Emozioni Pericolose

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Possono le nostre emozioni essere pericolose?

Ci sono giorni brutti, terribili, che si sfiniscono, ci stressano, ci abbattono mandandoci al tappeto senza possibilità di un secondo round. Ce ne sono altri in cui  ansi e paure ci prendono alla sprovvista, aumentano il livello della tensione e ci tendono tutti i nervi del corpo come corde di uno Stradivari. Ci sono poi giorni importanti in cui vorremmo spaccare il mondo, in cui vorremmo fare tante, tantissime cose. Magari quei momenti li abbiamo desiderati a lungo, progettandone ogni dettaglio nei minimi particolari. Che vestito indossare, che cosa dire o fare. Alcuni eventi li aspettiamo con trepidante attesa, come il cucciolo che attende il padrone, anche se questi era andato solo a buttare la spazzatura. Il desiderio, l’attesa, così come l’ansia e lo stress fanno parte della vita quotidiana e normalmente attraversano le nostre menti senza creare danni esagerati.

Ma quando il cocktail emozionale non è ben calibrato cosa succede?

Succede che le emozioni possono portare a grossi scombussolii nel nostro cervello mandandolo in ko in men che non si dica. Le emozioni sono probabilmente la cosa più potente dell’universo e, proprio per questo, un cervello ipersensibile come quello di un emicranico, ne subisce gli effetti molto più che gli altri.

Piangiamo? Emicrania

Ridiamo troppo? Emicrania

Ansia? Emicrania

Stress? Emicrania

Gioia immensa ed incontenibile?…. inutile che lo scriva di nuovo…

Lo stress che causa il mal di testa, sia esso generato da situazioni negative o positive, può essere definito come ansia da prestazione. Ci assale quando si affrontiamo in maniera troppo emotiva le situazioni quotidiane oppure nelle occasioni in cui siamo presi da mille cose. Questo fa manifestare improvvisamente l’emicrania perché durante una situazione snervante, anche se in modo inconsapevole, si irrigidiscono e si contraggono i muscoli del collo, del cranio, delle spalle, a volte si serrano persino i denti e i pugni (controllate bene, io credevo di non farlo ma osservandomi ho scoperto di serrare le fauci e le mani!). La Bestia è una maledetta perché ci colpisce, ci prende a pugni ogni qual volta che ci permettiamo il lusso di alzare al massimo il volume delle nostre percezioni.

emotionGeneralmente la cosa che ci frega di più sono le emozioni negative.

Quella carogna maledetta della rabbia è amica fedele della Bestia, e quando le giornate si fanno dense di eventi negativi e faticosi me le immagino fare aperitivo insieme e complottare contro di me: “Vai prima tu, alzale i livelli di cortisolo agitandola per bene e poi io la colpisco e la mando ko”. Un simpatico teatrino.

Lo stress per una giornata di lavoro finita male, un dissidio in famiglia, persino il traffico in tangenziale possono diventare un trigger infausto. Ed noi respiriamo, diamine quanto respiriamo…. Proviamo a calmarci, consci che ogni grammo di rabbia verso il nostro prossimo si ripercuoterà centomila volte su di noi. Contiamo fino a quattro, cinque, otto…dieci..cento.. ma a volte la tensione sale così esplosiva che è come se avesse preso l’ascensore per il nostro cervello. E boom. Esplode.

Lo stesso ci può succedere quando l’emozione in gioco è la commozione o il dolore, che ci portano al pianto.

male

Nulla è come una lacrima per risvegliare il mostro. La fiuta da lontano, ne sente il sapore salato e lo desidera, come quando ci avviciniamo al mare d’estate e la salsedine la percepiamo centinaia di metri prima di toccare il mare con i piedi. Non so perché alla Bestia piaccia tanto il nostro pianto, ma sappiamo con quasi assoluta certezza che se ci lasciamo andare alle lacrime lei arriverà. E più saranno abbondanti e più lei sarà implacabile e golosa.

Lo stratagemma? Nel mio caso indubbiamente il veto sui film drammatici posto dal mio moroso aiuta, ma sono il tipo che in certi giorni piange anche per una pubblicità ben fatta per cui per me la vita su questo fronte è davvero in salita.

Infine, la categoria emozionale più insidiosa come trigger sono le gioie.

