Cosa scatena l’emicrania: Una vita a schivare proiettili

cosa scatena l'emicrania

5.30 del mattino.

C’è solo un motivo per il quale posso aver aperto un occhio a quest’ora. E il motivo si palesa qualche istante dopo il mio risveglio, eccolo lì il dolore. Questa volta è all’occhio sinistro. Beh almeno mi va di culo perché dormo su quel fianco. Al momento è un’informazione che quelli che non fanno parte del club “emicrania che parte da un lato” non capiranno, ma un giorno vi racconterò come un dettaglio così apparentemente irrilevante può rivelarsi una botta di fortuna o una catastrofica sfiga.

Nel giro di pochi istanti dal risveglio allungo la mano sul comodino, afferro il fido difmetrè e mi preparo all’escalation.

Si perché, quando ci svegliamo così non ce ne rendiamo conto ma l’emicrania non è nella fase iniziale, quella in cui potremmo (forse magari con un po’ di fortuna) bloccarla sul nascere. No, mentre noi dormivamo beati lei ha lavorato ed è arrivata ad una fase da allarme arancio/rosso quel tanto che basta per svegliarci, farci accettare la nostra situazione con muta rassegnazione 

e attendere il colpo di grazia. Da qui ci attende un primo peggioramento e poi, se la medicina fa effetto, un lento e agognato miglioramento.

Ora sono qui, stesa a letto stringendomi la testa dal lato dolorante. Il male alla tempia e all’occhio sinistro è di quelli terrificanti. Sapete com’è avere un’ago arroventato di 20cm che vi entra nell’occhio e vi trapana la testa? Se non lo sapete siete fortunati.

La cosa pazzesca di questa situazione è che questo lancinante dolore alla testa non ti impedisce di pensare e, almeno nel mio caso, di annoiarti.

io che soffro

Se da un lato il dolore rende impossibile muoverti, tenere gli occhi aperti, percepire correttamente ciò che è attorno a te, la testa, la stessa testa che sta soffrendo incredibilmente, continua a pensare e funzionare correttamente. Non chiude i battenti, non chiede pietà e ti manda a dormire, almeno non finché il farmaco (Dio benedica la chimica ora e sempre) non inizia a fare effetto. No, la testa è lì che elabora informazioni e si chiede come impiegare il tempo visto che sono ore che siamo lì, sdraiati, a fare nulla, di nulla, se non pensare alle nostre pene e alla nostra misera condizione. Sono così stanca di buttare via del tempo prezioso ad annegare nel dolore. Se avessi speso le centinaia di ore passate a letto a fare cose costruttive tipo imparare nuove lingue probabilmente ora saprei anche l’arabo e il 

giapponese. Beh, questa volta vorrei sfruttare questo tempo, che da come sta evolvendo il dolore temo sarà abbastanza lungo, per raccontare com’è il mondo di noi emicranici.

Prima di andare oltre nel mio racconto però una doverosa premessa: Se avete più di 5 attacchi al mese SI, soffrite di emicrania, SI, è un problema serio e SI, dovete andare di corsa dal dottore che vi faccia fare un controllo dal neurologo. Ci sono mille tipi diversi di emicrania e si trattano tutti diversamente per cui non c’è una cura universale che va bene per tutti ma è fondamentale la diagnosi. Il mio blog non ha pretese mediche o scientifiche. E’ solo il punto di vista di chi vive, sulla sua pelle, questa situazione tutti i giorni, da quasi vent’anni.

Avere l’emicrania vuole dire stare spesso male.

Chi è fortunato ha 5/6 attacchi al mese, chi lo è meno supera la decina, e c’è chi va oltre, convivendo quotidianamente con il dolore. Partendo da questo presupposto è evidente che è un problema che non si può nascondere. Appuntamenti annullati, cene rimandate, uscite con gli amici cancellate, giornate di lavoro perse. E’ solo questione di tempo prima che le persone inizino a chiederti “ma che hai?” e alla tua risposta arriva l’immancabile domanda “ma che cos’è che ti scatena gli attacchi?”.

La domanda è solitamente posta con sincera curiosità e buona fede. Io sono tra le fortunate che, nemmeno a lavoro, ha mai incontrato qualcuno che mettesse in dubbio il mio malessere (anche perché hanno spesso toccato con mano lo stato pietoso al quale mi riducevo durante 

testa spaccata

un attacco), pertanto ho sempre ritenuto questa domanda un modo per provare ad aiutarmi nel capire. Si, perché capire come sia possibile che una persona un attimo prima sta bene e un attimo dopo è pronta per l’estrema unzione non è una cosa tanto semplice. Non lo è ancora per me che ci combatto da anni, figuriamoci per chi mi circonda o chi mi conosce da poco.

Ma quindi, cosa scatena l’emicrania??

La scienza dice che

il cervello emicranico è ipereccitabile ma paradossalmente ipometabolico in sostanza, spende molta più energia di quanta ne produca. La sua caratteristica tipica è di convertire in dolore gli stimoli non dolorosi quali lo stress, le variazioni ormonali femminili, i cambi climatici, le irregolarità del ritmo sonno-veglia, il digiuno, ecc.

Dunque più o meno tutto ci scatena l’emicrania..e quindi come si fa? Cosa dobbiamo evitare?

Ecco, credo che il giorno in cui un medico avrà trovato una risposta universale a questa domanda vincerà il premio nobel per la medicina ed anche per la pace già che c’è!

Ad ogni modo, va sempre ricordato che ci sono svariati tipi di mal di testa quindi non a tutti viene scatenato per le stesse motivazioni. 

Le cause più comuni però sono le seguenti:

  1. cambiamento climatico
  2. vento
  3. caldo
  4. ciclo
  5. stress/ansia/emozioni forti
  6. sforzo fisico/attività fisica
  7. alimentazione
  8. sonno eccessivo/poco
  9. fattori sensoriali: rumori, luci, odori
  10. luoghi rischiosi (dove andiamo a nostro rischio e pericolo)

Nei prossimi articoli cercherò di approfondire a dovere ognuno di questi fattori raccontando la mia esperienza e quella raccolta direttamente da tutti coloro i quali in questi anni si sono confrontati con me su questo tema. Il confronto per la nostra patologia, e la sua possibile soluzione, è fondamentale, se aveste qualche suggerimento per qualche causa che ancora non ho preso in esame (e son sicura che c’è visto quanto siamo fortunati!!!) non esitate a contattarmi.

2 Replies to “Cosa scatena l’emicrania: Una vita a schivare proiettili

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