deserto marocco
Viaggi e Avventure

Cronaca di un viaggio in Marocco – parte 1

Una delle mie grandi passioni è viaggiare ma si sa che non è semplice organizzare un itinerario complesso quando non si è certi di come si starà da qui ai prossimi 10 minuti. Per questo, quando la scorsa primavera abbiamo iniziato a parlare di un viaggio in Marocco le preoccupazioni erano tante. Riuscirà la nostra eroina a reggere oltre una settimana di spostamenti, pulman, sonno scarso, tanti km, chissà che cibo e chissà che clima? Indubbiamente una bella sfida. Inoltre, riuscirà a mettere tutti i suoi farmaci dentro una valigia molto piccola e adatta a questo tipo di viaggio? 

Come è facile intuire le incognite erano tantissime. Diverse volte pensando a un viaggio simile ho desistito per la paura di non farcela, ascoltando quella voce nella mia testa che diceva “dai lo sai che poi passerai metà del viaggio a letto e sarai un peso per gli altri”. Questa volta  però (non che le mie condizioni di partenza fossero particolarmente diverse dal solito) mi sono detta che BASTA, non potevo rinunciare alla tanto desiderata notte nel deserto e al Tour delle città Imperiali. Così, sperando in un lancio di dadi per una volta fortunato, abbiamo prenotato il nostro viaggio per Giugno 2019. 

Per questo viaggio io e il mio moroso abbiamo scelto di aggregarci, per la prima volta, ad un gruppo di Viaggi Avventure nel Mondo e abbiamo condiviso 9 intensissimi giorni con 15  sconosciuti.

Com’è andato?  Vi lascio al mio diario di viaggio per scoprirlo.

Day 1, arrivo a Casablanca.

marocco casablancaSubito una premessa. Mi sono approcciata a questo viaggio in Marocco con Viaggi Avventure nel Mondo con l’idea di andare oltre i miei limiti.. sinceramente non credevo sarei stata messa alla prova subitissimo. Volo Bologna-Casablanca: tasso di under 10 anni pauroso. Prendete me, prendete il mio panico da aereo, prendere la mia tolleranza verso i pargoli che urlano e avrete un meraviglioso inizio! Fortunatamente il volo è stato sereno… meno lo è stato raccattare le valige, il taxi prenotato ma scomparso e l’ultimo componente del gruppo dato per disperso per più di un’ora. Ad ogni modo, all’alba di mezzanotte e mezza ho un letto e una doccia all’attivo, e persino un Wi-Fi finalmente funzionante.

Ah, in bagno c’e pure il bidet! Domani la sveglia è alle 6.30 e mi scappa da ridere. Il bello deve ancora venire.

Situazione emicrania: niente segni delle belva, nemmeno a causa dell’aereo. L’eccitazione per il viaggio ha prevalso, yuppy!

Day 2 Casablanca-Rabat-Voloubilis-Meknes: vicoletti, scompiglio e toilette col secchio!

Ore 7.30 un omino zigzaga nel traffico su un Ciao scassato portando una pila di cartoni di uova alta quanto lui. Equilibrismo epico, ma se si guarda bene dai lati qualcosa cola, qualche uovo dev’essersi rotto. Un’immagine che da sola potrebbe riassumere il primo caotico approccio al Marocco. Casablanca è un continuo alternarsi di villone favolose sorte accanto a centri di chirurgia estetica e catapecchie fatiscenti (con murales favolosi però!).

Rabat, invece, ha vicoli bianchi e blu che ricordano la Grecia, ma qui, in sti vicoletti, ci girano con macchine famigliari enormi, altro che muli o apecar!

marocco Volubilis

Voloubilis, invece, è il sito Unesco delle rovine romane ormai sede di una famiglia di cicogne che ha preso residenza qui..ai turisti frega nulla delle rovine, son tutti qui a fare le foto alle cicogne, le vere star!

Meknes è caotica, rumorosa, brulicante di persone e di babbucce a punta coloratissime. Le donne la sera si muovono sui tetti per andare a trovare le amiche così non devono scendere in strada (fa tutto molto Tomb Raider).

Ad ogni modo Voloubilis e Meknes verranno ricordate (al di là delle bellissime cose da vedere per le quali vi rimando a una Lonley qualunque e alle foto) per le turche con il secchio… ora, parliamone.. io prima di qui MAI avevo visto che al posto dello sciacquone ci fosse un rubinetto e un secchiello… bene, qui è così…enjoy!

Ora vado a svenire nel letto, perchè purtroppo la bestiaccia si è presentata alle ore 22. Sta sera c’è vento e sono molto stanca, sicuramente la combinazione di questi fattori non aiuta.

Vi lascio però con una nota positiva, anche in questo hotel c’è il bidet!