E qui si che mi verrebbe da dire #MaiUnaGioia. Se ridiamo troppo, piangiamo dalla felicità, urliamo a squarciagola ad un concerto il rischio di un attacco è dietro l’angolo. Ed è terribile pensare che dietro alle cose più belle, e che spesso abbiamo desiderato più a lungo, si nasconda la Bestia in agguato.

A questo proposito però va fatta una riflessione, almeno per quanto mi riguarda. Ho capito che quando vado incontro ad una giornata speciale, la attendo per giorni, magari mesi, la progetto nei dettagli e la sogno nei particolari, finisco per caricarmi di ansia esattamente come per gli eventi negativi. Reprimo, reprimo, reprimo e magari nemmeno me ne rendo pienamente conto. Così quando arriva il giorno fatidico e mi lascio andare alle gioie dell’evento atteso il “mollare i freni” fa si che si scateni tutta la tensione accumulata in precedenza, rischiando di fatto di devastare la mia giornata di gioia. Indubbiamente evitare questa trappola è complesso e bisogna lavorare su se stessi, ma ritengo, nella mia limitatissima esperienza di vita, che quando alla terapia del neurologo aggiungo dieta, acqua, movimento e controllo dello stress con i metodi che a me aiutano ottengo risultati (come ad aprile solo 7 emicrania) quando invece mi lascio andare al nervoso e agli sgarri la situazione torna a precipitare (come questa settimana).

Come affrontare gli sbalzi emozionali e le ripercussioni che hanno su di noi non è facile.

Non è semplice quando si è sani, figurarsi quando già combattiamo contro un mostro che ci succhia energia e vitalità. Però non possiamo spingere il bottone ON/OFF sui sentimenti e, onestamente, credo che nessuno di noi anche potendo li spegnerebbe pur di evitare l’emicrania. Per questo occorre trovare delle vie di fuga per controllare quanto ci succede e aiutarci a gestirlo al meglio per evitare che ogni ondata emotiva sfoci in un attacco della Bestia. Io ho trovato molto utili le indicazioni della Fondazione Veronesi che recentemente è tornata sul tema emicrania ed emozioni collegandolo in particolare alla situazione Covid19 che, come ho già raccontato qui, ha portato all’innalzamento dei casi di mal di testa nel mondo.

Aria Fresca

Una cosa spesso trascurata quando ci sentiamo sopraffare dallo stress è ricorrere all’aria giardinofresca: aprire le finestre e arieggiare la casa, se possibile trascorrendo qualche ora sui balconi, nei cortili o giardini privati, fare due passi lungo la via o in un parco, può essere un ottimo modo per allentare la tensione. Ovviamente non è la panacea di tutti i mali ma ho potuto sperimentare su me stessa come dopo una riunione troppo carica di tensioni anche solo 5 minuti in giardino mi siano d’aiuto per riprendere il controllo dei miei nervi.

Movimento

Il moto, in tutte le sue forme, serve poi a distrarci ed aiutarci a trovare delle vie di fuga piacevoli. Sia esso associato ad un po’ di ginnastica, a una passeggiata, alla corsa o al semplice sgranchirsi gambe, collo e braccia staccando dal pc e dal divano, può essere molto utile a riprendere il controllo sul nostro stato emotivo in quanto ci consente di smettere di esser focalizzati su ciò che ci sta turbando.

Cibo Sano

Utile è anche evitare di mangiare cibi grassi fermentati o con conservanti, troppo dolci, tutto ciò che appesantisce o “eccita” come formaggi stagionati, insaccati, cioccolato, caffè, tè. Già di per se questi alimenti un emicranico dovrebbe evitarle, ma ancor di più se lo stato emotivo è alterato rincarare la dose con questi cibi può far precipitare la cosa ancor di più e l’emicrania è assicurata.

Queste piccole tattiche, che da sole sicuro non ci tolgono il mal di testa, servono ad aiutarci a trovare un equilibrio migliore e cercare di non soccombere nei momenti di maggior difficoltà emotiva. Non è la singola azione in se, ma come dice sempre il mio papà “E’ la somma che fa il totale” e a forza di provare un’insieme di soluzioni magari troveremo il nostro cocktail della salute. Quando lasciamo che lo stress abbia la meglio e siamo più fragili la Bestia si rinforza e noi ci indeboliamo ulteriormente. E’ un circolo vizioso nel quale ho vissuto, nel quale non voglio ricadere e nel quale non vorrei che nessuno di voi cadesse.

 

 

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