Emicrania e Alimentazione

cibo

Avrei voluto chiamare questo pezzo io amo il cibo, è lui che non ama me. Ma volevo essere chiara da subito per tutti che andremo molto più nel profondo del mio personale rapporto col cibo, toccando un tema molto caro a tutti noi ovvero quello del rapporto tra emicrania e alimentazione. 

Credo che il cibo sia una delle cose più fantastiche dell’universo.

I ricordi migliori che ho sono legati ad esso. Forse perché mangiare fa rima con famiglia, condivisione, amicizia. Gaia, la mia migliore amica, è ancora lì che si stupisce da quante merende riuscivo a fare in un unico pomeriggio di gioco quando eravamo bambine. La mia incredibile fortuna è sempre stata un metabolismo svelto che mi ha permesso di ingurgitare tutto quello che volevo ed esseremagra. Ma come dice il detto? “Chi ha il pane non ha i denti e chi ha  i denti non ha il pane”… così a 18 anni sono stata colpita da una brutale mononucleosi che mi ha devastato l’organismo ed un rapporto semplicemente perfetto è improvvisamente diventato complicato. Il cibo si è trasformato nel nemico che poteva farmi stare peggio di quanto già io non stessi.

Anche se negli anni mi sono ripresa completamente dai postumi di quella malattia il miorapporto con l’alimentazione non è più stato lo stesso. L’emicrania iniziava ad incidere sempre di più sulla mia vita, così come le complicazioni ad essa associate quale gastrite, ernia iatale o colite. E’ partito dunque lo slalom tra ciò che potevo e non potevo mangiare, sperimentando diete e andando a caccia di intolleranze.

Alla domanda “hai provato questo?” la mia risposta è si, ho provato.

Il problema è che, come ben affermato dagli studi della Fondazione Veronesi, l’influenza della dieta nell’emicrania e nelle diverse forme di cefalea non è del tutto chiarito perché non sempre chi soffre della nostra patologia riesce a riconoscere quale alimento (o gruppo di alimenti) scatena l’attacco. Indubbiamente tra questi quelli da tenere maggiormente d’occhio sono i cibi dalla digestione particolarmente complessa come gli agrumi, le cipolle, i crauti, le olive in salamoia, la frutta secca in guscio, i fritti, il caffè (in modica quantità al contrario può anche essere benefico), il tè e le bevande zuccherate e gasate, pesce secco salato. Sempre secondo le ricerche della Fondazione Veronesi anche latte, yogurt e panna acida dovrebbero essere consumati con attenzione.

In generale si può riassumere che nell’alimentazione i grandi nemici degli emicranici in campo alimentare si racchiudano in

molecole5 gruppi appartenenti a molecole ben specifiche

Aspartame = contenuto in alcuni dolcificanti e bevande zuccherate

Caffeina = caffè, the, cioccolata

Glutammato = cibo cinese, dado da brodo, sottaceti, zuppe pronte in busta

Nitrati = carne rossa, insaccati

Tiramina = vino, formaggi stagionati, cipolle

A scrivere queste righe mi vien quasi da piangere al pensiero del buon cibo che non dovrei mangiare… sig… Occorre però sottolineare anche che non fanno bene alla cefalea neppure il digiuno e le diete troppo drastiche che causano un’alterazione del livello degli zuccheri.

E quindi? Come si fa?

Come ho già scritto in pezzi precedenti (che potete trovare qui) dopo 15 anni di “togli e metti questo alimento” sono finalmente arrivata ad un equilibrio seguendo una dieta ipoglicemica incrociata con le molecole da evitare sopra descritte. Il neurologo per anni mi aveva detto che i famosi picchi glicemici potevano essere parte del mio problema ma non l’ho ben compreso fino a quando un dietologo dell’ospedale Bellaria, dove guarda caso risiede un rinomato Centro Cefalee, mi ha spiegato come l’assunzione elevata di zuccheri o la loro improvvisa mancanza crei shock al mio cervello che poi si traducono in emicrania.

Per farla il più semplice possibile (visto che io sono sono un medico e cerco di riportare solo quanto ho appreso) il cervello è un organo che si nutre di zuccheri ma il cervello emicranicotende a scaricarsi più rapidamente di quello degli altri, pertanto se non lo alimentiamo con una “corrente zuccherina” continua e ben dosata o si sovraccarica e ci da l’emicrania o si scarica in un lampo e, indovinate? Ci da l’emicrania!

Seguo questa alimentazione da quasi un anno, non sempre sono riuscita ad essere regolare.

tajineOgni tanto mi concedo qualche sgarro per voglia o per necessità (in Marocco ad esempio il pane o il cous cous non erano integrali ma di certo non mi mettevo a questionare) ma posso dire che il mio stomaco sta meglio, così come il mio intestino e, più seguo le regole e più la testa migliora di conseguenza. La corretta alimentazione da sola forse non farà miracoli, almeno con me, però è un buon passo avanti per stare meglio. Nel mese di aprile di questo rocambolesco 2020 ho potuto grazie alla reclusione forzata mangiare con i ritmi giusti, fare tutti gli spuntini che devo fare (mai saltare una merenda!!!mai!!!), bere acqua in giusta quantità, fare attività motoria quasi tutti i giorni. Indubbiamente il fatto che il clima sia stato favorevole per gran parte del mese ha contribuito alla riuscita positiva dell’impresa ma ciò che conta è il risultato e posso dirvi che non micapitava di chiudere il mese a 7 emicrania da anni.

Se per i “normali” è follia, a me è sembrato di essere sana… un mese da sana… e voglio riuscire a fare di meglio. E spero voi tutti con me. Ce lo meritiamo.

P.s I cibi compresi o vietati della mia dieta ipoglicemica li trovate qui con le loro quantità giornaliere. Intanto qui sotto vi lascio alcune indicazioni generali fornitemi direttamente dal dietologoindicazione