Day 3 Fez-Ifran-foresta dei cedri-Gorges du Ziz: dai colori della Medina a quelli dell’Atlante.

La nostra guida (indubbiamente l’uomo più simpatico ed esuberante della città) ci ha fatto fare un tour per Fez spettacolare portandoci in posti poco mainstream a vedere gente che, ancora oggi, lavora a dorso di mulo o intenerisce le pelli da conciare con la CACCA di piccione.. l’ammoniaca costa e non è bio, quindi mi pare logico ricorrere ai pennuti…però oh, giuro che sta pelle è morbidissima poi.. la puzza è un’altra storia!

Menzione d’onore, sempre alla guida, per aver coniato il termine “giapponesare” per noi che facciamo una foto ogni 3×2. Un mito.

Fez

Fez è colori e odori forti ammassati in vicoli tortuosi, perdersi è un attimo, ma ne vale la pena.

Purtroppo però gli odori forti, il caldo dei vicoli e la mattinata intensa, non sono stati clementi con la mia testa.

Alle ore 13.35 parte l’attacco.

Fortuna vuole che ci aspetta una lunga, lunghissima traversata verso il deserto, perchè questo è un attacco da livello 6 e per smaltirlo ci vorrà un po’.

La rotta verso il deserto prevede una sosta a Ifran detta la piccola Svizzera in quanto è immersa in un bosco di cedri e le case, ordinate e coi tetti a punta, ricordano quelle di Chamony…le guide narrano che i marocchini vengano qui a sciare. Per quanto sia credibilissimo che a 1800 metri venga la neve, non trovo altrettanto credibile che qui possano sciare. Mancano gli ski-lift, per dirne una. Però il clima è subito più fresco e alla mia testa questo giova, l’operazione “riavvio sistema” è in corso, yuppy!

Più in linea con la mia idea di Marocco è il pit-stop successivo, sempre nella foresta di cedri, foresta dei cedrinella zona dove si trovano le bertucce( o erano macachi?!..insomma, scimmie!).. i tanti turisti che le ingozzano per avvicinarle le hanno rese obese e questo le rende ancor più adorabili. Ho deciso, voglio una scimmia per natale! Segnatelo subito sulle vostre agende alla voce “regali possibili per Giulia”, che poi lo so che arrivano le feste e ve lo scordate! 

E infine il passaggio sui monti dell’Atlante e l’approccio alle prime zone desertiche… dal verde della Svizzera, al rosso del Grand Canyon, tutto in un pomeriggio! Gran bazza sto Marocco!

Day 4 rotta verso il deserto.

Come già avevo osservato in precedenza, nella lunghissima traversata verso il deserto il primo paesaggio che abbiamo incontrato è stato il Grand Canyon che, a quanto pare, è in Marocco e non negli USA. Chi vi dice diverso mente, oppure qui han aperto varchi dimensionali e io (che son tonta ma non poi così tonta) ci son caduta dentro e non me ne sono resa!

Abbiamo poi sostato lungo le rovine di una kasbah che pullulava di bambini (che simpaticamente hanno fatto uscire dei pipistrelli da alcuni anfratti… che cari) e transitato per un paese ordinato e pulito pieno di universitari che studiavano sui prati mentre i militari presidiavano il confine con l’Algeria a pochi km.. quelle piccole contrapposizioni che qui in Marocco vanno tanto..

E infine il deserto..che gran figata il deserto!

oliviaMagico é dire poco! Andarci sul dorso del dromedario, che ho battezzato Olivia perché mi pareva una ragazza molto carina, è stato divertente..e altrettanto spumeggiante è stato fare lo scivolo sulle dune “a bordo” di un tappeto trainato dal beduino! epico… com’è stato epico non caracollare giù miseramente e mantenere una dignità in tutto ciò che ho fatto sin ora.

Al ritorno dalla dromedariata ovviamente la mia testa ha ceduto sotto i colpi della giornata e, soprattutto, del caldo e della mancanza di pasti regolari. Per quanto anche in viaggio mi stia sforzando di fare merenda ogni tre ore non è sempre facile ricordarsi di mangiare in mezzo a tanta bellezza! Per fortuna ho preso un auradol in tempo e l’emicrania è rimasta ad un livello controllabile durante la cena ed è sparita prima di affrontare la notte in tenda!

Le tende erano quasi full-optional e dormirci è stato stupendo, anche per me che non sono mai stata abituata a questo tipo di alloggio. Poi sarà che sono così soddisfatta di me che affronterei di tutto!…Ho sentito uno da una tenda vicino inveire contro il mondo (e credo un insetto) urlando “non son mica indiana jones”.. ma va là, in sti giorni io sono meglio di Lara Croft!

 

… il viaggio in Marocco continua… 

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.