ma al momento giusto.

3.Festeggiare i risultati positivi

Spesso sono stata così concentrata sulle giornate negative, su quante emicrania ho avuto, quante ore ho passato a letto al buio, quante cene con gli amici mi sono persa, da dimenticarmi di essere fiera e grata per ciò che ottengo di positivo. Ho deciso di smetterla di paragonare la mia vita a quella degli altri. Il mio metro è per forza diverso, ogni tanto pesco la carta “stai ferma un turno” e devo farci i conti, almeno finché non avrò ridotto al minimo la presenza di questa carta nel mazzo. Quindi se raggiungo un risultato positivo per me chi se ne frega se per altri è la normalità, io lo festeggio, perché mi mette di buon umore, e sicuro il buonumore alla Bestia non piace.

4.Terapie complementari

Lo hanno detto anche i neurologi nelle ormai da me già citate mille volte conferenze della giornata nazionale del mal di testa, ci sono diverse terapie complementari nel trattamento della nostra patologia. Tra le tante a me piacciono i massaggi, la cui efficacia non ha evidenza scientifica, ma come ha detto il neurologo “se ci fanno piacere e ci fanno stare meglio perché non farle?”. La logica è che se una cosa ci fa stare bene può agire a livello psicologico su di noi e quindi fare leva su quei meccanismi caccia-stress di cui ho già detto più volte. Il risultato è dunque che dopo queste terapie complementari si sta meglio. Io adoro i massaggi alla schiena, appena si potrà (e me la sentirò) vorrò riprendere a farli. Sono al contempo un modo per staccare il cervello e non lamentarmi, gratificarmi, festeggiare e fare terapia. Combo perfetta.

Come ho detto questa è la mia mini guida per cercare di avere un atteggiamento positivo in questa difficile situazione di ripresa e, in generale, nei confronti della nostra patologia. Non è semplice affrontare con piglio energico ciò che ci accade quotidianamente. Soprattutto quando veniamo messi al tappeto da emicranie quotidiane. Con il dolore continuo e tutti i suoi effetti pre e post a corredo. Ma sono convinta che il nostro cervello è speciale e tenace e ci stupirà anche in questa occasione. E sicuramente non gliela daremo mai vinta alla Bestia maledetta.

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